MANCA IL DOCUMENTO D'IDENTITA': LEGITTIMA L'ESCLUSIONE DALLA GARA



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BANDO PER IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI DI SICUREZZA



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                           N. 5761/07  REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                             N. 4378  REG.RIC.   Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale   Quinta  Sezione       ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso n. 4378/2004 R.G. proposto da S.I.R.E.T. s.r.l., con sede in Modugno (BA), in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati  Giancarlo Navarra e Lucrezia Vaccarella, con domicilio eletto presso il loro studio in Roma, Via delle Tre Cannelle n. 22; c o n t r o il COMUNE DI BARI, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Rossana Lanza e Rosaria Basile dell’Avvocatura Comunale e per elezione domiciliato presso lo studio dell’avv. Roberto Ciociola in Roma, Via Flaminia n. 79; e nei confronti di C.C.C. CANTIERI COSTRUZIONI CEMENTO S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., non costituitasi in giudizio; IMAP s.r.l., con sede in Palermo, e EDILSTRUTTURE s.r.l., con sede in Potenza, quest’ultima in proprio e quale capogruppo dell’ATI costituita con SINISGALLI s.r.l., nelle persone dei rispettivi rappresentanti legali p.t., non costituitesi in giudizio; per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sez. I, n. 29/2004 del 9 gennaio 2004; Visto l’appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune intimato; Vista la memoria prodotta dalla parte resistente a sostegno della propria difesa; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla pubblica udienza del 13 aprile 2007, il Consigliere  Francesco GIORDANO; Uditi, altresì, gli avvocati Vaccarella e Ciociola per delega di Lanza; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: F A T T O Con ricorso al T.A.R. per la Puglia, sede di Bari, iscritto a ruolo col n. 949/2002 del R.G., la società SIRET a r.l. ha impugnato, tra gli altri, il provvedimento del dirigente del settore appalti del Comune di Bari, recante presa d’atto e approvazione degli atti di gara ed aggiudicazione definitiva alla controinteressata C.C.C. Cantieri Costruzioni Cemento S.p.A., dell’appalto a licitazione privata per le opere di urbanizzazione primaria nel piano degli insediamenti produttivi della zona di “Santa Caterina”. L’istante ha chiesto, altresì, l’accertamento del suo diritto al risarcimento dei danni, mediante reintegrazione in forma specifica e, comunque, per equivalente da determinare in corso di causa. Il giudice adito ha respinto il gravame, dichiarando compensate per intero fra le parti le spese e gli onorari del giudizio. Ha ritenuto la sezione I del T.A.R. per la Puglia, sede di Bari, che -pur essendo in sé assorbente l’eccezione pregiudiziale di controparte, relativa all’omessa impugnazione della lettera d’invito alla gara e, in specie, della prescrizione di cui il seggio di gara aveva fatto applicazione- il ricorso si presentava comunque nel merito destituito di fondamento giuridico. Con l’atto di appello qui interposto la SIRET ha impugnato la pronuncia del predetto TAR per la Puglia, formulando a suo carico le seguenti censure: 1) Violazione e falsa applicazione degli artt. 31 e 35 del D.P.R. n. 445/2000. Violazione e falsa applicazione del principio di economicità dell’azione amministrativa e del principio di massima partecipazione alla gara. Ritiene l’appellante che laddove, come nel caso di specie, la certezza della provenienza dell’offerta sia stata comunque acquisita dall’Amministrazione, la sanzione dell’esclusione si tradurrebbe in una palese violazione dei principi di buon andamento e di economicità dell’azione amministrativa. 2) Violazione e falsa applicazione degli artt. 21 e 35 del D.P.R. n. 445/2000. Erronea interpretazione della lex specialis della gara. Si assume che, nell’ipotesi di documentazione incompleta od erronea, l’Amministrazione può, nell’ambito della propria discrezionalità, invitare l’interessato a provvedere alla regolarizzazione. Si aggiunge che, nel caso di specie, non sarebbe stato nemmeno necessario un invito alla regolarizzazione mediante la produzione di altra copia del documento d’identità, perché la paternità dell’offerta era un dato certo ed inequivocabile. Ciò posto, l’appellante rappresenta che i lavori oggetto della lettera d’invito, sarebbero stati interamente eseguiti dall’impresa controinteressata. Pertanto, la SIRET aspira ad una tutela risarcitoria, che tenga conto dell’utile che l’impresa non ha potuto percepire a motivo del mancato affidamento e che può essere quantificato nella misura forfettaria del 10 % dell’ammontare dei lavori non eseguiti. Tale danno dovrebbe essere, poi, incrementato dell’ulteriore pregiudizio subito dall’impresa, in relazione all’impossibilità di accludere il lavoro nel novero di quelli eseguiti ai fini della qualificazione di cui al D.P.R. n. 34/2000. Costituitosi in giudizio con atto del 19 maggio 2004, l’appellato Comune, in una successiva memoria difensiva, ha contrastato la pretesa della società appellante, chiedendo la declaratoria di inammissibilità ed il rigetto del proposto gravame. Non si sono costituite in giudizio le altre parti intimate. D I R I T T O L’appello è infondato. Si premette che la SIRET ha partecipato alla licitazione privata, indetta dal Comune di Bari per l’affidamento dei lavori relativi alle opere di urbanizzazione del piano degli insediamenti produttivi della zona “Santa Caterina”. Sono state escluse dalla gara la società IMAP s.r.l. e l’Associazione temporanea d’imprese Edilstrutture s.r.l. (capogruppo e mandataria) - Sinisgalli s.r.l. (mandante), in quanto le schede di offerta dalle stesse presentate non risultavano corredate dalla fotocopia del documento di identità dei sottoscrittori, la cui allegazione era prescritta a pena di esclusione dalla lettera d’invito. Pertanto, dopo il c.d. taglio delle ali, l’appalto è stato aggiudicato, prima, in via provvisoria e, poi, definitiva alla società C.C.C. Cantieri Costruzioni Cemento, che ha presentato il ribasso più vicino per difetto alla media aritmetica delle offerte rimaste in gara, a seguito dell’esclusione di quelle superiori. La SIRET ha però sostenuto l’illegittimità dell’esclusione sia della società IMAP che della menzionata ATI ed ha chiesto la loro riammissione alla gara, con la conseguente rideterminazione della media e l’aggiudicazione dell’appalto in proprio favore. A tale pretesa si è ovviamente opposta l’aggiudicataria  C.C.C. Cantieri Costruzioni Cemento S.p.A., la quale ha, tra l’altro, eccepito l’inammissibilità del ricorso e dei successivi motivi aggiunti proposti dalla SIRET,  a causa dell’omessa impugnativa della lettera d’invito alla gara nella parte in cui era prescritto che la scheda doveva essere corredata, a pena di esclusione, con la copia del documento di identità del sottoscrittore. Ha affermato, altresì, la controinteressata che il ricorso era, comunque, infondato nel merito, stante la chiara previsione della lettera d’invito e, quindi, l’inapplicabilità alla fattispecie del c.d. criterio teleologico. Considerazioni di identico contenuto ha espresso anche il resistente Comune di Bari, evidenziando che l’allegazione della copia del documento d’identità del sottoscrittore assolve alla specifica funzione di rendere riferibile la sottoscrizione della scheda dell’offerta alla persona identificata nel documento d’identità, ponendo al riparo l’Amministrazione da ogni possibile contestazione successiva.