LEGITTIMAZIONE A IMPUGNARE UNA CONCESSIONE EDILIZIA



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RICONGIUNZIONI CONTRIBUTIVE



































































































N N. 0297 ANNO 2004 REG. DEC. N.940 Reg. Ric. ANNO 1996 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLE MARCHE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n.940 del 1996 proposto da TRUCCHIA Elisabetta, in qualità di titolare della ditta individuale SPORT’S ISLAND, con sede in Osimo, rappresentata e difesa dagli avv.ti Guerrino Ortini, Paolo Carnevali e Gianluca Grisanti, presso quest’ultimo elettivamente domiciliato in Ancona, alla Via Carducci n.10; contro il COMUNE di OSIMO, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Riccardo Stecconi, presso il quale è elettivamente domiciliato in Ancona, alla Piazza Cavour n.2; e nei confronti - della s.r.l. “IMMOBILIARE COLOMBO”, con sede in Osimo, in persona del suo rappresentante legale, non costituito in giudizio; - della s.n.c. “F.lli MENGARELLI di Mengarelli Ulderico e Renato, con sede in Osimo, in persona del suo rappresentante legale, non costituito in giudizio; per l’annullamento della concessione edilizia in sanatoria conseguita dalla controinteressata società Immobiliare Colombo per effetto d’istanza presentata dalla s.n.c. F.lli Mengarelli di Osimo, con l’istituto del silenzio assenso ex art.39 della legge n.724 del 1994, per opere edilizie eseguite abusivamente nel fabbricato sito in Osimo via Vecchia Fornace, relativamente all’avvenuto mutamento di destinazione d’uso di due locali siti al piano terra di un centro commerciale già autorizzati a magazzini ed ora asseriti destinati abusivamente a locali commerciali. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Osimo; Viste le memorie prodotte dal resistente Comune di Osimo; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla pubblica udienza del 28 gennaio 2004, il Consigliere Giancarlo Giambartolomei; Uditi l’avv. Patrizia Bonci, in sostituzione dell’avv. Gianluca Grisanti, per la parte ricorrente e l’avv. R.Stecconi, per il resistente Comune di Osimo; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: FATTO        Con atto notificato il 29.7.1996, depositato il 21.8.1996, la sig.ra Trucchia Elisabetta, titolare dell’esercizio commerciale denominato “Sport’s Island” con sede in Osimo, via Marco Polo n.27, nelle immediate vicinanze del Centro Commerciale Le Fornaci in via Vecchia Fornace, ha impugnato la concessione edilizia ottenuta a titolo di condono, ai sensi dell’art.39 della legge n.724 del 1994, per effetto della quale è stato regolarizzato l’avvenuto mutamento di destinazione d’uso di due magazzini allocati al piano terra del suddetto Centro Commerciale, utilizzati come locali commerciali.        Avverso l’impugnato atto di condono sono state dedotte censure di violazione di legge e di eccesso di potere sotto più profili.        Il costituito Comune di Osimo, con più memorie, ha preliminarmente eccepito la carenza di legittimazione attiva della ricorrente, che esercita l’attività commerciale ma non è proprietaria dell’immobile, al sindacato di atti amministrativi di natura edilizia.        In ottemperanza alla ordinanza istruttoria 13 giugno 2003 n.30 (i cui termini sono stati prorogati con successiva ordinanza 5 agosto 2003 n.43), il nominato verificatore ha depositato relazione scritta. DIRITTO 1.- Oggetto di impugnazione è la concessione edilizia in sanatoria ottenuta a titolo di condono, ai sensi dell’art.39 della legge n.724 del 1994, per effetto della quale è stato regolarizzato l’avvenuto muta-mento di destinazione d’uso di due magazzini allocati al piano terra di un Centro Commerciale in Osimo ed utilizzati come locali commerciali. 2.