MANCATA ESECUZIONE DI UNA DELIBERAZIONE CONSILIARE



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SCORRETTA ATTRIBUZIONE DI QUALIFICA E STIPENDIO



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI - SEZ. II GIURISDIZIONALE CENTRALE costituita dai magistrati dr. Tommaso de Pascalis                 Presidente dr. Mario Casaccia                         Consigliere dr. Camillo Longoni                  Consigliere relatore dr. Giovanni Piscitelli                 Consigliere dr. Angelo Antonio Parente         Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 15276 del registro di Segreteria e promosso con atto d'appello depositato il 25.3.2002 dal Procuratore Regionale per la Campania avverso la sentenza n. 147/2001 del 18.5-8.6/28.12.2001 della Sezione giurisdizionale di quella regione e contro il sig. ERRA Vincenzo. Visto il predetto atto d'appello; Vista la sentenza impugnata; Vista la difesa dell'appellato; Visti gli  altri atti e documenti di causa; Uditi, alla pubblica udienza del 18 marzo 2004, il relatore cons. Camillo Longoni, il Pubblico Ministero nella persona del V.Procuratore Generale dott. Angelo De Dominicis e l'avv. Ruggiero Musio per l'appellante; Ritenuto in FATTO A seguito di una serie di vicende concernenti l'espletamento del servizio di vigilanza di alcuni edifici pubblici affidato nel 1980 dal Comune di Mercato S. Severino alle ditte “CVM” e “Supervigile”, il Consiglio Comunale approvava con deliberato n. 164 del 21.3.1985 una transazione concordata dal Sindaco con le ditte creditrici il 12.10.1984 presso la Prefettura di Salerno. Per effetto della transazione in parola il debito del Comune, che era pervenuto alla cifra di L. 1.386.991.484 e di L. 267.264.000 nei confronti rispettivamente della ditta Supervigile e della ditta C.V.M., veniva rideterminato in L. 780.000.000 e  in L. 150.000.000. La  complessiva  somma di L. 900.000.000 doveva essere pagata nel corso degli esercizi finanziari 1986, 1987 e 1988, previa apposita iscrizione annuale in bilancio della somma di L. 300.000.000. L'iniziativa transattiva non ebbe, tuttavia, attuazione; sicché le ditte creditrici si rivolsero all'Autorità Giudiziaria Ordinaria, la quale dispose il pagamento di L. 200.506.156 a favore della ditta C.V.M. e di L. 2.912.625.732 a favore della ditta Supervigile, per un totale di L. 3.903.131.000 (per capitale, interessi e rivalutazione). Ravvisando nella maggiore somma rispetto alle transatte L.900.000.000 un danno erariale, Il Procuratore Regionale per la Campania conveniva in giudizio l'allora Sindaco Erra Vincenzo che aveva trascurato di dare esecuzione alla transazione, nonché taluni assessori, che avevano adottato (assieme al sindaco Erra) alcuni deliberati concernenti l'affidamento del servizio di vigilanza in argomento, e il Segretario generale pro tempore dell'Ente. Il giudizio, che ne seguiva, si concludeva con sentenza n. 147/2001 del 18.5-8.6/28.12.2001 della Sezione giurisdizionale per la Campania di assoluzione di tutti  i convenuti per intervenuta sanatoria nei riguardi dell'atto “primogeneo di affidamento” ai sensi dell'art. 4 del D.L. 57/1982, convertito con legge n. 187 del 1982, e per assenza - in buona sostanza - di colpa grave circa la mancata esecuzione del deliberato n. 165 del 1985 relativo alla transazione. Avverso la menzionata sentenza la Procura Regionale campana ha proposto appello depositato il 25.3.2002 nei confronti soltanto del sig. Erra Vincenzo, che, quale sindaco pro tempore, aveva la responsabilità dell'esecuzione della deliberazione consiliare n. 164/1985 concernente l'autorizzazione a transigere con le due precitate imprese. Ricorda, al riguardo, l'appellante che, ai sensi dell'art. 151 del previgente T.U.L.C.P. n. 148 del 1915 “il sindaco, quale Capo dell'Amministrazione comunale… esegue tutte le deliberazioni del Consiglio tanto rispetto al bilancio, quanto ad altri oggetti, e quelle della Giunta, e firma gli atti relativi agli interessi del Comune”. Il sig. Erra, invece, pur relatore della proposta transattiva (più che vantaggiosa per il Comune che si vedeva ridurre il debito di ben il 50% nonché del peso degli interessi legali), risulta aver omesso successivamente, senza alcun plausibile motivo,l'attività consequenziale , rendendo così necessitato per le imprese creditrici il ricorso all'A.G.O., esitato con una sentenza, la cui esecuzione ha imposto al Comune l'erogazione dei paventati maggiori esborsi. La Procura attrice insiste, pertanto, sulla sussistenza della