LOMBARDIA/COMPATIBILITA' PGT: E' COMPETENZA DELLA GIUNTA PROVINCIALE



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INCARICHI: OBBLIGATORIO IL PARERE DEI REVISORI



































































































  R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A N.3333/2009 Reg. Dec. N. 564 Reg. Ric. Anno 2009   IN NOME DEL POPOLO ITALIANO        Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente   D E C I S I O N E      sul ricorso in appello n. 564 del 2009, proposto dal COMUNE DI AGRATE DI BRIANZA, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Francesco Pintucci e Carolina Valensise, con domicilio eletto presso la seconda in Roma, via Monte delle Gioie, 13,   contro      VILLA LIDIA, SCACCABAROZZI PAOLA BARBARA e SCACCABAROZZI GRAZIA GIUSEPPINA, rappresentate e difese dagli avv.ti Umberto Grella, Massimo Poloni e Guido Francesco Romanelli, con domicilio eletto presso quest’ultimo in Roma, via Cosseria, 5,   e nei confronti della PROVINCIA DI MILANO, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Luciano Fiori e Piero D’Amelio, con domicilio eletto presso il secondo in Roma, via della Vite, 7, -della REGIONE LOMBARDIA, in persona del Presidente in carica, non costituita in giudizio; di CALLONI Mario, non costituito in giudizio;   avverso la sentenza nr. 5219/08 emessa dal T.A.R. della Lombardia, sez. II, a definizione del giudizio R.G. 2007/07, in data 29 ottobre 2008 e contestualmente pubblicata, mai notificata.       Visto il ricorso con i relativi allegati;       Visti gli atti di costituzione in giudizio delle appellate e della Provincia di Milano;       Viste le memorie prodotte dall’Amministrazione appellante (in data 6 aprile 2009) e dalle appellate (in data 9 aprile 2009) a sostegno delle rispettive difese;       Visti gli atti tutti della causa;       Relatore, all’udienza pubblica del 21 aprile 2009, il Consigliere Raffaele Greco;       Uditi l’avv. Pintucci per l’Amministrazione appellante, l’avv. Grella per le appellate e l’avv. Maria Stefania Masini, in sostituzione dell’avv. D’Amelio, per la Provincia di Milano;       Ritenuto e considerato quanto segue:   F A T T O       Il Comune di Agrate di Brianza ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione, la sentenza con la quale il T.A.R. della Lombardia, accogliendo il ricorso delle sigg.re Lidia Villa, Paola Barbara Scaccabarozzi e Grazia Giuseppina Scaccabarozzi, ha annullato gli atti relativi al programma integrato di intervento denominato “Curt di Uperari”     A sostegno dell’appello, ha dedotto l’erroneità dell’unico motivo per il quale il T.A.R. ha accolto il ricorso, in relazione alla ritenuta incompetenza della Giunta Provinciale a rendere il parere di compatibilità del predetto P.I.I. con il piano territoriale di coordinamento provinciale, parere ritenuto invece rientrare nella competenza del Consiglio Provinciale; inoltre, l’Amministrazione appellante ha articolatamente controdedotto, assumendone l’infondatezza, agli ulteriori motivi del ricorso di primo grado, ritenuti assorbiti, per l’ipotesi di una loro riproposizione in grado di appello.     In effetti, le sigg.re Lidia Villa, Paola Barbara Scaccabarozzi e Grazia Giuseppina Scaccabarozzi, nel costituirsi, oltre a opporsi all’accoglimento dell’appello, hanno proposto impugnazione incidentale, riproponendo le censure rimaste assorbite in primo grado, come segue:     1) violazione dell’art. 3, comma XIV, della legge regionale della Lombardia 5 gennaio 2000, nr. 1;     2) violazione dell’art. 30 della legge 5 agosto 1978, nr. 457, della legge 17 febbraio 1992, nr. 179, e dell’art. 12, comma IV, della legge regionale della Lombardia 11 marzo 2005, nr. 12;     3) violazione dell’art. 11 l.r. nr. 12 del 2005;     4) violazione della direttiva 2001/42/CE, del decreto legislativo 3 aprile 2006, nr. 152, e degli artt. 4 e 87 l.r. nr. 12 del 2005 e successivi atti regolamentari in tema di valutazione ambientale strategica (VAS);     5) violazione della legge regionale della Lombardia 12 aprile 1999, nr. 9, e della delibera di Giunta Regionale nr. 6/44161 del 9 luglio 1999;     6) incompetenza e violazione dell’art. 91 l.r. nr. 12 del 2005;     7) contrasto tra le delibere di adozione e approvazione del p.i.i. e il relativo documento di inquadramento;     8) violazione della legge 6 agosto 1967, nr. 765, e del decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968, nr. 1444;     9) violazione del decreto del Ministero dell’Ambiente 25 ottobre 1999, nr. 471;     10) violazione degli artt. 57 e segg. l.r. nr. 12 del 2005 e della legge regionale della Lombardia 24 novembre 1997, nr. 41;     11) violazione degli artt. 4, 6, 7 e 8 della legge 26 ottobre 1995, nr. 447, e degli artt. 2 e 11 della legge regionale della Lombardia 10 agosto 2001, nr. 13;     12) violazione dell’art. 97 Cost., dell’art. 3 del regio decreto 18 novembre 1923, nr. 2440, e degli artt. 37 e 41 del regio decreto 23 maggio 1924, nr. 827;     13) violazione dell’art. 41-sexies della legge 17 agosto 1942, nr. 1150.     Inoltre, con successiva memoria le appellate hanno riproposto la questione di legittimità costituzionale, già articolata in primo grado, della normativa di cui alla citata l.r. nr. 12 del 2005, per ritenuta violazione dell’art. 117 Cost.     Anche la Provincia di Milano si è costituita, associandosi all’appello del Comune di Agrate di Brianza, e chiedendone l’accoglimento.     Alla camera di consiglio del 10 febbraio 2009, fissata per l’esame della domanda incidentale di sospensiva, questa è stata differita sull’accordo delle parti, per essere abbinata alla trattazione del merito.     All’udienza del 21 aprile 2009, la causa è stata ritenuta per la decisione.   D I R I T T O       1. L’appello è fondato, per le ragioni di seguito esposte.     2. Oggetto del presente contenzioso è il programma integrato di intervento denominato “Curt di Uperari”, approvato dal Comune di Agrate di Brianza nel 2007, contro il quale sono insorte col ricorso di primo grado le sigg.re Lidia Villa, Paola Barbara Scaccabarozzi e Grazia Giuseppina Scaccabarozzi, nella qualità di proprietarie di alcuni appartamenti siti all’interno del complesso edilizio interessato dall’intervento.     Il T.A.R. ha accolto il ricorso, considerando fondata e assorbente la doglianza di incompetenza articolata in ordine al parere di compatibilità espresso dalla Provincia di Milano rispetto al proprio piano territoriale di coordinamento provinciale: tale parere era stato espresso dalla Giunta Provinciale, laddove il primo giudice ha ritenuto che la competenza spettasse al Consiglio Provinciale.