LA POLIZZA ASSICURATIVA E' EQUIPOLLENTE ALLA FIDEIUSSIONE BANCARIA



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GIURISDIZIONE PER LE CONTROVERSIE RSU



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                       N. 6774/05 REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                             N. 1885 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale   Quinta  Sezione           ANNO 2005 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 1885 del 2005, proposto dalla Soc. CE.R.IN s.r.l., con sede in Bitonto(BA) (P.I. 03861120727), in persona dell’Amministratore unicao, legale rappresentante in cica, Sig. Giuseppe Colapinto, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Prof. Alberto Romano, Francesco Baldassarre e Giovanni Pesce, con domicilio eletto presso lo studio del primo, in Roma, Viale XXI Aprile n. 11, contro il Comune di Casamassima (C.F. 80012570729), in persona del Sindaco in carica, prof. Domenico Vito De Tommaso, rappresentato e difeso dall’Avv. Luigi Paccione, del Foro di Bari, con domicilio eletto in Roma, Via Cosseria, n. 2, e nei confronti della Soc. EUROGEST s.r.l., corrente in Rutigliano, in persona del legale rappresentante in carica, Geom. Vito Redavid, rappresentta e difesa dall’Avv. Felice Eugenio Lorusso, con domicilio, ai fini del presente giudizio, presso la segreteria del Consiglio di Stato, in Roma, Piazza Capo di Ferro n.13 per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, Sez. I, n. 60/2005 del 13 gennaio 2005;             Visto il ricorso con i relativi allegati;             Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Casamassima e della controinteressata Soc. Eurogest;             Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;             Visti gli atti tutti della causa;             Relatore, alla pubblica udienza del 28 giugno 2005, il Consigliere Chiarenza Millemaggi Cogliani; uditi!Fine dell'espressione imprevista, altresì, gli Avv.ti Romano, Baldassarre!Fine dell'espressione imprevista, Paccione e B.Panariti, quest’ultimo in sostituzione dell’Avv. Lorusso;             Pubblicato il dispositivo n. 417/2005;             Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F  A  T  T  O             1. Con sentenza n. 60/2005 del 13 gennaio 2005, la Sezione I del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, aderendo alle tesi dei resistenti, Comune e controinteressata - ha dichiarato irricevibile e, per differente profilo, inammissibile il ricorso proposto dalla attuale appellante avverso la sua esclusione dalla gara per il servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali ICI e TARSU e per la gestione ordinaria e straordinaria, disposta dalla Commissione di gara sulla considerazione della irregolarità della cauzione provvisoria offerta mediante polizza assicurativa, piuttosto che mediante fideiussione bancaria, come espressamente previsto dall’art. 21 del capitolato speciale.             Il giudice di primo grado ha ritenuto tardivo il deposito del ricorso notificato a mezzo posta, assumendo quale dies a quo la data di spedizione del ricorso medesimo ed inammissibile l’impugnazione dell’art. 21 del capitolato speciale che non annovera fra le modalità di costituzione della cauzione provvisoria, la polizza assicurativa, per avere il rappresentante legale della società concorrente sottoscritto una dichiarazione di piena adesione alla clausola, così prestandovi acquiescenza.             2. Avverso la suddetta sentenza propone appello l’interessato, sottoponendo a censura il procedimento logico giuridico attraverso cui il giudice di primo grado è pervenuto alla decisione, sia nella interpretazione ed applicazione della regola processuale, relativa al deposito del ricorso, sia anche nel conferire valore e significato di acquiescenza della clausola lesiva, alla sottoscrizione della dichiarazione di accettazione del capitolato, in assenza della quale non avrebbe potuto partecipare alla gara. In ogni caso, tale ultima evenienza non sarebbe idonea ad incidere sulla questione di merito, in quanto sussisterebbe equivalenza legale fra polizza assicurativa e fideiussione bancaria, ai fini della costituzione della cauzione nelle pubbliche gare, indipendentemente dalla clausola del capitolato che non la prevede, senza comunque escluderla, e che pertanto andrebbe interpretata in conformità alla legge; essa non sarebbe stata, comunque, immediatamente impugnabile, derivando la lesione non dalla sua formulazione, bensì dalla interpretazione datane dalla Commissione di gara. Nel merito il ricorso di primo grado meriterebbe accoglimento sulla base delle censure dedotte in primo grado ed in questa sede riproposte.             Si sono costituiti in giudizio il Comune e la controinteressata, resistendo all’appello. Successivamente la causa, chiamata alla pubblica udienza del 28 giugno 2005, è stata trattenuta in decisione. D  I  R  I  T  T  O             1. L’appello è manifestamente fondato.             2. Evidente è l’errore in cui è incorso il giudice di primo grado nel computare il termine per il deposito muovendo dalla data di spedizione da parte dell’Ufficiale giudiziario,  tramite il servizio postale e non, invece, da quello in cui si è perfezionata la consegna del piego (o l’ultima consegna, trattandosi di pluralità di intimati)) da parte dell’addetto al servizio postale, all’indirizzo del destinatario.             A quanto pare, l’errore è stato indotto, oltre che da un lettura forzata della sentenza della Corte costituzionale 28 novembre 2002, n. 477, anche dall’orientamento espresso, in argomento, da questa stessa Sezione, con la decisione 6 ottobre 2003 n. 5897, la quale è però, allo stato, abbondantemente superata da riflessioni ulteriori della giurisprudenza su tale specifico aspetto della questione, a seguito degli approfondimenti conseguenti alla applicazione che, dell’istituto (dopo l’intervento della Corte costituzionale), è stata fatta dalla Corte Suprema di cassazione e degli insegnamenti desumibili da successive pronunce della stessa Corte costituzionale (n. 28 del 23 gennaio 2004 e n. 107 del 2 aprile 2004).             La lettura corretta della prima pronuncia del giudice delle leggi sulla illegittimità delle norme che, in materia di notificazione, ne facevano decorrere gli effetti, nei confronti dell’istante, dal suo perfezionamento, deve essere effettuata tenendo nel debito conto ciò in cui è stata fatta risiedere l’illegittimità costituzionale, ovvero il far ricadere, sul soggetto che richiede (o nell’interesse del quale è richiesta) la notificazione, gli oneri di attività materiali sottratte alla sua disponibilità. Ovviamente ciò non implica anche che tali oneri debbano ricadere sul destinatario ......