LEGITTIMA L'ESCLUSIONE DALLA GARA SE MANCA IL "BUSINESS PLAN"



(continua a leggere)


SEGRETARI: PIENAMENTE PENSIONABILE L'INCARICO DI DIRETTORE GENERALE



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                   N.4964/08 REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                          N.  7163   REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, (Quinta Sezione)         ANNO  2007   ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 7163/07 Reg. Gen., proposto da INSIEL S.p.A., in persona del legale rappresentante in carica, in proprio e nella qualità di mandataria dell’a.t.i. costituita con LINE SYSTEM SERVICE s.r.l., rappresentata e difesa dagli Avv.ti Francesco Scanzano e Corrado Diaco, elettivamente domiciliata presso il primo in Roma, via XXIV Maggio n. 43; CONTRO EUTELIA S.p.A. (già EUNICS S.p.A.), in persona del legale rappresentante in carica, in proprio e nella qualità di mandataria del r.t.i. costituendo con Protom S.p.A., e PROTOM S.p.A., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentate e difese dagli Avv.ti Pierluigi Piselli e Claudio De Portu, elettivamente domiciliate presso i medesimi in Roma, via Giuseppe Mercalli n. 13; Regione Campania, in persona del Presidente in carica della Giunta regionale, non costituita in giudizio; per la riforma della sentenza 12 giugno 2007 n. 6073 del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Napoli, sezione I, resa tra le parti. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti l’atto di costituzione in giudizio ed il ricorso incidentale dell’appellata; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 3 giugno 2008, relatore il consigliere Angelica Dell’Utri Costagliola, uditi per le parti gli Avv.ti Scanzano e De Portu; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: F A T T O          Con atto notificato il 3 ed il 7 settembre 2007 e depositato il 12 seguente la Insiel S.p.A., in proprio e quale capogruppo mandataria dell’a.t.i., costituita con Line System Service s.r.l., aggiudicataria dell’appalto concorso indetto dalla Regione Campania per la realizzazione del centro servizi tecnologici (C.S.T.) per le imprese agroalimentari della Campania, ha appellato la sentenza 12 giugno 2007 n. 6073 del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione I, con la quale, su ricorso delle Eunics S.p.A. e Protom S.p.A., partecipanti al costituendo raggruppamento temporaneo classificato al secondo posto della relativa graduatoria finale, sono stati annullati il decreto dirigenziale 28 giugno 2006 di aggiudicazione definitiva e gli atti sottostanti.          L’appellante, premesso che la Eunics lamentava la mancanza di dichiarazione dei requisiti di partecipazione della Insiel S.p.A. (1), la mancanza di dichiarazione del fatturato specifico della Line System s.r.l. (2), la mancanza di sottoscrizione di parti dell’offerta tecnica (3), l’assenza o insufficienza del “piano operativo” e del business plan nell’offerta tecnica (4), l’erroneità nell’attribuzione dei punteggi (5), e che il TAR ha accolto in parte i motivi quarto (quanto all’insufficienza del business plan) e quinto (quanto all’attribuzione di p. 4/10 per qualità e completezza del business plan), mentre ha respinto le altre doglianze, a sostegno dell’appello ha dedotto: 1.- Error in iudicando. Erronea e omessa considerazione della sentenza in ordine alla presunta violazione degli artt. 7 e ss. del capitolato speciale, sotto il profilo della valutazione dell’offerta tecnica presentata dall’aggiudicataria. Corretta e regolare presentazione del documento business plan da parte dell’a.t.i. Insiel. Violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Difetto di motivazione su punto decisivo della controversia. 2.- Error in iudicando. Erronea valutazione dell’art. 4.1 del disciplinare tecnico, sotto il profilo dell’interpretazione dei documenti richiesti alle partecipanti. 3.- Ulteriore error in iudicando in ordine all’attribuzione del punteggio di 4/10. Errata valutazione degli atti di gara. 4.- Error in iudicando. Mancata ed erronea applicazione del principio del favor partecipationis. Mancata valutazione della corretta interpretazione dell’art. 4.1 da parte della commissione di gara.          Con atto notificato i giorni 30 ottobre, 5 e 7 novembre 2007, depositato il 2 novembre 2007, la Eutelia (già Eunics) S.p.A. e la Protom S.p.A hanno proposto appello incidentale, sostenendo la fondatezza dei propri motivi originari secondo, terzo e - integralmente – quarto e quinto, e con memoria del 9 seguente hanno svolto controdeduzioni. Con memoria del 12 novembre 2007 parte appellante principale ha confutato il ricorso incidentale. Con ulteriore memoria del 22 maggio 2008 le appellate ed appellanti incidentali hanno ancora sostenuto la correttezza di quanto ritenuto dai primi giudici. Infine, con memoria del 29 maggio 2008 le appellanti principali hanno insistito per l’accoglimento del proprio gravame e la reiezione di quello avversario.          All’odierna udienza pubblica la causa è stata posta in decisione. D I R I T T O          Com’è esposto nella narrativa che precede, forma oggetto degli appelli – principale ed incidentale – in esame la sentenza 12 giugno 2007 n. 6073 del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione I, con la quale è stato accolto il ricorso proposto da Eunics S.p.A. e Protom S.p.A., partecipanti al costituendo raggruppamento temporaneo classificato al secondo posto della graduatoria finale dell’appalto concorso indetto dalla Regione Campania per la realizzazione del centro servizi tecnologici (C.S.T.) per le imprese agroalimentari della Campania, avverso il decreto dirigenziale 28 giugno 2006, di aggiudicazione definitiva della gara in favore dell’a.t.i. Insiel S.p.A. e Line System Service s.r.l., nonché gli atti sottostanti.          In particolare, il primo giudice ha ritenuto fondati il quarto motivo, nella parte in cui si lamentava che il progetto tecnico dell’aggiudicataria fosse privo del business plan, richiesto a pena di esclusione, e comunque il quinto motivo, formulato in subordine, di illogicità ed altri profili di eccesso di potere in relazione al punteggio attribuito all’aggiudicataria, in relazione all’avvenuta valutazione da parte della commissione giudicatrice del detto business plan con 4 punti anziché con zero punti. Tanto nel rilievo che il documento presentato dall’a.t.i. non rispondesse alle prescrizioni della lex di gara in quanto costituito da un semplice schema o mera dichiarazione di intenti con elencazione di contenuti futuri, da sviluppare in seguito.          In primo luogo le appellanti principali, nel premettere che in realtà il TAR non avrebbe accolto il quarto motivo, quanto piuttosto il quinto, contestano ovviamente tali conclusioni, opponendo – in estrema sintesi – che le prescrizioni accennate fossero tali da richiedere la redazione e la presentazione non di un business plan compiuto, ma appunto dell’impegno alla sua redazione da parte dell’aggiudicataria, sicché il documento in questione non poteva essere considerato mancante o incompleto.          Al riguardo, la Sezione ricorda che l’art. 7, lett. a), del capitolato speciale d’appalto, per quanto qui interessa, dispone: