LIMITI ALLE SANZIONI A PERSONE CHE INDOSSANO IL VELO



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PROROGA TERMINI PROCEDIMENTO DI ESPROPRIAZIONE



































































































Ric. 711/2004     R.G.R.                      Sent. n.645/06 Reg. Sent. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia costituito da: Vincenzo Borea           Presidente Oria Settesoldi            - Consigliere, relatore Vincenzo Farina           - Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 711/2004 del Comune di Azzano Decimo in persona del Sindaco pro tempore e del Sindaco medesimo dott. Enzo Bortolotti, rappresentato e difeso dagli avv.ti Roberto Longo e Dario Miani, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Trieste; c o n t r o la Prefettura della Provincia di Pordenone ed il Ministero dell’Interno in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica rappresentati e difesi dall’avvocatura distrettuale dello Stato, domiciliataria ex lege; p e r l’annullamento dei seguenti atti: 1) il parere facoltativo reso dal Ministero dell’Interno con nota n. 11001/65  di data 23.8.2004 2) il decreto del Prefetto della Provincia di Pordenone prot. n. 11202/669/Area I – di data 9.9.2004, di annullamento dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Azzano Decimo n. 24/2004 di data 27.7.2004;             Visto il ricorso, ritualmente notificato e depositato presso la Segreteria;             Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione;             Viste le memorie prodotte dalle parti tutte;             Visti gli atti tutti della causa;             Uditi, alla pubblica udienza del  26 luglio 2006 - relatore il Consigliere Oria Settesoldi - i difensori delle parti presenti;             Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Il Comune impugna il decreto prefettizio che, sulla base di un parere del Ministero dell’Interno ( anch’esso impugnato), ha annullato il provvedimento adottato dal Sindaco in qualità di ufficiale di governo che ordinava di adeguarsi alle norme che fanno divieto di comparire mascherati in luogo pubblico,  espressamente includendo tra i “mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona” anche “il velo che copre il volto”. Vengono dedotti i seguenti motivi: 1)      Incompetenza del Prefetto; nell’assunto che non esisterebbe il rapporto gerarchico che legittimi un atto di annullamento. 2)      Violazione dell’art. 7 della l. 241/90; nell’assunto che sarebbe mancato l’avviso di procedimento. 3)      Violazione dell’art. 3 della l. 241/90.  Eccesso di potere per irragionevolezza e contraddittorietà; nell’assunto che irragionevolmente e immotivatamente è stato disposto l’annullamento di un atto che, in data 16.8.2004, lo stesso Prefetto aveva invece ritenuto legittimo.  Il Prefetto si sarebbe evidentemente adeguato al parere del Ministero  che peraltro nemmeno viene citato. Si ipotizza inoltre che, essendo il testo dell’ordinanza prefettizia identico a quello di analoga ordinanza del Prefetto della Provincia di Como relativo ad atto del Sindaco di Drezzo, vi sarebbe stato un ulteriore presupposto a supporto  non menzionato in atto, e cioè o un accordo tra i due Prefetti o una disposizione ministeriale. 4)      Sviamento ed eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti e/o difetto ed erroneità dei presupposti, essendo stato ritenuto che l’ordinanza sindacale abbia natura provvedimentale; nell’assunto che, contrariamente a quanto ritenuto dal Prefetto, l’ordinanza sindacale non avrebbe natura provvedimentale, in quanto non farebbe sorgere nuovi obblighi giuridici a carico dei destinatari, ma sarebbe un mero richiamo al rispetto della normativa, da cui già deriva direttamente il divieto di usare il “burqa”. 5)      Sviamento ed eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti e/o difetto ed erroneità dei presupposti, essendo stato ritenuto che l’ordinanza sindacale si fondi sull’art. 2 del T.U.L.P.S. R.D. n. 773/1931 e non rientri pertanto nella sfera di competenza del Sindaco.  Violazione e/o erronea e falsa applicazione degli artt. 1 e 2 del T.U.L.P.S.  oltre che degli art. 50 e 54 del T.U.E.L. d. lgs n. 267/2000.  Eccesso di potere per illogicità e contraddittorietà della motivazione; Sarebbe stato erroneamente ritenuto che l’atto sindacale sia stato adottato nell’esercizio del potere di ordinanza riservato al Prefetto ex art. 2 TULPS  per casi di  urgenza e gravi necessità, mentre tale atto si fonda sulla competenza del Sindaco all’emanazione di un’ordinanza generale ex art. 1 del TULPS, rientrando nel compito di curare l’osservanza delle leggi anche il far sì che esse siano rispettate ed il precisare come alcuni divieti di legge – già vigenti ancorché poco conosciuti – verranno interpretati. L’art. 54 del TUEL  sarebbe stato travisato poiché, ancorché non direttamente rilevante nella fattispecie, la lett. d) della norma non prevede comunque che il potere del Sindaco si espleti al fine di informare il Prefetto per l’adozione dei conseguenti p......