LEGITTIMO INTERESSE PER RICORRERE SULL’ESCLUSIONE DA GARA



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LEGITTIMA LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI SCRITTI NEL CORSO DI UNA GARA



































































































R E P U B B L I C A I T A L I A N A   R E P U B B L I C A   I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO   Sezione Seconda ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A sul ricorso n.308/2004 proposto da Soc. Gherardi Ing. Giancarlo, in persona del legale rappresentante Ing. Giancarlo Gherardi,   rappresentata e difesa dagli Avvocati Benedetto Giovanni Carboni e Luigi Strano ed elettivamente domiciliata presso il loro studio in Roma, viale di Villa Grazioli n.13; C O N T R O Comune di Roma in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Comunale (Avv. A. Graziosi) e domiciliato presso gli uffici della stessa in Roma, via del Tempio di Giove, n. 21; e nei confronti dell’Impresa Cons. Coop Consorzio tra Cooperative di Produzione e Lavoro in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli Avvocati Stefano Vinti e Pierfrancesco Palatucci, presso il cui studio risulta domiciliata in Roma, via Emilia n.88; per l'annullamento della nota del Comune di Roma prot. n 29235 del 17 dic. 2003 con la quale il Presidente di gara ha comunicato alla Impresa Gherardi la esclusione dalla gara svoltasi in data 16 dicembre 2003 per l’affidamento in appalto integrato della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori di restauro e consolidamento delle Mura di Roma nel tratto Porta San Sebastiano Torre Y9 III lotto; dei relativi verbali di gara con i quali è stata disposta la esclusione; del bando di gara per l’affidamento dei lavori sopra specificati pubblicato sulla GURI, Foglio Inserzioni, n. 256 del 4 nov. 2003 e del relativo disciplinare di gara; del provvedimento di aggiudicazione della gara all’Impresa Cons. Coop; Visto il ricorso ed i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata e della controinteressata; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Udito alla pubblica udienza del 24.3.2004 il consigliere Roberto Capuzzi e uditi, altresì, gli avvocati A. Savini su delega dell’avv. G.B. Carbone, l’avv. A. Graziosi e l’avv. P. Palatucci; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: F A T T O Lamenta la ricorrente la illegittimità della clausola del bando con la quale non è stato consentito alle imprese in possesso della certificazione di qualità di avvalersi del beneficio previsto dall’articolo 8 comma 11 quater della legge n.109/94 consistente nella possibilità di prestare la cauzione provvisoria per un importo ridotto della metà. Nella gara in questione, sia la ricorrente che altre 10 imprese sarebbero state escluse in virtù di tale illegittima clausola del bando. L’intera gara sarebbe risultata quindi falsata dalla violazione dell’art.8 comma 11 quater tanto più in considerazione che l’ammissione della offerta della Gherardi e comunque delle offerte illegittimamente escluse avrebbe necessariamente determinato, per via della esclusione automatica delle offerte anomale, un risultato del tutto differente da quello attuale, con conseguente possibilità di aggiudicazione della ccmmessa alla medesima ditta ricorrente. Si è costituito il Comune di Roma e la controinteressata aggiudicataria contestando analiticamente le tesi difensive sostenute nel ricoso. In vista dell’udienza di trattazione la ricorrente ha presentato una domanda risarcitoria in relazione alla esclusione. Dopo l’ampia discussione all’udienza del 24 marzo 2004 la causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione. DIRITTO 1. La Sezione ritiene che il ricorso sia improcedibile per carenza di interesse. 2. La società Gherardi, come dichiarato nell’ultima memoria dalla stessa depositata,  non risulta avere presentato una offerta più conveniente rispetto a quella della impresa aggiudicataria. Pertanto l’annullamento in parte qua del bando, della esclusione e della aggiudicazione non determinerebbe alcun vantaggio diretto ed attuale  alla ricorrente. Riammessa in ipotesi nuovamente alla gara, la ricorrente si collocherebbe in posizione deteriore con “una offerta al ribasso del 33,071% vicinissima a quella del consorzio aggiudicatario” (pag.5 della memoria della ricorrente), ma pur sempre ad essa inferiore. Nè la ricorrente ha dimostrato che il calcolo dell’anomalia dell’offerta, calcolo meramente matematico, avrebbe potuto in alcun modo favorire l’offerta dalla medesima presentata. Si ricorda che, in generale, in materia di appalti pubblici, la ditta ricorrente è titolare di un interesse qualificato a contestare gli esiti della gara e l’ aggiudicazione, solo nel caso in cui, insieme all' illegittimità dell' esclusione, intende contestualmente sostenere il diritto all' aggiudicazione. Pertanto, al fine di dimostrare l' interesse a ricorrere contro il provvedimento di esclusione dalla gara, una volta avvenuta l’aggiudicazione,  è necessario che l' impresa dimostri di avere presentato un' offerta tale da garantirle l' aggiudicazione in caso di esito favorevole del gravame. D’altro canto, l' accertamento contenuto nella sentenza del giudice amministrativo fa stato ad ogni effetto tra le parti che hanno proposto l' impugnativa e non può produrre effetti giuridici né a favore, né a danno, dei soggetti rimasti estranei al giudizio (Cons. Stato, IV, 273 - 21 marzo 1994). Pertanto il richiesto annullamento giudiziario degli atti di gara non obbligherebbe affatto, come sostenuto nel ricorso, il Comune ad indire una nuova gara con partecipazione estesa anche alle altre ditte escluse non ricorrenti, ma solo a rimuovere la esclusione della ricorrente e la portata della sentenza, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso,  non avrebbe effetto nei confronti di altre ditte escluse che non hanno presentato ricorso. La ricorrente pertanto non puo’ vantare nemmeno un interesse strumentale all’annullamento degli atti impugnati finalizzato alla indizione di una nuova gara. In conclusione deve essere dichiarata la improcedibilità del ricorso per carenza di interesse in quanto, anche eliminando i provvedimenti o modificandoli nel senso richiesto dalla ricorrente, nessun favorevole risultato concreto alla medesima deriverebbe. Spese ed onorari tuttavia possono essere compensati. P.  Q.  M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 308/2004 proposto dalla Soc. Gherardi ing. Giancarlo, come in epigrafe,dichiara il medesimo ricorso improcedibile. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. Così deciso in Roma dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione seconda - nella Came......