NOMINA COMPONENTI COMMISSIONI DI GARA O DI CONCORSO



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CONDIZIONI PER LA REVOCA DELLE DIMISSIONI



































































































n n. 1111/07 Reg. Sent. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CAMPANIA OTTAVA SEZIONE DI NAPOLI composto dai Signori Magistrati: Evasio Speranza     Presidente Luigi Domenico Nappi    Consigliere Diego Sabatino     Primo Referendario relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso 5962/2006 proposto da Archicons engineering s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Napoli, via Duomo 133, presso lo studio dei procuratori avv. Ernesto De Maria e Luca Migliore, che la rappresentano e difendono in virtù di mandato a margine del ricorso introduttivo contro Comune di Sessa Aurunca, in persona del sindaco legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in Napoli, via Riviera di Chiaia 276, presso lo studio del procuratore avv. Giuseppe Ceceri, che lo rappresenta e difende in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta nonché Pasquale Mastrominico, in proprio e quale capogruppo della ATI costituita, elettivamente domiciliato in Napoli, via Toledo 156, presso lo studio del procuratore avv. Giuseppe Romano, che lo rappresenta e difende in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta Mariano Negri, non costituito Fernanda Mastroianni, non costituita per l’annullamento, previa sospensione, a. del bando di gara per pubblico incanto per l’affidamento dell’appalto lavori per il recupero, restauro conservativo e rifunzionalizzazione del Castello ducale, nonché per la realizzazione del Museo civico in Sessa Aurunca I e II lotto, indetto con determinazione del settore utilizzazione del territorio del Comune di Sessa Aurunca prot. 417 del 2 maggio 2006; b. del disciplinare della stessa gara; c. della disposizione sindacale del 27 giugno 2006, priva di numero, con la quale sono stati nominati i componenti della commissione di gara; d. dei verbali di gara, con cui è stata disposta l’esclusione della ricorrente e l’aggiudicazione provvisoria della gara all’ATI Mastrominico; e.  della determinazione prot. 764 del 1 agosto 2006, con la quale è stata disposta l’aggiudicazione definitiva della gara all’ATI Mastrominico; g. di ogni altro atto comunque presupposto, connesso o consequenziale; Letto il ricorso ed i relativi allegati, e tutti gli atti di causa; Data per letta la relazione del primo referendario Diego Sabatino nella udienza pubblica del 18 dicembre 2006; Uditi altresì i difensori, come da verbale d’udienza; Ritenuto in fatto Con ricorso iscritto al n. 5962/2006, la parte ricorrente impugnava i provvedimenti indicati in epigrafe. A sostegno delle sue doglianze, premetteva: - di aver partecipato alla gara per pubblico incanto per l’affidamento dell’appalto lavori per il recupero, restauro conservativo e rifunzionalizzazione del Castello ducale, nonché per la realizzazione del Museo civico in Sessa Aurunca I e II lotto, indetto con determinazione del settore utilizzazione del territorio del Comune di Sessa Aurunca prot. 417 del 2 maggio 2006; - di essere stata esclusa dal prosieguo delle operazioni di gara, che veniva aggiudicata definitivamente all’ATI Mastrominico. Ritenendo illegittimo il comportamento dell’Amministrazione, instava quindi per l’annullamento degli atti impugnati con vittoria di spese processuali. Si costituiva la parte resistente, Comune di Sessa Aurunca, chiedendo di dichiarare inammissibile o, in via gradata, rigettare il ricorso. All’udienza del 23 ottobre 2006, veniva fissata l’udienza per la trattazione nel merito ai sensi dell’art. 23 bis della legge T.A.R. con ordinanza n. 2963/2006. All’udienza del 18 dicembre 2006, il ricorso è stato discusso ed assunto in decisione. Considerato in diritto 1.      Il ricorso è fondato e merita accoglimento entro i termini di seguito precisati. 2.      In via preliminare, occorre dare ragione delle censure della parte resistente, che evidenzia due ragioni processuali di inammissibilità, entrambe infondate. 1.      Con la prima si deduce la inammissibilità per prestata acquiescenza alle statuizioni di gara da parte delle altre imprese che avrebbero costituito l’ATI. La censura non ha pregio, atteso che la possibilità di una futura costituzione di un soggetto diverso, l’ATI appunto, non priva i singoli partecipanti della propria legittimazione attiva (in particolare, sull’affermazione che nelle gare per affidamento di appalti pubblici, ciascuno dei soggetti che hanno chiesto di partecipare dichiarando di volersi riunire in associazione temporanea in caso di aggiudicazione, è legittimato, come portatore di un interesse proprio riconosciuto dall'ordinamento, ad impugnare l'aggiudicazione ad altro concorrente, vedi Consiglio di Stato V, 19 aprile 2005, n. 1805). 2.      Con la seconda, si evidenzia la carente impugnazione, solo formale, dell’atto di esclusione dalla gara, atteso che la ricorrente non ne censura i contenuti. Anche tale preliminare eccezione va respinta. È certamente vero che il provvedimento di esclusione determina l’interesse a ricorrere del soggetto (ed anche la decorrenza del termine per proporre l’impugnazione, da ultimo Consiglio di Stato IV, 31 gennaio 2006, n. 341), ma ciò non implica che le censure deducibili attengano unicamente questo atto, in quanto ciò verrebbe a sottrarre gli altri atti del procedimento al sindacato giurisdizionale, in palese contrasto con la normativa costituzionale. Vero è, invece, che la eventuale mancanza di censure sull’atto di esclusione è vicenda ex se neutra che va calata nella questione più generale, ossia nel petitum, ed è, in questo frangente, del tutto ininfluente in quanto sono fondate proprio le censure che riguardano intrinsecamente la procedura. 3.      Venendo al ricorso, è fondato il primo dei motivi di diritto. Con questo la società ricorrente si duole di violazione e falsa applicazione degli artt. 50 e 107 del DLvo 267/2000; violazione e falsa applicazione degli artt. 47 e 48 dello statuto del Comune di Sessa Aurunca; violazione e falsa applicazione dell’art. 4 del DLvo 165/2001; incompetenza; eccesso di potere per erroneità dei presupposti; difetto di motivazione; carenza di istruttoria; disparità di trattamento; contraddittorietà; perplessità; sviamento; illogicità; irragionevolezza; violazione dell’art. 97 della Costituzione. In concreto, la censura attiene il fatto che la commissione di gara sia stata nominata dal sindaco anziché dal dirigente preposto al settore. 1.      La questione va accolta. È infatti del tutto pacifico che, dopo le riforme degli anni ’90, l’ordinamento sostenga il principio della separazione delle attribuzioni spettanti agli organi politici da quelle di competenza degli organi amministrativi e tecnici. Nel caso degli enti locali, la vicenda appare particolarmente eclatante. L’art. 107 “Funzioni e responsabilità della dirigenza” del DLvo 18 agosto 2000 n. 267 “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali”, tra l’altro, affida ai dirigenti “tutti i compiti, compresa l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo dell'ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale, di cui rispettivamente agli articoli 97 e 108”, ed in particolare attribuisce (al comma 3) “a) la presidenza delle commissioni di gara e di concorso”, “b) la responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso” e “c) la stipulazione dei contratti”. Appare quindi esplicita l’intenzione di sottrarre all’area politica la gestione delle procedure di gara, ind......