LICENZIAMENTO DI DIPENDENTE COMUNALE



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ESTRATTI CONTO CONTRIBUTIVI COLLABORATORI



































































































REPUBBLICA ITALIANA N             REPUBBLICA ITALIANA        N.1901/06   REG.DEC.           IN NOME DEL POPOLO ITALIANO       N. 3186      REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, (Quinta Sezione)         ANNO 2003 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 3186/2003 proposto dalComune di Napoli in persona del suo legale rappresentante Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Edoardo Barone e Giuseppe Tarallo ed elettivamente domiciliato presso il dr. Gian Marco Grez in Roma, lungotevere Flaminio n. 46; contro il sig. Carlo Ferrara, rappresentato e difeso dall’avv. Franco Iadanza ed elettivamente domiciliato presso lo studio dell’avv. Maria Cristina Manni in Roma, Viale Angelico 193 ; per la riforma della sentenza n. 7149/2002 pronunciata tra le parti dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione quinta ; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’appellato; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore il cons. Goffredo Zaccardi; Uditi alla pubblica udienza del giorno 22/11/2005 gli avv.ti Tarallo e Iadanza; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: La sentenza appellata ha accolto in parte il ricorso proposto in primo grado dal sig. Carlo Ferrara per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 1296 del 23 marzo 2001 che aveva annullato il licenziamento senza preavviso inflitto al ricorrente in esito ad un procedimento disciplinare instaurato a causa della condanna alla pena di otto anni di reclusione per traffico di stupefacenti pronunciata a suo carico in Francia dal Tribunal de Grande Istance di Bobigny il 14 dicembre 1992. La decisione qui gravata ha precisato che la interdizione perpetua dai pubblici uffici irrogata nei confronti del sig. Ferrara,quale pena accessoria,dalla sentenza emessa in Francia e riconosciuta in Italia con sentenza della Corte di Appello di Napoli n. 23 del 20 luglio 2000, costituiva un fatto del tutto autonomo che impediva la ricostituzione del rapporto di impiego indipendentemente dalla pronuncia di illegittimità della sanzione disciplinare annullata con la sentenza di cui veniva chiesta l’esecuzione e, su tale presupposto, ha respinto il ricorso nella parte in cui era diretto a conseguire appunto la riassunzione del sig. Ferrara. La medesima decisione ha, peraltro, riconosciuto al sig. Ferrara il diritto a percepire il trattamento economico per il periodo intercorrente dalla cessazione dello stato di detenzione (intervenuta per decreto del Prefetto di l’Eure del 27 luglio 1997 in data 21 novembre 1997) fino al momento del riconoscimento in Italia della suddetta sentenza penale di condanna (come detto il 20 luglio 2000). La tesi, che pur poggia su un indirizzo giurisprudenziale ribadito anche dall’Adunanza Plenaria di questo Consiglio di Stato (cfr., tra le altre, le decisioni n. 15 del 15 giugno 1999, n. 2 del 28 febbraio 2002 e n. 4 del 2 maggio 2002) non può essere condivisa perché nel caso qui in esame è mancata la comunicazione da parte del sig. Ferrara all’Amministrazione appellante della cessazione dello stato di detenzione ed, inoltre, una manifestazione inequivoca della volontà di riprendere il servizio. Tale circostanza di fatto differenzia in modo radicale la fattispecie qui in esame dalle altre sulle quali si è formato il suddetto indirizzo giurisprudenziale. Il Comune di Napoli, che non è stato portato a conoscenza della possibilità dell’appellato di riprendere il servizio e che non ha potuto riscontrare la concreta volontà  del sig. Ferrara di prestare la propria attività alla dipendenze del Comune stesso una volta cessato lo stato di detenzione, in alcun modo può essere chiamato a rispondere in termini economici della mancata percezione della retribuzione spettante al sig. Ferrara per il periodo qui considerato perché la mancanza della prestazione della attività lavorativa da parte di quest’ultimo costituisce un fatto imputabile esclusivamente all’attuale appellato. In questa fattispecie la ricostituzione del rapporto sinallagmatico  per il periodo in esame non è stata determinata dalla sospensione cautelare poi annullata ma in via principale dall’inerzia del sig. Ferrara che non avendo chiesto formalmente di riprendere il servizio una volta cessato lo stato di detenzione ha impedito al Comune di Napoli di rivalutare la opportunità o meno della sua riammissione in servizio a far data dal 21 novembre 1997. La censura avanzata dal Comune di Napoli nella parte finale del suo appello, con cui si deduce appunto la mancata comunicazione di cui si è detto, appare fondata con assorbimento delle questioni poste negli altri motivi di gravame ed anche della eccezione di inammissibilità disattesa dal primo giudice e riproposta in questa sede. Sussistono, tuttavia,motivi per compensare le spese del giudizio . PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso in appello di cui in epigrafe  lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza appellata rigetta il ricorso di primo grado . Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa. Così deciso addì 22 novembre 2005 in camera di consiglio con l’interevento di: Raffaele Iannotta  Presidente Raffaele Carboni  Consigliere Paolo Buonvino  Consigliere Cesare Lamberti  Consigliere Goffredo Zaccardi  Consigliere relatore.  L’ESTENSORE IL PRESIDENTE F.to Goffredo Zaccardi F.to Raffaele Iannotta IL SEGRETARIO F.to Rosi Graziano  DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 7 aprile 2006 (Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186) PER IL  DIRIGENTE f.to Livia Patroni Griffi    N°. RIC. 3186/03     N°. RIC. 3186/03   SC   ......