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SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE VENETO Sentenza 303 2007 Responsabilità 03-04-2007                                     REPUBBLICA ITALIANA                 N. 303/2007 In Nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per il Veneto composta dai seguenti Magistrati : dott. Giuseppa Maneggio                   Presidente f.f. relatore dott. Patrizia Ferrari                Referendario dott. Luisa de Petris               Referendario ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A nel giudizio di responsabilità promosso dal Procuratore Regionale di questa Sezione nei confronti di Gazzola Gilberto, Milani Gabriele, Cecchetto Enrico, Lazzarin Leonardo, Lazzarotto Luciano, Marocco Emily, Cortellazzo Mauro, Biasin Filippo, Aggio Alberto, Battistini Dario, Mazzucato Evarista, Marino Salvatore, quest'ultimo rappresentato dall'avv. Roberto Carfagna. Visto l'atto introduttivo della causa, iscritto al n. 24376 del registro di Segreteria, e gli altri atti e documenti tutti della causa. Uditi, alla pubblica udienza del 29 novembre 2006, il relatore, nella persona del Cons. Giuseppa Maneggio, il P.M., nella persona del Vice Procuratore Regionale, dr. Alberto Mingarelli, l'avv. Roberto Carfagna, per il convenuto Marino Salvatore, e l'avv. Pierfrancesco Zen, costituitosi in udienza per i convenuti  Gazzola Gilberto, Cecchetto Enrico, Lazzarin Leonardo, Lazzarotto Luciano e Milani Gabriele. FATTO Con atto di citazione depositato in data 20 marzo 2006 e ritualmente notificato, la Procura presso questa Sezione giurisdizionale regionale ha promosso azione di risarcimento per danno erariale nei confronti Gazzola Gilberto, Milani Gabriele, Cecchetto Enrico, Lazzarin Leonardo, Lazzarotto Luciano, Marocco Emily, Cortellazzo Mauro, Biasin Filippo, Aggio Alberto, Battistini Dario, Mazzucato Evarista, Marino Salvatore, per danni da essi procurati alle finanze del Comune di Cona (VE). La vicenda, oggetto di due distinte denunce del Comune di Cona a seguito di riconoscimento del debito fuori bilancio e di un esposto del Consigliere comunale di Cona Frizzarin Primo, prende le mosse da due ricorsi al Presidente della Provincia di Venezia ex art. 79 legge regionale n. 61 del 1985 - preceduti da richiesta di chiarimenti al Responsabile dell'Ufficio tecnico ed al Sindaco di Cona sulle stesse problematiche - che il Consigliere Frizzarin effettuava, in data 17 aprile 2002, rispetto a due concessioni edilizie rilasciate da detto Comune. In tali ricorsi venivano messi in evidenza una serie di illegittimità nonché si lamentavano anche aspetti tecnici lesivi di interessi pubblici come “l'insufficiente collegamento viario alla lottizzazione tutto per consentire la massima edificabilità della superficie interessata”. A seguito di richiesta di chiarimenti di carattere tecnico da parte della Provincia di Venezia il Sindaco di Cona con due propri decreti n. 46 e 47 dell'11 ottobre 2002 incaricava un legale “al fine di difendere la correttezza e la piena legittimità dell'operato dell'Amministrazione comunale e dei provvedimenti contestati”, nella persona dell'avv. Roberto Carfagna di Padova. Detto legale redigeva due documenti di identico contenuto, tesi a dimostrare che i ricorsi presentati dal Cons. Frizzarin sarebbero stati irricevibili o inammissibili per difetto di legittimazione attiva del ricorrente, in assenza di un interesse qualificato o differenziato rispetto alla generalità dei cittadini che solo lo avrebbero legittimato al ricorso. Sul merito rinviava alle considerazioni svolte dal Responsabile del servizio edilizia privata ed urbanistica del Comune, ing. Eberrini Luca. La Provincia di Venezia, con decreti n. 11 e 12 del 2003, si pronunciava accogliendo la tesi della inammissibilità per carenza in capo al ricorrente di un interesse personale e qualificato all'annullamento della concessione. Occorreva, secondo il Presidente della Provincia, un collegamento tra il ricorrente e la zona su cui ricadeva la concessione edilizia contestata. Per tale consulenza l'avv. Carfagna riceveva