LIMITI AL TRASFERIMENTO DI PUBBLICI ESERCIZI



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SUDDIVISIONE DELL'OPERA IN LOTTI



































































































T T.A.R. LOMBARDIA – SENT. N. 358/2008 DEL 20/02/2008                                                                              N.        /08 Reg. Sent.     N.              /    Reg. Ric. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA (Sezione  III) ha pronunciato la seguente SENTENZA sui ricorsi riuniti I n. 2214/1999, proposto dai sigg.ri Ardicino Bosetti e Claudio Censullo, rappresentati e difesi dagli avv.ti Angelo Grassi e Luca Baroli e con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Rachele Ostinelli, in Milano, via Bixio 34 contro il Comune di Jerago con Orago, non costituito in giudizio per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento del Comune di Jerago con Orago progr. gen. n. 75 del 21 maggio 1999, notificato il 22 maggio 1999, recante diniego sull’istanza di autorizzazione al trasferimento di attività di pubblico esercizio nella sede individuata in via Varesina n. 58/A, avanzata dal sig. Ardicino Bosetti con atto del 26 febbraio 1999.   II n. 4622/1999 proposto dai medesimi ricorrenti del precedente ricorso, rappresentati e difesi dall’avv. Angelo Leggio e con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Vincenzo Toscano, in Milano, c.so di Porta Vittoria 17 contro il Comune di Jerago con Orago, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Angelo Ravizzoli e con domicilio eletto presso la Segreteria del T.A.R., in Milano, via del Conservatorio 13 per l’annullamento, previa sospensione, - del provvedimento del Comune di Jerago con Orago progr. n. 180 gen. in data 2 dicembre 1999, notificato in pari data, contenente ulteriore diniego di autorizzazione al trasferimento dell’attività di pubblico esercizio nella sede individuata in via Varesina 58/A; - di ogni altro atto presupposto, successivo e comunque connesso.   VISTI i ricorsi con i relativi allegati; VISTE le istanze di sospensione dei provvedimenti impugnati, presentate in via incidentale in ambedue i ricorsi; VISTO l’atto di costituzione nel giudizio iscritto al numero 4622/1999 di R.G. del Comune di Jerago con Orago; VISTA l’ordinanza istruttoria n. 1817/99 del 15 luglio 1999 e la documentazione inviata dal Comune di Jerago con Orago in ottemperanza ad essa, nonché l’ordinanza n. 2464/99 del 9 settembre 1999, recante reiezione dell’istanza di sospensione del provvedimento impugnato con il ricorso R.G. n. 2214/1999; VISTA, altresì, l’ordinanza n. 3424/99 del 17 dicembre 1999, recante reiezione dell’istanza di sospensione del provvedimento impugnato con il ricorso R.G. n. 4622/1999; VISTE le memorie e documenti depositati dalle parti a sostegno delle rispettive tesi e difese; VISTI tutti gli atti di causa; NOMINATO relatore alla pubblica udienza del 31 gennaio 2008 per entrambi i ricorsi il Referendario dr. Pietro De Berardinis ed udito lo stesso; UDITI, altresì, i procuratori presenti delle parti costituite, come da verbale d’udienza; RITENUTO in fatto e considerato in diritto quanto segue:   FATTO Il sig. Ardicino Bosetti, quale titolare delle licenze di pubblico esercizio di tipo A), n. 2 del 1° ottobre 1979 e di tipo B), n. 19 di pari data (somministrazione di alimenti e bevande), che veniva esercitata nei locali di p.zza Mazzini 4, nel Comune di Jerago con Orago, in data 26 febbraio 1999 presentava richiesta al suindicato Comune per il trasferimento dell’attività di pubblico esercizio nella nuova sede individuata in via Varesina n. 58/A, in locali di proprietà del sig. Claudio Censullo. Con provvedimento a firma del funzionario preposto all’Ufficio Commercio, progr. gen. n. 75 del 21 maggio 1999, il Comune di Jerago con Orago rigettava l’istanza, non concedendo l’autorizzazione al trasferimento dell’attività, giacché la richiesta si poneva in contrasto con le N.T.A. vigenti e, pertanto, con il disposto dell’art. 3, comma 7, della l. 25 agosto 1991, n. 287. In particolare, l’Amministrazione, dopo articolata istruttoria, si uniformava ai pareri negativi dell’Ufficio Tecnico Comunale, il quale aveva rilevato l’incompatibilità del trasferimento con le vigenti N.T.A., considerato che la nuova sede era situata in zona destinata ad impianti riservati ad attività produttive industriali ed artigianali, ai depositi senza vendita al pubblico nonché alle relative aree ed impianti di servizio. Avverso il suddetto diniego di trasferimento i sigg.ri Bosetti e Censullo hanno proposto il ricorso rubricato al n. 2214/1999 di R.G., chiedendo l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento gravato, per i seguenti motivi: - violazione di legge, eccesso di potere per difetto nei presupposti, erronea applicazione del comma 7 dell’art. 3 della l. n. 287/1991, sviamento e contraddittorietà; - violazione di legge e contraddittorietà rispetto al principio posto dall’art. 2 del d.lgs. n. 114 del 31 marzo 1998. In sintesi, i ricorrenti lamentano come il Comune di Jerago con Orago non abbia considerato che nei locali di proprietà del sig. Censullo, ubicati in zona destinata ad attività produttiva, sin dal 1994 veniva svolta attività di commercio al minuto (vendita di autoveicoli). L’uso a fini commerciali e non industriali dell’edificio si sarebbe consolidato nel tempo e dovrebbe, quindi, reputarsi acquisito. Ciò, anche perché le N.T.A. richiamate dal Comune consentono una destinazione parziale dell’area interessata ad attività espositiva e di vendita. Sarebbe, di conseguenza, erroneo il riferimento all’art. 3, comma 7, della l. n. 287/1991, tenuto conto dell’idoneità dei locali ad accogliere l’attività di commercio al minuto (idoneità sussistente anche dal punto di vista igienico sanitario). Il diniego impugnato si porrebbe, inoltre, in contrasto con l’art. 2 del d.lgs. n. 114/1998, che richiama il principio della libera iniziativa economica privata ex art. 41 Cost.. Da ultimo, i ricorrenti rilevano che il nuovo P.R.G. destinerebbe la zona in questione, senza alcun vincolo, ad attività industriali e commerciali, ciò che farebbe cadere la già illegittima motivazione del diniego. Il Comune di Jerago con Orago, pur ritualmente evocato, non si è costituito in giudizio. Nella Camera di Consiglio del 15 luglio 1999 il Collegio, con l’ordinanza istruttoria n. 1817/99, ha ordinato al Comune intimato di depositare una relazione sui fatti di causa, volta a fornire chiarimenti sull’attività precedentemente esercitata nei locali di cui trattasi, nonché sulla circostanza dell’approvazione del nuovo P.R.G. recante destinazione della zona de qua anche ad attività commerciali. Il Collegio ha inoltre ordinato al Comune di depositare gli atti del fascicolo istruttorio.