MANUFATTI NON FACILMENTE ASPORTABILI



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PRG: ZONE BIANCHE



































































































CONSIGLIO DI STATO, SEZ CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 24 marzo 2005 n. 1252 - Pres. Carboni, Est. Cerreto - Prefabbricati Piano Alto s.a.s. (Avv.ti Paiar e Antonini) c. Comune di Lavis (Trento) (Avv.ti De Pretis e Manzi) - (conferma T.A.R. Trentino Alto Adige, 9 novembre 1994, n. 400). FATTO Con il ricorso in epigrafe, la Ditta Prefabbricati Piano Alto ha fatto presente che il Tribunale regionale, con la sentenza in epigrafe, aveva respinto il ricorso proposto avverso il provvedimento in data 10.5.1995, con il quale il sindaco del comune di Lavis le aveva negato la concessione edilizia richiesta. Ha dedotto quanto segue: - il Tribunale regionale aveva confuso la disciplina relativa alle aree a regime, di cui all’art. 16, comma 5°, N.A. P.U.P. con quella riguardante le aree di riserva di cui al successivo 6° comma; - la sentenza inoltre era contraddittoria laddove recepiva acriticamente la nozione di facile asportabilità senza alcun riferimento alla tipologia costruttiva ed all’ancoraggio al suolo delle costruzioni; che, essendo permessa sull’area di riserva una costruzione che fosse asportabile, la perizia versata in atti dimostrava la possibile asportazione dell’opera progettata in un tempo limitato e con l’impiego di tecniche usuali mediante smontaggio; - la delibera comunale n. 110/91, diretta a sollecitare l’Ente sovraordinato ad adottare un mutamento della disciplina vigente, non poteva fornire alcun fondamento al diniego di concessione edilizia. Costituitosi in giudizio, il Comune ha chiesto il rigetto dell’appello, richiamandosi all’art. 60 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G. ed alla motivazione del provvedimento di diniego. Ha in particolare rilevato che la norma effettivamente applicata non era il 3° comma dell’art. 60 delle N.T.A. ma il 4° comma; che, tenuto conto della complessità della struttura da realizzare con la costruzione di due grandi edifici di mq. 2850 e per un’altezza di ml. 10 circa, destinati alla produzione di manufatti in cemento armato per l’edilizia, tali insediamenti industriali non potevano ritenersi facilmente asportabili; che il diniego non si fondava sulla delibera n. 110/91 ma direttamente sull’art. 60, 4° comma, delle N.T.A., a parte che tale delibera esprimeva unicamente un auspicio di intervento da parte della Provincia. In vista dell’udienza di merito entrambe le parti hanno presentato memoria conclusiva. L’appellante ha ulteriormente precisato le ragioni di accoglimento del gravame, insistendo in particolare sulla facile asportabilità della costruzione da realizzare, atteso che il tutto era rimovibile in 3-4 giorni per le opere igienico-sanitarie ed in 15 giorni lavorativi per i due grandi edifici di mq. 2850. L’appellato ha a sua volta ulteriormente evidenziato le ragioni di rigetto del gravame, Alla pubblica udienza del 21.12.2004, il ricorso è passato in decisione. DIRITTO 1. Con sentenza del Tribunale regionale di giustizia amministrativa Trentino Alto Adige, sede di Trento, n. 400 del 9.11.1996 è stato respinto il ricorso proposto dalla Ditta Prefabbricati Piano Alto avverso il diniego di concessione edilizia adottato dal comune di Lavis con provvedimento sindacale del 10.5.1995. Avverso detta sentenza ha proposto appello la Ditta. Resiste al gravame il Comune. 2. L’appello è infondato. 2.1. Il TAR ha correttamente respinto il ricorso sulla base dell’art. 60, comma 4°, delle N.T.A., disposizione invocata anche nel provvedimento di diniego. Secondo detta disposizione nelle aree produttive di riserva (su cui insisteva il suolo in questione) erano consentite “attività che richiedono la costruzione di manufatti facilmente asportabili e tali comunque da consentire un uso produttivo del suolo, compreso quello agricolo”. La costruzione da realizzare non rientrava nel concetto di manufatto facilmente asportabile, atteso la complessità della struttura progettata che prevedeva la costruzione di due grandi edifici di mq. 2850 e per un’altezza di ml. 10 circa, con pilastri in acciaio collegati tra loro e connessi con bulloni a piccoli plinti poggiati al terreno. Né può condividersi il rilievo dell’appellante secondo cui la costruzione progettata sarebbe comunque di facile asportabilità per essere rimovibili in 3-4 giorni le opere igienico-sanitarie ed in 15 giorni lavorativi i due grandi edifici di mq.2850. Invero, come rilevato dal TAR, facilmente asportabili possono considerarsi solo quei manufatti che siano rimovibili in breve tempo e con attrezzature semplici, mentre certamente non rientra in tale categoria una costruzione per la quale occorrono, secondo quanto attestato dallo stesso appellante, circa 15 giorni lavorativi per spostarla. 2.2. Contrariamente a quanto ritenuto dall’appellante, il TAR ha richiamato il 3° comma dell’art. 60 N.T.A. (utilizzabilità delle aree di riserva per fini produttivi, previa autorizzazione della Giunta provinciale) solo per completezza di disciplina, come del resto già aveva fatto l’Amministrazione comunale nel provvedimento di diniego. 2.3. Infine occorre far presente che il diniego di concessione non si fonda sulla delibera comunale n. 110/1991 ma direttamente sull’art. 60,4° comma, N.T.A., come precisato dal Comune. 3.Per quanto considerato, l’appello deve essere respinto. Le spese del presente grado di giudizio seguono, come di regola, la soccombenza e sono liquidate in dispositivo. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sez. V) respinge l’appello indicato in epigrafe. Condanna l’appellante al pagamento a favore dell’appellato delle spese e competenze del presente grado di giudizio, che vengono liquidate nella complessiva somma di euro 2.000,00 (euro duemila). Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 21.12.2004 con l’intervento dei Signori: Raffaele Carboni - Presidente Rosalia Maria Pietronilla Bellavia Consigliere Aniello Cerreto Consigliere estensore Nicolina Pullano Consigliere Michele Corradino Consigliere L'ESTENSORE                             IL PRESIDENTE f.to Aniello Cerreto                      f.to Raffaele Carboni Depositata in segreteria in data 24 marzo 2005.     ......