MOTIVAZIONI DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO



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FINANZIAMENTI PER I PROGETTI DI COESIONE SOCIALE



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 522/07 Reg.Dec. N. 3583 Reg.Ric. ANNO   2006 Disp.vo 608/2006 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 3583/2006 proposto da Ferrovial Agroman s.a., in persona del legale rappresentante in carica, in proprio e quale mandataria dell’a.t.i. costituita con la Salvatore Matarrese s.p.a., e da Salvatore Matarrese s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, entrambe rappresentate e difese dall’avvocato Mauro Ciani e dall’avvocato Alessandro Alessandri, ed elettivamente domiciliate presso lo studio di quest’ultimo, in Roma, Piazza Carracci, n. 1; contro Rete Ferroviaria Italiana s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall’avv. Francesco Saverio Mussari, ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest’ultimo, in Roma, Lungotevere dei Mellini, 24; Italferr s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, non costituita; e nei confronti di Consorzio Stabile T. & T, in persona del legale rappresentante in carica, in proprio e quale mandatario dell’a.t.i. con IPA Precast s.p.a. e Fersalento s.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica, tutti rappresentati e difesi dagli avvocati Stefano Vinti ed Elia Barbieri, ed elettivamente domiciliati presso il loro studio, in Roma, via Emilia, n. 88; per la riforma della sentenza del T.A.R. del Lazio – Roma, sez. III ter, 16 gennaio 2006 n. 304, resa tra le parti. Visto il ricorso con i relativi allegati; visti gli atti di costituzione in giudizio della Rete Ferroviaria italiana s.p.a. e del raggruppamento controinteressato; viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; visti tutti gli atti della causa; relatore alla pubblica udienza del 5 dicembre 2006 il consigliere Rosanna De Nictolis e uditi l'avvocato Alessandri per le società appellanti, l’avv. Mussari per l’appellata, l’avv. Fantola su delega dell’avv. Vinti per il raggruppamento controinteressato; ritenuto e considerato quanto segue. FATTO E DIRITTO    1. Italferr s.p.a. indiceva procedura ristretta avente ad oggetto appalto integrato per la progettazione esecutiva ed esecuzione di lavori di raddoppio della linea ferroviaria Caserta – Foggia nel tratto tra la progressiva km. 6,200 e la progressiva 29,150, per un importo complessivo a base di gara di euro 165.471.012,31.    Il raggruppamento temporaneo capitanato da Ferrovial Agroman risultava classificato al primo posto con un ribasso del 25,2453%.    L’offerta veniva sottoposta a verifica di anomalia.    A seguito di contraddittorio scritto e orale, nella seduta del 7 settembre 2005 la commissione di gara, alla presenza dei rappresentanti delle imprese, dichiarava l’anomalia dell’offerta dell’Ati Ferrovial Agroman e aggiudicava l’appalto al concorrente secondo classificato, odierno controinteressato.    Con lettera dell’8 settembre 2005 veniva comunicata all’ATI l’esclusione per anomalia.    A seguito di istanza di accesso inoltrata il 28 settembre 2005, in data 7 ottobre 2005 l’a.t.i. conosceva la motivazione del giudizio di anomalia, emergente dalla relazione di sintesi del 31 agosto 2005.    Con ricorso notificato il 6 e 7 dicembre 2005, l’a.t.i. impugnava gli atti di gara e, segnatamente, la propria esclusione per anomalia e i provvedimenti di aggiudicazione provvisoria e definitiva.    Il T.a.r. adito, con la sentenza in epigrafe, dichiarava il ricorso irricevibile.    2. Ha proposto appello l’originaria ricorrente.    Contesta la declaratoria di irricevibilità e ripropone, nel merito, le censure di cui al ricorso di primo grado.    3. La declaratoria di irricevibilità del ricorso di primo grado è erronea.    3.1. Il T.a.r. ha osservato che sin dal 7 – 8 settembre l’a.t.i. ha avuto conoscenza del provvedimento di esclusione per anomalia.    Pertanto, il termine per impugnare decorrerebbe da tale data.    La successiva conoscenza della motivazione giustificherebbe solo la proposizione di motivi aggiunti di ricorso, fermo l’onere di tempestiva impugnazione dell’atto lesivo.    Ad avviso del T.a.r. quanto meno in data 28 settembre 2005, quando fu proposta istanza......