LIMITI PER LE SANZIONI AI BAR RUMOROSI



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LEGITTIME LE TRASFERTE PER PROMUOVERE L'ECONOMIA LOCALE



































































































       REPUBBLICA   ITALIANA                                         N. 1336/02 + 1604/03 Reg. Ric.      IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                               N.                  Reg. Sez.    IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO PER L’EMILIA-ROMAGNA    N.    282       Reg. Sent.            SEZIONE I                                               Anno 2005 composto dai signori: Dott. Bartolomeo Perricone   Presidente Dott. Giancarlo Mozzarelli    Consigliere  Dott. Carlo Testori     Consigliere rel.est.  ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A A) sul ricorso n. 1336 del 2002 proposto dalla società COCONUTS s.n.c. di Paesani Lucio e C., in persona del legale rappresentante p.t. sig. Paesani Lucio, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Fabio Gamberi e Stefano Beltrami, con i quali è elettivamente domiciliata in Bologna, Strada Maggiore n. 47, presso lo studio dell’Avv. Beatrice Belli, contro il Comune di Rimini, costituitosi in giudizio in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’Avv. Antonio Brancaleoni ed elettivamente domiciliato in Bologna, Strada Maggiore n. 31, presso lo studio dell'Avv. Carla Rossi, per l'annullamento - dell'ordinanza prot. n. 81678C dell’11/5/2002 emessa dal Sindaco del Comune di Rimini avente ad oggetto la "fissazione degli orari e delle modalità dello svolgimento di spettacoli con uso di strumenti musicali, amplificatori e simili nei locali pubblici. Attuazione dell'art. 35 del vigente Regolamento di Polizia Urbana"; - nonché degli atti ad essa conseguenti, presupposti e connessi ed in particolare dei verbali n. 19/17300 del 15/6/2002, n. 19/13390 del 30/6/2002, n. 19/17312 dell’11/7/2002, n. 19/17340 del 29/7/2002, n. 19/17339 del 20/7/2002; - nonché, per quanto occorrer possa, dell'art. 35 del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Rimini, approvato con delibera del C.C. n. 49 del 23/3/2000. B) sul ricorso n. 1604 del 2003 proposto dalla società COCONUTS s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t. sig. Paesani Lucio, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Fabio Gamberi e Stefano Beltrami, con i quali è elettivamente domiciliata in Bologna, Strada Maggiore n. 47, presso lo studio dell’Avv. Beatrice Belli, contro il Comune di Rimini, costituitosi in giudizio in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’Avv. Antonio Brancaleoni ed elettivamente domiciliato in Bologna, Strada Maggiore n. 31, presso lo studio dell'Avv. Carla Rossi, per l'annullamento - dell'ordinanza prot. n. 131570 del 15/7/2003 emessa dal Sindaco del Comune di Rimini avente ad oggetto "ordinanza contingibile ed urgente relativo al pubblico esercizio di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande denominato Coconuts ubicato in Rimini Lungomare Tintori n. 5"; - nonché, per quanto occorrer possa, dell'ordinanza emessa dal Sindaco di Rimini. n. 81678C dell’11/5/2002. Visti i ricorsi con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in entrambi i giudizi del Comune di Rimini; Visti gli atti tutti della causa; Relatore il Cons. Carlo Testori; Uditi alla pubblica udienza del 13 gennaio 2005 gli Avv.ti F. Gamberi e S. Beltrami per la società ricorrente; Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: F   A   T   T   O 1) La società ricorrente è titolare in Rimini di un pubblico esercizio denominato "Coconuts", in cui esercita attività di somministrazione di alimenti e bevande in base ad autorizzazione di tipologia “B”. Con verbali n. 19/17300 del 15/6/2002, n. 19/13390 del 30/6/2002, n. 19/17312 dell’11/7/2002, n. 19/17339 del 20/7/2002 e n. 19/17340 del 29/7/2002 la Polizia Municipale di Rimini ha contestato alla predetta società la violazione delle disposizioni di cui all'ordinanza sindacale prot. n. 81678C dell’11/5/2002 che disciplina gli orari e le modalità di svolgimento di spettacoli con uso di strumenti musicali, amplificatori e simili nei locali pubblici; in particolare le contestazioni si riferivano all'effettuazione di trattenimenti musicali in fascia oraria vietata in un locale completamente aperto, con conseguente disturbo per la quiete pubblica. Contro la citata ordinanza (nonché i verbali di cui sopra e l’art. 35 del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Rimini, in attuazione del quale è stata adottata l'ordinanza sindacale impugnata) la società interessata ha proposto il ricorso n. 1336/02, prospettando censure di violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili. 2) A distanza di circa un anno dalle vicende richiamate al punto precedente, il Sindaco del Comune di Rimini ha emesso, nei confronti del medesimo esercizio pubblico, l'ordinanza contingibile ed urgente n. 131570 del 15/7/2003 con cui, facendo riferimento ad ulteriori verbali relativi a violazioni (per i medesimi motivi) della disciplina stabilita dall'ordinanza n. 81678C dell’11/5/2002, ha disposto, per tre giorni, il "divieto di effettuare accademie, spettacoli trattenimenti ed audizioni di musica e canto", nonché di utilizzare fonti sonore fisse e mobili all'interno nonché nell’area esterna di pertinenza del locale di cui si tratta. Tale provvedimento (unitamente all'ordinanza sindacale presupposta) è stato impugnato dalla società Coconuts con il ricorso n. 1604/03, in cui si contestano molteplici vizi di violazione di legge ed eccesso di potere. 