LIMITI ALLA PERTINENZIALITA' DEL SOTTOTETTO



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RIMODULAZIONE DEI MUTUI CASSA DD.PP.



































































































R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A N. 4744/2005 Reg. Dec. N. 9739 Reg. Ric. Anno 2004 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello proposto da Targa Mara, rappresentata e difesa dagli avvocati Luigi Manzi e Sergio Dal Prà, presso lo studio del primo elettivamente domiciliata in Roma Via F. Confalonieri n. 5; contro Mantovani Marcello e Danieli Sonia, rappresentati e difesi dagli avvocati Ivone Cacciavillani e Nicolò Paoletti, presso lo studio dell’ultimo elettivamente domiciliata in Roma Via Barnaba Tortolini n. 34; e nei confronti del comune di Selvazzano Dentro, non costituito in giudizio; per l'annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale  per il Veneto – II Sez. 19.1. 2004 n. 142; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione della parte appellata; Viste le memorie prodotte dalle parti; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla pubblica udienza del 17 maggio 2005  il Consigliere  Antonino Anastasi;  uditi gli avvocati Dal Prà, Manzi e Cacciavillani Chiara per delega dell’avv. Cacciavillani Ivone;   Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue. FATTO L’originaria proprietaria dell’immobile in controversia, dopo averlo frazionato in due distinte unità, le ha alienate nel 1976 in favore rispettivamente dell’odierna appellante e del dante causa degli odierni appellati. Nel prosieguo la sig.ra Targa ha ottenuto dal comune di Selvazzano il permesso di costruire n. 90/2003 per ristrutturare e sopraelevare l’unità di sua pertinenza. Il titolo edilizio è stato impugnato avanti al TAR Veneto dai signori Mantovani e Danieli i quali ne hanno chiesto l’annullamento deducendo tra l’altro la violazione dell’art. 11 c. 1 del TU n. 380 del 2001. A giudizio dei ricorrenti il permesso risultava infatti rilasciato su istanza di soggetto non legittimato, soprattutto in quanto la porzione di tetto e sottotetto interessata dalla sopraelevazione non è di proprietà esclusiva della sig.ra Targa. Con la sentenza in epigrafe indicata, resa in forma semplificata, il Tribunale ha accolto il ricorso, rilevando che il provvedimento impugnato sottrae alla sin qui comune disponibilità dei comproprietari il sottotetto e autorizza interventi incidenti sul muro portante comune che separa le due unità abitative nonchè sull’unitario sistema di scarico delle acque piovane. La sentenza è impugnata col ricorso in esame dalla sig.ra Targa che ne chiede l’integrale riforma deducendo da un lato che il sistema di scarico delle acque meteoriche di ciascuna delle unità abitative è autonomo ed indipendente; dall’altro e soprattutto che nel caso in esame non ricorre l’ipotesi del condominio orizzontale in quanto il sottotetto costituisce pro quota pertinenza esclusiva dell’abitazione sottostante. Ne consegue, secondo la deducente, che nella fattispecie legittimamente il comune ha dato applicazione al disposto dell’art. 885 cod. civ. il quale consente la sopraelevazione del muro comune divisorio senza il consenso del comproprietario. Si sono costituiti gli appellati instando per il rigetto del gravame. Entrambe le parti hanno presentato memorie e documentazione. Con istanza versata in vista dell’Udienza l’appellante ha reiterato la richiesta, già avanzata in ricorso, di specifica consulenza volta a chiarire la situazione dell’immobile. All’Udienza del 17 maggio 2005 il ricorso è stato trattenuto in decisione. DIRITTO L’appello non è fondato e va pertanto respinto. Come risulta dalla narrativa, la sentenza gravata ha rilevato l’insussistenza in capo all’odierna appellante della proprietà esclusiva della porzione di immobile sulla quale la assentita sopraelevazione incide. A giudizio del Tribunale l’immobile in controversia è infatti di proprietà esclusiva solo per quanto concerne le unità abitative e gli spazi scoperti di pertinenza, mentre il sottotetto, il muro portante divisorio e l’impianto di scarico delle acque piovane costituiscono parti comuni di un complesso condominiale di tipo c.d orizzontale. Con l’unico ed articolato motivo d’appello la sig.ra Targa contesta tale statuizione deducendo che il sistema di scarico delle acque meteoriche di ciascuna delle unità abitative è autonomo ed indipendente e  soprattutto che nel caso in esame il sottotetto – ancorchè non materialmente frazionato - costituisce pertinenza esclusiva dell’abitazione sottostante. Al riguardo, si premette che sebbene l’appellante non contesti espressamente quanto statuito dal Tribunale in ordine alla comunione del muro portante divisorio, ciò non comporta l’inammissibilità del mezzo (e dell’appello) in quanto il permesso di costruire è stato rilasciato dal comune in applicazione dell’art. 885 cod. civ. il quale appunto consente al comproprietario di innalzare il......