gravità del comportamento totalmente inerte tenuto dal Sindaco successivamente all'approvazione della deliberazione n. 164 del 1985. Anche ammesso che notifica ed elaborazione di una bozza transattiva spettassero ad altri Uffici, il Capo dell'Amministrazione, a fronte della prevedibile conseguenza dannosa di una mancata stipula dell'accordo transattivo, avrebbe dovuto impartire direttive specifiche agli uffici per avviare a tempestiva soluzione la vicenda. Né vale sostenere quale esimente della responsabilità del sindaco Erra la circostanza che solo in data 1.8.1986 era stato approvato il bilancio 1986 contenente l'indicazione dello stanziamento relativo alla spesa del primo rateo della transazione, sicché la transazione non poteva essere formalizzata ed eseguita prima di tale data. Il Sindaco, infatti, ben avrebbe potuto egualmente stipulare la transazione nel corso del 1985 prevedendo pagamenti a valere sull'esercizio 1986. Conclusivamente, anche se il sig. Erra è cessato dalla carica il 24.2.1986, egli aveva tutto il tempo per stipulare la transazione, non risultando peraltro che dopo le elezioni del maggio 1985 il nuovo Consiglio avesse revocato la deliberazione n. 164 del 1985. La Procura appellante ha, tuttavia, rideterminato in “minus” l'importo  richiesto  in  citazione. Infatti, la somma  di L. 3.903.131.000, richiesta originariamente non solo risulta comprensiva di sorte capitale e rivalutazione monetaria e interessi legali decorrenti dal 1.6.1986, data in cui l'Erra non era più in carica nel Comune di Mercato S. Severino, ma è altresì costituita da un maggiore esborso dovuto, oltre che dalla mancata transazione, anche a condotte di altri soggetti, omissive (cioè di quanti si erano avvicendati nella carica di Sindaco anteriormente all'azione giudiziaria) e commisive (di quanti, cioè, avevano deliberato di procedere ad oltranza nella resistenza all'azione giudiziaria intrapresa dalle società creditrici). Pertanto, considerato che la somma capitale versata è pari a L. 1.654.255.484 contro le L. 900.000.000 che si sarebbero potute pagare se la transazione fosse andata a buon fine, la Procura appellante ritiene di dover rideterminare, per differenza, l'importo   da   contestare   all'ex sindaco    Erra    proprio     in L. 754.255.484. oltre  rivalutazione, interessi e spese di giustizia. Con memoria depositata il 10.5.2003, il sig. Erra, rappresentato e difeso dall'avv. Ruggiero Musio, si è costituito in giudizio, sostenendo l'inammissibilità e l'infondatezza dell'atto di appello. Osserva l'appellato che, avendo il Procuratore Regionale dichiarato di condividere la sentenza impugnata là ove afferma la carenza di antigiuridicità dei censurati comportamenti per sopravvenuta sanatoria di cui all'art. 4 del D.L. 59/1982 convertito con legge 187/1982, l'appellante avrebbe prestato acquiescenza alla sentenza con conseguente inammissibilità dell'appello. Nel merito, l'appello sarebbe, altresì, infondato. La difesa dell'ex sindaco Erra sottolinea al riguardo che, affinché questi potesse procedere alla stipula della transazione era necessario che si realizzassero le seguenti circostanze: a - che la delibera consiliare n. 164/85 fosse stata esaminata senza rilievi dell'organo regionale di controllo e fosse divenuta, quindi, esecutiva; b - che copia della delibera, completa degli estremi di esecutività, fosse stata notificata alle parti per la definitiva stipula della transazione; c - che la Ripartizione Bilancio e Finanze del Comune avesse provveduto all'iscrizione in bilancio delle rate annuali delle somme da corrispondere mediante l'istituzione di appositi stanziamenti a partire dal bilancio 1986; d - che fosse stato predisposto uno schema di atto di transazione per la successiva stipula. Orbene, la delibera era stata esaminata dal Co.Re.Co nella seduta del 4.5.85 ed approvata condizionatamente alle risultanze del bilancio 1986. Il Co.Re.Co approvò il bilancio 1986 redatto dal nuovo consiglio comunale, eletto a seguito delle elezioni del maggio 1985, nella seduta del 22.9.1986; sicchè è a partire da tale data che il Sindaco Erra avrebbe potuto utilmente eseguire il mandato ricevuto con la delibera consiliare n. 166/85 di stipulare la regolare transazione. Ma a tanto non poteva egli ottemperare, atteso che a partire dal 24.2.1986 il sig. Erra non solo non era più sindaco , ma non ricopriva più nemmeno la carica di consigliere comunale. Se il danno al Comune è derivato dalla mancata stipula della transazione, non si comprendono......