LEASING FINANZIARIO E PATTO DI STABILITA'



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MODALITA' DI SOTTOSCRIZIONE DEI DOCUMENTI DI GARA



































































































Deliberazione n Deliberazione n. 87/2008   REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua                               Presidente dott. Antonio Caruso                                       Consigliere dott. Giorgio Cancellieri                                    Consigliere (relatore) dott. Giuliano Sala                                         Consigliere dott. Giancarlo Penco                                       Consigliere dott. Giancarlo Astegiano                                Primo Referendario dott. Gianluca Braghò                                      Referendario dott. Alessandra Olessina                                Referendario dott. Massimo Valero                                       Referendario   nella Camera di consiglio del 14 maggio 2008   Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004; visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali; vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, commi 166 e seguenti. Udito il relatore, Consigliere Giorgio Cancellieri.   Premesso in fatto   Dall’esame della relazione redatta, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e segg. della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dall’Organo dei Revisori dei conti del Comune di Canneto Pavese (PV), pervenuta a questa Sezione in data 6 agosto 2007, relativa al Rendiconto dell’esercizio 2006, si evince che l’inventario dei beni appartenenti all’ente non risulta aggiornato. Si fa presente che anche dal Rendiconto dell’esercizio 2005 si era evidenziato il mancato aggiornamento del medesimo documento, tanto che questa Sezione con Delibera n. 333/2007 aveva sollecitato l’’Amministrazione a provvedervi. A conclusione dell’attuale analisi, il Magistrato Istruttore ha chiesto al Presidente della Sezione di fissare apposita adunanza per l’esame collegiale della situazione. Fissata l’adunanza per il 14 maggio 2008, ne è stata data formale comunicazione al Comune, con facoltà di presentare memoria illustrativa e presenziare all’adunanza. Nell’adunanza pubblica, dopo la relazione del magistrato istruttore, è intervenuta la Responsabile del Servizio Finanziario del Comune che ha depositato una memoria a firma del Sindaco e ne ha illustrato i contenuti precisando i motivi dei ritardi intervenuti e comunicando che l’incarico per l’aggiornamento dell’inventario è stato affidato a Ditta specializzata nel settore, che concluderà i lavori entro dicembre 2008.   Considerato in diritto   Si conferma quanto già detto nella Delibera citata, in merito alla specifica competenza in capo alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, diretta a rappresentare agli organi elettivi la reale ed effettiva situazione finanziaria o le gravi irregolarità riscontrate nella gestione dell’ente, in modo che gli stessi possano responsabilmente assumere le decisioni più opportune, sia nell’interesse dell’ente amministrato che della più vasta Comunità cui lo stesso appartiene (Corte conti, Sez. contr. Lombardia, 13 ottobre 2006, n. 10 cit.). Anche se dall’esame della relazione redatta dall’Organo dei Revisori dei conti del Comune di Canneto Pavese, si mette in luce che il Conto del patrimonio risulterebbe regolare, nonostante l’inventario non sia aggiornato, la circostanza merita di essere segnalata all’attenzione del Consiglio comunale, poiché il mancato aggiornamento dell’inventario è idoneo ad incidere negativamente sull’esatta determinazione e quantificazione del patrimonio dell’ente. L’inventario, d’altra parte, indicando tutti i beni, mobili ed immobili, appartenenti all’ente, con la specificazione del loro valore e natura, rappresenta il punto di partenza per la redazione del Conto del Patrimonio e permette all’amministrazione un utilizzo più razionale delle risorse e un più redditizio impiego economico dei beni. A detto adempimento sono tenuti tutti gli enti territoriali, anche quelli con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. La disciplina speciale dettata per tali enti prevede, infatti, che gli stessi siano esentati dalla predisposizione del conto economico e del prospetto di conciliazione (da ultimo: art. 1, co. 164, della l. 23 dicembre 2005, n. 266), ma non anche degli altri documenti che concorrono a formare il rendiconto dell’esercizio, ivi compreso il conto del patrimonio.