- Infondata è l’eccezione di carenza di legittimazione attiva in capo alla ricorrente sig.ra Trucchia Elisabetta, titolare dell’esercizio commerciale denominato “Sport’s Island” con sede in Osimo, via Marco Polo n.27, sito nelle immediate vicinanze del Centro Commerciale Le Fornaci, alcuni dei cui locali sono stati condonati.        Non è condivisibile l’assunto per il quale la titolarità di un’auto-rizzazione commerciale non è sufficiente a far sorgere l’interesse al-l’impugnazione di provvedimenti che non incidono direttamente su tale autorizzazione commerciale, le cui potenzialità non verrebbero in alcun modo limitate per effetto di atti di natura edilizia preordinati a rendere possibile l’utilizzo commerciale di altri immobili che gravano nella medesima zona.        Secondo un costante indirizzo giurisprudenziale, ai fini della legittimazione al ricorso in materia edilizia occorre uno stabile collegamento tra il ricorrente e la zona interessata all'attività assentita con la concessione che si impugna, collegamento che può derivare non solo dalla residenza nella zona interessata e dalla proprietà (è questa la riduttiva tesi dell’eccipiente), ma anche dal possesso e dalla detenzione di immobili in detta zona o da altro titolo di frequentazione di quest'ul-tima (cfr. Cons.St.: VI sez., 26 luglio 2001, n.4123, V sez., 30 ottobre 1995, n.1495; V sez., 11 aprile 1995, n.587). Ne consegue che ha la legittimazione attiva chiunque vanti uno stabile collegamento con la zona interessata e risenta un pregiudizio da un intervento edilizio, venendo in rilievo interessi non solo di carattere edilizio ma anche ogni altro che attenga: alla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, alla circolazione veicolare, al rispetto degli standars urbanistici, al corretto insediamento di attività commerciali e simili.        La concessione edilizia impugnata, assentendo superfici di notevoli dimensioni, incide sia su interessi strettamente edilizi (ai quali la ricorrente, che conduce in locazione un immobile a cento metri dai locali oggetto di condono e che è titolare di un’impresa commerciale, non è del tutto estranea), sia su interessi di concorrenzialità (ove si abbia riguardo al fatto che, nell’attuale sistema di liberalizzazione, il controllo, anche preventivo, del potere pubblico sull’attività commerciale limita il suo oggetto ad aspetti correlati a detta attività, quale appunto quello edilizio e quello dell’igiene e della sanità). 3.- Nel merito infondata è la censura di nullità della domanda di condono per essere stata presentata dalla società F.lli Mengarelli.        Nella duplice veste di proprietaria e di ditta costruttrice, detta società realizzava un immobile (in forza di concessione n.90 del 1996) parte del quale (a.- un locale magazzino al primo piano sottostrada; b.-un locale magazzino al secondo piano sottostrada) cedeva, in data 3 dicembre 1991, all’Immobiliare Colombo s.r.l. che con concessione 13 ottobre 1994 n.444 suddivideva in tre unità d’uso il locale sub b).        Una richiesta di variante alla concessione n.444 del 1994 otteneva un parere contrario (28 marzo 1995) dalla Commissione edilizia per contrasto con le destinazioni d’uso previste dal c.d. piano volumetrico (la variante consisteva nel cambio di destinazione di due locali del piano terra da uffici a negozi e laboratorio artigianale e nella modifica della distribuzione interna degli ambienti mediante opere edilizie).        Il 31 marzo 1995 la società F.lli Mengarelli (non più proprietaria dal 1991 dei locali ma che gli stessi aveva realizzato), quale esecutrice delle opere abusive, chiedeva il rilascio di una concessione in sanatoria ai sensi della L. 23 dicembre 1977, n.724.        Nella veste di esecutrice delle opere edilizie che avevano permesso il cambio di destinazione (da uffici a negozi), la società aveva titolo a presentare l'istanza.        In forza del rinvio operato dall'art.31 della L. 28 febbraio 1985, n. 47, che rinvia alla L. 28 ......