NOMI COMPOSTI DA PIU' ELEMENTI



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TRASFORMAZIONE DA "CORPO" A "SERVIZIO"



































































































CHIARIMENTI IN MERITO ALL'INTERPRETAZIONE DELL'ART CHIARIMENTI IN MERITO ALL'INTERPRETAZIONE DELL'ART. 36 DEL DPR 396 DEL 2000 Data 16/11/2005 Si risponde a numerose richieste di chiarimenti in relazione alla interpretazione del disposto dell'art. 36 del DPR 396/2000 in merito al quale, si precisa quanto segue. Come Ŕ noto la normativa prevede la possibilitÓ, per il cittadino nato prima della entrata in vigore del decreto sopra menzionato, di effettuare una dichiarazione all'ufficiale dello stato civile al fine di indicare, con carattere vincolante, gli elementi del proprio nome da riportare negli estratti per riassunto e nei certificati rilasciati dagli uffici di stato civile e dalla anagrafe. Tale dichiarazione pu˛ essere motivata o dalla semplice volontÓ del dichiarante o dall'uso protratto nel tempo. Come giÓ indicato nella circolare n. 2 del 26 marzo 2001, in caso di dichiarazione motivata dalla sola volontÓ dell'interessato, la facoltÓ concessa dal DPR non pu˛ comportare l'alterazione dell'ordine dei vari elementi del nome. Di conseguenza, il richiedente, potrÓ indicare di voler essere menzionato con il solo primo nome, ma non potrÓ chiedere di essere menzionato solo con uno dei nomi successivi. Parimenti, in caso di scelta nel senso di una pluralitÓ di elementi onomastici, potrÓ scegliere di indicare, ad esempio, il primo ed il secondo nome ma non il secondo ed il terzo, in quanto altererebbe l'ordine originario dei vari elementi del nome. Si ricorda che tale diritto del cittadino non incontra alcun limite. Dunque, anche nel caso in cui il soggetto interessato fosse stato indicato, per un lungo periodo di tempo, con uno o l'altro degli elementi del nome, egli avrÓ comunque il diritto, garantito dalla norma, di decidere con quale nome deve essere indicato, con i soli limiti sopra riportati e l'ufficiale dello stato civile dovrÓ obbligatoriamente annotare la dichiarazione ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 36. Diverso Ŕ il caso in cui la dichiarazione sia motivata non dalla mera volontÓ ma dall'uso protratto. In tale ipotesi, da dimostrare documentalmente, sarÓ anche possibile, a cura del richiedente, variare il numero e/o l'ordine dei vari elementi del nome, indicando, ad esempio, il solo secondo nome, ovvero, in caso di indicazione di pi¨ elementi onomastici, indicando gli stessi in un ordine diverso da quello originariamente risultante dall'atto di nascita. Quanto sopra, ovviamente, solo nel caso in cui risulti assolutamente chiaro e comprovato che la "scelta del nome" rappresenti una circostanza ormai cristallizzata nel tempo. Spetta all'ufficiale dello stato civile vagliare con attenzione la documentazione allegata dal richiedente, al fine di comprovare l'uso protratto nel tempo. Al di fuori delle ipotesi precedenti resta ferma la possibilitÓ di attivare la procedura di cambio del nome di cui agli artt. 89 e segg. del DPR n.396/2000 In entrambe le ipotesi sopra menzionate, resta ovviamente esclusa la possibilitÓ, da parte dell'ufficiale di stato civile, di procedere ex officio, senza una specifica dichiarazione scritta del richiedente. Si precisa che, nel caso in cui l'ufficiale di stato civile riscontri d'ufficio (es: verifiche dei dati identificativi del soggetto) un uso consolidato del nome diverso da quello risultante dall'atto di nascita, si potrÓ procedere a contattare l'interessato al fine di ricevere l'indicazione di cui all'art. 36. Fino a quando una tale indicazione non sia stata resa, si dovranno tenere fermi i dati come risultanti dall'atto di nascita.   ......