MULTA CANCELLATA: DANNO ERARIALE



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VERSAMENTO SANZIONI PER INFRAZIONI A DIVIETO DI FUMARE



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER L'EMILIA-ROMAGNA composta dai seguenti magistrati: dott. Massimo DE MARIA             Presidente ff. dott. Luigi DI MURRO               Consigliere dott. Pietro SULLO            Consigliere relatore   Visto l'atto di citazione in data 9 febbraio 2004;   Visti gli altri atti e documenti di causa;   Uditi nella pubblica udienza del 28 ottobre 2004, con l'assistenza del Segretario dott. Nicoletta NATALUCCI, il Consigliere relatore, dott. Pietro SULLO, l'avv. Claudio ANGELI in difesa del convenuto PAOLOCCI Paolo, il sig. MAGGIO Domenico nonché il Pubblico Ministero nella persona del Vice Procuratore Generale dott. Paolo NOVELLI; ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A sul giudizio di responsabilità, iscritto al n. 32917 del registro di Segreteria, instaurato dal Procuratore Regionale della Corte dei Conti per l'Emilia-Romagna nei confronti di: MAGGIO Domenico, nato a San Chirico Nuovo (PZ) i 5 marzo 1953 e residente in Lugo (RA), via Gramsci n°107, difeso dall'aw. Giovanni Strocchi del foro di Ravenna ed elettivamente domiciliato presso lo studio del medesimo, in Ravenna, via Cordini n°5; PAOLOCCI Paolo, nato a Roma il 5 maggio 1965 e residente in Ravenna - frazione Lido di Classe - viale G. da Verazzano n°197; Ritenuto in FATTO   La Procura Regionale di questa Corte ha appreso, in seguito ad un'indagine condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna, che due funzionari del Ministero dell'Interno appartenenti alla Polizia di Stato, in forza presso il Distaccamento di Polizia Stradale di Lugo (RA) - Maggio Domenico (Ispettore, Vice Comandante del Distaccamento) e Paolocci Paolo (Vice Ispettore, Capo Pattuglia) - erano stati sottoposti a processo penale, con applicazione anche di misure restrittive della libertà personale, per reati contro la P.A., così come descritti nei seguenti capi di imputazione: a)  del delitto p. e p. dagli artt.110 e 317 C.P. perché in concorso tra loro, con abuso dei poteri e delle qualità rispettivamente di ispettore e vice ispettore della Polizia di Stato in servizio presso il comando distaccamento della Polizia Stradale di Lugo, minacciando la contestazione di contravvenzioni ed il ritiro della patente di guida per irregolarità asseritamene riscontrate in una macchina mietitrebbia -della quale prospettavano il sequestro - in uso alla Cooperativa agricola "C.A.B.TER.RA." inducevano il  presidente  della cooperativa BALDONI Severino ed i soci Eredi Roberto e Grammatica Claudio, psicologicamente condizionati dagli atti minacciati dai due pubblici ufficiali e timorosi per la grave perdita economica connessa al mancato utilizzo di quella macchina agricola nel periodo stagionale della mietitura, a consegnargli indebitamente la somma complessiva di lire 1.000.000, quale prezzo per l'omissione della pretesa attività di ufficio. In Piangipane di Ravenna il 24 giugno 1997;   b) del delitto p. e p. dagli artt.110 e 317 C.P. perché in concorso tra loro, con abuso dei poteri e delle qualità rispettivamente di ispettore e vice ispettore della Polizia di Stato in servizio presso il comando distaccamento della Polizia Stradale di Lugo, minacciando la contestazione di contravvenzioni ed il ritiro della patente di guida per irregolarità asseritamene riscontrate in una macchina mietitrebbia - della quale prospettavano il sequestro - in uso alla Cooperativa agricola "AGRIMACCHINE LAMONE" inducevano il presidente della cooperativa VALENTI Paolo, psicologicamente condizionato dagli atti minacciati dai due pubblici ufficiali e timoroso per la grave perdita economica connessa al mancato utilizzo di quella macchina agricola nel periodo stagionale della mietitura, a consegnargli indebitamente la somma complessiva di lire 800.000, quale prezzo per l'omissione della pretesa attività di ufficio. In Santerno di Ravenna il 24 giugno 1997; c)  del delitto p. e p. dagli artt.110 e 317 C.P. perché in concorso tra loro, con abuso dei poteri e delle qualità rispettivamente di ispettore e vice ispettore della Polizia di Stato in servizio presso il comando distaccamento della Polizia Stradale di Lugo, minacciando la contestazione di contravvenzioni ed il ritiro della patente di guida per irregolarità asseritamene riscontrate in una macchina mietitrebbia - della quale prospettavano il sequestro - di proprietà della "Azienda Agricola e