un compenso complessivo lordo di euro 5.385,60 (mandati n. 1902 e 1903 del 21 novembre 2002) con le seguenti causali: “pagamento parcella del 14 ottobre 2002 causa Comune di Cona contro Frizzarin Primo”. Parallelamente a questi avvenimenti il Comune intraprendeva delle iniziative nei confronti del cons. Frizzarin. In particolare, a seguito di una richiesta di quattro consiglieri di maggioranza, il Consiglio Comunale di Cona con delibera n. 29 del 7 novembre 2002 approvata, a maggioranza, con i voti favorevoli dei signori Lazzarotto Luciano, Marocco Emily, Loreggia Maurizio,  Cortellazzo Mauro, Biasin Filippo, Aggio Alberto, Gazzola Gilberto, Milani Gabriele, Cecchetto Enrico, Battistini Dario, Lazzarin Leonardo, contestava al cons. Frizzarin la sopravvenienza della causa di  incompatibilità prevista dall'art. 63 del TUEELL e contemporaneamente dava atto che il cons. Frizzarin aveva dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare la causa di incompatibilità. L'art. 63 prevede le situazioni di incompatibilità in cui possono incorrere amministratori e consiglieri degli enti locali: “non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale…colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento amministrativo, rispettivamente con il comune o la provincia”.  Tale delibera, tuttavia, riportava il parere contrario del Responsabile del Servizio Affari Generali e Servizi Sociali, dott.ssa Chiara Betto. In tale parere, dopo avere richiamato giurisprudenza della Corte di Cassazione, si sosteneva che il consigliere comunale, nel caso di specie, avrebbe esercitato quel diritto-dovere che gli derivava dal mandato elettivo ed in  virtù del quale, nell'interesse della collettività  che rappresentava, era chiamato ad indagare sulla regolarità degli atti comunali. Veniva puntualizzato, altresì, che non poteva sostenersi che il Frizzarin fosse parte nel senso giudiziale del termine, nel procedimento amministrativo in quanto, avendo agito a tutela della legittimità degli atti e non a difesa di una situazione giuridica personale, non era controinteressato rispetto alle ragioni del Comune. Con una nuova delibera (n.32 del 2 dicembre 2002) il Consiglio, non ritenendo soddisfacenti le osservazioni del consigliere Frizzarin, il quale aveva fatte proprie le obiezioni espresse dalla dott.ssa Betto nel parere relativo alla delibera precedente, richiamando, altresì, massime della Cassazione, che confermavano l'inapplicabilità della norma sulla incompatibilità, ossia nei casi in cui il soggetto operasse - come nella specie - nell'ambito dei compiti istituzionali e non facesse valere interessi personali e privati nella lite con l'ente, ribadiva sussistere la causa di incompatibilità prevista dall'art. 63 del TUEELL. Su tale delibera si dava atto che era stato acquisito il parere (contrario) del Responsabile del servizio affari generali  e servizi sociali. Seguiva una terza delibera del C.C. (n. 3 del 23 gennaio 2003) con la quale, dato atto che il Consigliere comunale Frizzarin non aveva provveduto a rimuovere la causa di incompatibilità per lite pendente con il Comune, lo stesso veniva dichiarato decaduto dalla carica  di consigliere comunale ai sensi dell'art. 69, comma 5, T.U. 267/2000. In ordine alla legittimità della richiesta di decadenza il Consigliere Frizzarin chiedeva un parere al segretario comunale, dott. Marino Salvatore. In tale parere, che veniva allegato alla delibera n. 3/2003, il segretario comunale osservava che l'iter amministrativo seguito dal Consiglio comunale era legittimo. Contro il provvedimento di decadenza comminata a suo carico dal Comune di Cona il Cons. Frizzarin proponeva ricorso presso il Tribunale di Venezia. Il Comune decideva di resistere in giudizio alla pretesa di reintegrazione incaricando per la lite, con decreto del sindaco n. 11 del 6 marzo 2003, l'avv. Carfagna. Il Tribunale di Venezia, Sezione prima civile, con sentenza n. 207 del 2003 accoglieva le richieste del consigliere Frizzarin annullando la delibera n. 3 del 2003 e disponendo la reintegra dello stesso nella funzione di consigliere comunale.