3) In entrambi i giudizi si è costituito il Comune di Rimini, chiedendo la reiezione dei ricorsi perché infondati. 4) All'udienza del 13 gennaio 2005 entrambe le cause sono passate in decisione. D   I   R   I   T   T   O 1) Il Collegio ritiene preliminarmente opportuno disporre la riunione dei giudizi sui ricorsi in epigrafe, per evidenti ragioni di connessione oggettiva e soggettiva. 2.1) L'ordinanza n. 81678C datata 11 maggio 2002, impugnata con il ricorso n. 1336/02, è stata adottata dal Sindaco di Rimini in dichiarata attuazione dell'art. 35 del Regolamento comunale di Polizia Urbana (recante "Emissioni sonore nei locali pubblici" e ricompreso nel titolo IV relativo a "Tutela della quiete pubblica e privata") che così dispone: "Con apposita ordinanza sindacale vengono fissati gli orari e le modalità per lo svolgimento di spettacoli con uso di strumenti musicali, amplificatori e simili nei locali pubblici". L'ordinanza in questione impone limiti orari per "l'esercizio di accademie, spettacoli, trattenimenti ed audizioni di musica e canto, nonché l'utilizzo di fonti sonore, fisse e mobili" all'interno dei locali dei pubblici esercizi ex art. 86 TULPS (esclusi gli alberghi e gli stabilimenti balneari) e dei pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande di cui alla legge n. 287/1991 "qualora dette attività comportino emissioni sonore con propagazione all'esterno del locale e creino disturbo agli ambienti abitativi confinanti"; in particolare, i limiti riguardano la fascia oraria 14/16 e quella tra le ore 1 e 9 del mattino. 2.2) Con il primo motivo di ricorso la società Coconuts afferma che il Comune di Rimini ha introdotto, attraverso l'ordinanza impugnata, divieti assoluti di emissioni sonore che contrastano con le prescrizioni dettate dalla normativa specificamente riguardante l'inquinamento acustico (legge n. 447/1995, DPCM 1 marzo 1991, DPCM 14 novembre 1997 e L.R. n. 15/2001), in quanto prescindono dal superamento dei limiti ivi fissati e, quindi, dalla concreta sussistenza di effettivo inquinamento; in altre parole, l'Amministrazione comunale avrebbe di fatto esercitato un potere riservato allo Stato. La censura è infondata. Il provvedimento sindacale di cui si controverte richiama effettivamente (anche) la disciplina normativa sopra citata, ma (come emerge dalla formulazione dell'atto) trova il suo principale fondamento (di per sé sufficiente a legittimare l'operato del Sindaco) nella ritenuta esigenza di fissare orari e modalità di svolgimento delle attività di spettacolo e/o di intrattenimento effettuati all'interno dei pubblici esercizi (non costituenti autonoma attività imprenditoriale) a tutela della quiete pubblica e privata (secondo lo spirito del citato art. 35 del Regolamento di Polizia Urbana). Tale finalità risulta chiaramente esplicitata nella parte iniziale dell'ordinanza, in cui si evidenzia che "dette attività……, in quanto prevalentemente svolte in area urbana ad alta densità abitativa sia residenziale che turistica, laddove esercitate all'aperto, ovvero laddove comportanti emissioni sonore all'esterno dei locali dell'esercizio e protratte oltre certi limiti orari pomeridiani, serali e notturni, non solo risultano idonee a concretare effetti negativi sul riposo delle persone, ma sono altresì suscettibili di costituire fattore scatenante di turbative in materia di ordine e sicurezza pubblica, così come fatti occorsi nei precedenti anni hanno dimostrato". Sono di competenza comunale i provvedimenti relativi ai pubblici esercizi di cui all’art. 86 TULPS e alla legge n. 287/1991 (a cui si riferisce l'ordinanza impugnata); in particolare, per quanto interessa il presente giudizio, l’art. 8 della legge da ultimo citata affida al sindaco il compito di regolamentare gli orari degli esercizi che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande (analogamente disponeva - prima dell'entrata in vigore della L.R. 26 luglio 2003 n. 14, comunque posteriore alle vicende di cui qui si controverte - l’art. 18 della L.R. 10 luglio 1984 n. 40); tale potere è certamente finalizzato a contemperare, tra le altre, le esigenze commerciali e di iniziativa economica con quelle attinenti alla pubblica quiete e, quindi, alla stessa sicurezza pubblica e dunque ben può esprimersi attraverso la fissazione di limiti orari relativi anche solo a specifici aspetti dell'attività in questione (per un caso riguardante limitazioni orarie alla vendita per asporto di lattine e bottiglie si veda la sentenza di questa stessa Sezione 25 ottobre 2002 n. 1576); in tale potere, dunque, trova fondamento e legittimazione l'ordinanza adottata dal Sindaco di Rimini in data 11 maggio 2002. 2.3) Quanto alle censure formulate con il secondo motivo di ricorso si osserva che non è ravvisabile la disparità di trattamento denunciata dalla società ricorrente; la disciplina differenziata introdotta dall'ordinanza impugnata trova infatti giustificazione proprio nella evidente diversità che intercorre tra i diversi tipi di esercizi e manifestazioni considerati; diversità che è di intuitiva evidenza tra i......