LIMITI ALL'AFFIDAMENTO DIRETTO DI SERVIZI



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MANCATO RISPETTO PATTO DI STABILITA': QUANDO NON SI APPLICANO LE SANZIONI



































































































            REPUBBLICA ITALIANA                        N. 3903/09   REG.DEC.              IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                  N. 10266 REG.RIC.   Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale,Quinta Sezione             ANNO 2006 ha pronunciato la seguente   DECISIONE sul ricorso n. 10266/2006 proposto da Comunità Montana n.14 “Montiferru”, con sede in Luglieri, presidente, signora Giuseppa Peralta, rappresentata e difesa dall'avvocato Gianluigi Falchi ed elettivamente domiciliata in Roma nello studio dello stesso in via Benozzo Gozzoli n. 52; contro la società Co.ge.s. Scrl, in persona del legale rappresentante, signora Maria Luigia Fenu, rappresentata e difesa dagli Avvocati Andrea Manzi ed Antonello Rossi, con elezione di domicilio presso il primo in Roma via F. Confalonieri n. 5; e nei confronti ditta individuale Firinu Giovanni Maria, rappresentata e difesa dagli avvocati Federico Palomba, Marco Pisano e Giovanni Ghia ed elettivamente domiciliata in Roma via Giuseppe Ferrari n.35; per la riforma della sentenza del tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, sezione I, 31 ottobre 2006 n. 2325; visto l’appello con i relativi allegati; visto l’atto di costituzione in giudizio della ditta Firinu e della soc. Co.ge.s.; Relatore per la pubblica udienza del 20 marzo 2009  il consigliere Roberto Capuzzi; Uditi gli avvocati Desi su delega di Falchi e Manzi; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:   F A T T O La Co.ge.s. Scrl (d’ora in poi Coges), cooperativa operante nel settore dei servizi di igiene umana ed ambientale ed iscritta all'albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento rifiuti (sezione Sardegna), nel dicembre del 2005 ebbe notizia che la XIV Comunità Montana del Montiferru aveva affidato alla ditta Firinu la gestione del servizio di igiene ambientale nei comuni di Sorridile, Bidonì e Nughedu Santa Vittoria, senza il previo esperimento di una procedura di evidenza pubblica. Avverso tale aggiudicazione la Coges propose ricorso innanzi al TAR Sardegna deducendo le seguenti censure. 1) violazione e falsa applicazione dell'articolo 113 del DL.gs. 18 agosto 2000, numero 267; violazione dell'articolo 267 del regio decreto 1175/1931; difetto di istruttoria e carenza di motivazione; sviamento; 2) violazione dei principi comunitari in materia di appalti pubblici; violazione e falsa applicazione degli articoli 43 e 49 del Trattato UE; violazione della direttiva 31 marzo 2004, numero 18; 3) violazione e falsa applicazione dell'articolo 7 del DL.gs. 17 marzo 1995, numero 157 e dell'articolo 37 del regio decreto 23 marzo 1924, numero 827. Si costitui’ in giudizio la Comunità montana intimata, che eccepì in via preliminare l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse sostenendo che  la ricorrente non avrebbe avuto alcun concreto ed immediato interesse all'annullamento degli atti gravati. Si è pure costituita la controinteressata ditta Firinu controdeducendo e chiedendo una pronuncia di rigetto del ricorso. Successivamente la Coges propose ricorso per motivi aggiunti con i quali estese le censure già dedotte ad ulteriori  delibere e determinazioni relative alla procedura impugnata. Il TAR adito rilevò che l’art. 113 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 come modificato dall’art. 35 della legge 28 dic. 2001 n.448 è esplicito nel prevedere l’obbligo di procedere attraverso lo espletamento di gare ad evidenza pubblica. La circostanza invocata dalla Comunità Montana, che si è trattato della estensione di un servizio già appaltato ad altre imprese, non era sufficiente a giustificare la mancata edizione di una gara e  non ritentrava tra le eccezioni previste dallo stesso articolo 113 del d.lgs 267 del 2000 né in quelle indicate dall’art. 7 del d.lgs n.157 del 17 marzo 1995. Il TAR quindi accolse le censure formulate dalla soc. Coges e conseguentemente annullò la determinazione n.73 del 22. nov. 2005 con la quale venne aggiudicato alla ditta Firinu il servizio per la raccolta dei rifiuti solidi urbani  assorbendo le ulteriori censure dedotte. Avverso la sentenza del primo giudice ha proposto appello la XIV Comunità Montana del Montiferru insistendo nelle eccezioni di irricevibilità, inammissibilità già proposte in primo grado e chiedendo  la riforma  della sentenza. Rileva l’ente appellante di essersi trovato nella necessità di assicurare in tempi brevi la realizzazione di un servizio che per la sua particolare natura tecnica rendeva assai difficile l’inserimento di soggetti terzi rispetto a quelli che già svolgevano l’attività. Si è costituita in giudizio per resistere all’appello società la Coges ampiamente argomentando e chiedendo il rigetto dell’appello. Si è costituita la ditta Individuale Firinu Giovanni Maria  chiedendo la riforma della sentenza in accoglimento del ricorso in appello presentato dalla amministrazione aggiudicatrice. La causa è stata trattenuta per la decisione all’udienza del 20 marzo 2009.   DIRITTO 1. L’appello non merita accoglimento. 2.Il ricorso di primo grado presentato dalla Coges scrl verteva sulla legittimità dell’’affidamento per cinque anni del servizio di igiene urbana disposto dalla Comunità Montana, odierna appellante, senza il previo esperimento di una procedura ad evidenza pubblica. Tale affidamento diretto è stato disposto dalla appellante nel convincimento che “non era possibile bandire una gara d’appalto per l’affidamento, con procedura aperta, del servizio nei suddetti comuni a causa del tempo richiesto”  e che pertanto fosse necessario “procedere mediante trattativa privata ai sensi dell’art.7 del d.lvo n.157 del 1995 e successive modificazioni.” 2.1.Deve essere in primo luogo respinta la eccezione di irricevibilità del ricorso introduttivo e dei motivi aggiunti formulata dalla Comunità Montana nei confronti della soc. Coges . La Coges aveva impugnato l’aggiudicazione del servizio alla ditta Firinu Giovanni Maria senza avere avuto la diretta disponibilità degli atti relativi all’affidamento, e solo dopo averne preso conoscenza con nota prot. 331 del 2.3.2006 aveva provveduto ad estendere l’impugnativa alla determinazione n.73 del 22.11.2005 del responsabile del servizio tecnico concernente l’affidamento del servizio a trattativa privata nonché, con i secondi motivi aggiunti, agli ulteriori atti conosciuti a seguito della costituzione della medesima stazione appaltante. L’eccezione di tardività  formulata dalla Comunità Montana appare generica in quanto non consente di comprendere sul piano fattuale perché l’impugnativa sarebbe tardiva in quanto proposta oltre il termine decadenziale. 3. Anche l’eccezione di carenza di interesse respinta dal primo giudice e reiterata nell’atto di appello non merita accoglimento. Sostiene l’odierna appellante che la Coges, non avendo partecipato alla gara di appalto concorso indetto dalla Comunità Montana con delibera n.34 del 22.12.2003, non è ora legittimata ad impugnare l......