Lavorazioni Meccaniche Agricole di Liverani Alberto" inducevano il titolare Liverani Alberto, psicologicamente condizionato dagli atti minacciati dai due pubblici ufficiali e timoroso per la grave perdita economica connessa al mancato utilizzo di quella macchina agricola nel periodo stagionale della mietitura, a consegnargli la somma di lire 300.000 ed a promettergli indebitamente la dazione di quattro prosciutti - che venivano effettivamente consegnati dalla moglie FONTANA Viviana il giorno successivo - quale prezzo per l'omissione della pretesa attività di ufficio. In Villanova di Bagnacavallo e Mezzano di Ravenna il 24 e 25 giugno 1997;   d) del delitto p. e p. dagli artt.110 e 317 C.P. perché in concorso tra loro, con abuso dei poteri e delle qualità rispettivamente di ispettore e vice ispettore della Polizia di Stato in servizio presso il comando distaccamento della Polizia Stradale di Lugo, minacciando la contestazione di contravvenzioni ed il ritiro della patente di guida per irregolarità asseritamene riscontrate in una macchina mietitrebbia -della quale prospettavano il sequestro - in uso all'azienda "Servizi per l'Agricoltura di Rossi Vincenzo e Paolo s.n.c.", inducevano Rossi Vincenzo e Rossi Paolo, psicologicamente condizionati dagli atti minacciati dai due pubblici ufficiali e timorosi per la grave perdita economica connessa al mancato utilizzo di quella macchina agricola nel periodo stagionale della mietitura, a consegnargli la somma di lire 2.000.000 quale prezzo per l'omissione della pretesa attività di ufficio. In San Zaccaria di Ravenna il 1° luglio 1997; e)   del delitto p. e p. dagli arti 56, 110 e 317 C.P. perché in concorso tra loro, con abuso dei poteri e delle qualità rispettivamente di ispettore e vice ispettore della Polizia di Stato in servizio presso il comando distaccamento della Polizia Stradale di Lugo, minacciando la contestazione di contravvenzioni ed il ritiro della patente di guida a FRANCESCONI Venerino, per irregolarità asseritamene riscontrate nel furgone FORD TRANSIT targato FO 485758 - del quale prospettavano il sequestro - condotto dal medesimo e di proprietà della "SOLCEA SOC. COOP. R.L. manufatti di calcestruzzo" compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a farsi consegnare indebitamente da LOMBARDI Piermarino, responsabile della cooperativa, una somma di denaro, quale prezzo per l'omissione della pretesa attività di ufficio, non essendosi verificato l'evento antigiuridico per cause indipendenti dalla volontà degli autori. In Villanova di Bagnacavallo il 23 giugno 1997; f)   Maggio Domenico anche in ordine al reato p. e p. dall'art. 326 del c.p. poiché in qualità di Ispettore della Polizia di Stato in servizio presso il Distaccamento di Polizia Stradale di Lugo, essendo venuto a conoscenza che erano in corso intercettazioni telefoniche sulle utenze della Motorizzazione Civile di Ravenna da parte della Squadra di P.G. della Polizia Stradale di Ravenna, violando i doveri di segretezza delle indagini, rivelava a personale della Motorizzazione Civile di Ravenna che le conversazioni telefoniche sulle utenze di quell'ufficio erano intercettate, avendo visto i registratori nell'Ufficio del Comandante di quella Squadra di P.G., Ispettore NEGRI Gabriele. In Ravenna il 30 giugno 1997.   Il procedimento penale si concludeva con la sentenza n°198/1999 del G.U.P. del Tribunale di Ravenna, pronunciata in data 28 settembre 1999 (irrevocabile il 22 novembre 1999), con la quale, su richiesta delle parti, veniva applicata a MAGGIO Domenico la pena di anni uno e mesi sette ed a PAOLOCCI Paolo la pena di ani uno e mesi cinque di reclusione.   Effettuate le opportune indagini in ordine alla sussistenza di un danno all'immagine e di un danno da disservizio, la Procura Regionale ha quindi rivolto l'invito a depositare documenti e controdeduzioni - in conformità a quanto stabilito dall'art. 5, 1° comma, del decreto legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito con modificazioni con la legge 14 gennaio 1994, n. 19 e dall'art. 1, comma 3, del decreto legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639 - ai due funzionari sopra indicati.   Nella risposta a detto invito, il sig. MAGGIO ha evidenziato che la sentenza emessa ex artt. 444 e 445 c.p.p. non comporta un automatico accertamento della responsabilità dei due imputati e che d'altro canto gli stessi avevano risarcito le parti civili del processo (privati oggetto delle concussioni); in via subordinata ha chiesto una congrua riduzione degli addebiti.