LA "VIA" ANALIZZA IL SACRIFICIO AMBIENTALE IN RAPPORTO ALL'UTILITÀ SOCIO-ECONOMICA



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Esproprio beni tutelati



































































































N N. 04246/2010 REG.DEC. N. 02622/2008 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente DECISIONE sul ricorso in appello n. 2622/2008, proposto dalla REGIONE LOMBARDIA, in persona del Presidente in carica, rappresentato e difeso dagli avvocati Federico Tedeschini e Viviana Fidani, elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Roma, largo Messico n. 7; contro LAGOCASTELLO IMMOBILIARE s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Salvatore Sica e Guido Anastasio Pugliese, elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Roma, piazza della Libertà n. 20; nei confronti di COMUNE di MANTOVA, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli avvocati Maria Stefania Masini e Stefano Nespor ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Roma, via della Vite n. 7; PARCO NATURALE DEL MINCIO, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito; per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della LOMBARDIA - BRESCIA – Sezione I, n. 1161 del 7 dicembre 2007.   Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Mantova e della Lagocastello Immobiliare s.r.l. ed il contestuale appello incidentale da quest’ultima proposto; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 8 giugno 2010 il consigliere Vito Poli e uditi per le parti gli avvocati Tedeschini, Masini e Cinti su delega dell’avvocato Sica;   FATTO e DIRITTO 1. L’impugnata sentenza - Tribunale amministrativo regionale della Lombardia - Brescia – Sezione I, n. 1161 del 7 dicembre 2007 – per quanto di interesse ai fini del presente giudizio: a) ha respinto, con dovizia di argomenti, tutte le censure proposte dalla Lagocastello Immobiliare s.r.l. (in prosieguo la società), nei confronti dell’ordinanza comunale n. 187 del 2005 recante l’ordine di sospensione dei lavori per la realizzazione delle opere necessarie ad attuare un vasto piano di lottizzazione, fondato anche sulla mancanza della positiva verifica di fattibilità ai fini della valutazione di impatto ambientale ex art. 1, co. 6, d.P.R. 12 aprile 1996; b) per la medesima ragione ha respinto le censure proposte nei confronti del successivo diniego di permesso di costruire alcuni edifici previsti dal piano attuativo (n. 21483 in data 31 luglio 2006); c) ha accolto unicamente le doglianze mosse nei confronti del decreto regionale n. 2749 del 13 marzo 2006 che, a conclusione della procedura di verifica preliminare prevista dall’art. 1, co. 6, d.P.R. 12 aprile 1996 cit., cui si era assoggettata la società nelle more del giudizio, ha ritenuto che il programma costruttivo proposto da quest’ultima dovesse essere sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale (v.i.a.); è stato censurato l’operato dell’Amministrazione regionale laddove, a fronte di asserite carenze nella documentazione presentata, ha ritenuto non già di domandare chiarimenti al privato istante, ma puramente e semplicemente di assoggettare il progetto a v.i.a., con ciò violando i principi di partecipazione al procedimento e di leale cooperazione fra P.A. e amministrati nonché quello di economicità. 2. La regione Lombardia ha impugnato la su menzionata sentenza del T.a.r. deducendone l’erroneità per i seguenti motivi: a) insufficiente e contraddittoria motivazione della sentenza, laddove non ha considerato la congruità e correttezza della determinazione siccome espressamente riferita alla necessarietà della sottoposizione a v.i.a. in ragione delle dimensioni dell’intervento (oltre 10 ettari, situati in area urbana); b) insufficiente motivazione della sentenza sotto altro profilo, essendo indicati nel provvedimento regionale i profili di criticità rilevati che avrebbero orientato per un approfondimento mediante v.i.a.; c) omessa motivazione su questione di diritto rilevante: non è stato considerato il termine perentorio di sessanta giorni imposto per la pronuncia sulla richiesta avanzata dalla società, ex art. 10 d.P.R. 12 aprile 1996 cit., e la finalità della determinazione, avuto riguardo alla insufficienza degli elementi per escludere la v.i.a.; d) erronea interpretazione dell’art. 10 cit., tenuto conto della natura altamente discrezionale del giudizio di assoggettamento o meno di un progetto a v.i.a. 3. Si è costituita in giudizio la società che ha dedotto l’inammissibilità, per assoluta genericità, e l’infondatezza dell’appello principale; con riferimento esclusivo al capo 14 della sentenza, ha proposto appello incidentale; sostiene che il T.a.r. muovendo dal concetto di “area urbana” e richiamando le conclusioni dell’esperto di parte architetto Pigozzi (enunciate al punto 13 dell’impugnata sentenza) – secondo cui l’insediamento n. 1 (centro storico di Mantova) e quello contrassegnato dal numero 3 (comprendente il sito della Lagocastello e gli abitati di Frassino, Lunetta, Virgiliana e il complesso industriale del petrolchimico), costituirebbero aree urbane distinte in ragione della interruzione rappresentata dal corso del Mincio, sì da configurare l’intervento di cui trattasi quale progetto di sviluppo in espansione di area esistent......