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Del Del. n. 7/P/2006 Sezione Regionale di Controllo per la Toscana   composta dai magistrati:   -          Pres. Sez. Francesco BATTINI                                                        Presidente -          Cons. Gianfranco BUSSETTI                                                Componente -          Cons. Paolo SCARAMUCCI                                                              Componente -          Cons. Paolo GIUSTI                                                            Componente -          Cons. Vincenzo PALOMBA                                                   Componente -          Cons. Paolino PANETTA                                                                  Componente -          Referendario Carmela MIRABELLA                                      Componente   VISTO l’art. 100, comma 2, della Costituzione;   VISTO il Testo Unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni;   VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti;   VISTA la legge 5 giugno 2003 n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;   VISTO il Regolamento (14/2000) per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, deliberato dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti in data 16 giugno 2000 e successive modifiche;   UDITO nella Camera di consiglio il relatore Cons. Vincenzo PALOMBA   PREMESSO   Con nota n.282393 del 18 ottobre 2006, il Vice Presidente della Regione Toscana ha trasmesso a questa Sezione di controllo una richiesta di parere, ai sensi dell’art. 7, comma 8, della legge n. 131/2003. La richiesta, formulata a seguito dell’entrata in vigore del d.l. 223/2006, convertito con la legge 248/2006, attiene alla corretta interpretazione dell’art. 7 del d.lgs 165/2001 in relazione alla stipula dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa. I quesiti vertono in particolare sui seguenti aspetti: 1) se la possibilità di utilizzare le collaborazioni coordinate e continuative per le esigenze ordinarie proprie del funzionamento delle strutture amministrative e quindi per professionalità non particolarmente elevate e per esigenze prive del carattere della eccezionalità e straordinarietà sia venuta meno a seguito dell’approvazione dell’art. 32 della citata legge 223/2006 in base al quale per il conferimento delle collaborazioni coordinate e continuative viene richiesta una prestazione altamente qualificata. 2)  se, di conseguenza, debbano essere inviati alla Corte dei conti, ai sensi dell’art. 1, comma 11 della legge 311/2004, tutti gli atti concernenti incarichi di co.co.co ovvero se mantenga ancora validità l’orientamento della Corte dei conti (deliberazione n. 6 delle Sezioni Riunite della Corte dei conti del 15 febbraio 2005 “Linee di indirizzo e criteri interpretativi sulle disposizioni  della legge n. 311/2004 in materia di affidamento di incarichi di studio, di ricerca o di consulenza”) in base al quale i contratti di co.co.co. aventi ad oggetto prestazioni inerenti l’ordinaria amministrazione non devono essere trasmessi alle Sezioni regionali di controllo.   CONSIDERATO   1. La richiesta di parere all’odierno esame è stata formulata dal Vice Presidente della Regione Toscana e trasmessa a questa Sezione di controllo ai sensi dell’art.7, comma 8 della legge 5 giugno 2003, n.131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3 Detto comma, innovando nel sistema delle tradizionali funzioni intestate alla Corte dei conti, dispone che “le Regioni possono chiedere alle Sezioni Regionali di controllo ulteriori forme di collaborazione ai fini della regolare gestione finanziaria e dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, nonché pareri in materia di contabilità pubblica. Analoghe richieste possono essere formulate, di norma tramite il Consiglio delle Autonomie Locali, se istituito, anche da Comuni, Province e Città metropolitane”. La Sezione deve in via preliminare verificare l’ammissibilità della richiesta di parere sia sotto il profilo soggettivo sia sotto il profilo oggettivo della attinenza del parere richiesto alla materia della contabilità pubblica, materia che delimita normativamente l’ambito di esercizio della funzione consultiva.   2. Quanto al primo aspetto (soggettivo) la richiesta deve ritenersi ammissibile in quanto proveniente dal Vice Presidente della Giunta regionale e quindi organo rappresentativo dell’ente abilitato a promuovere l’attività consultiva della Corte.   3. Anche sotto il profilo oggettivo la richiesta deve ritenersi ammissibile in quanto avente ad oggetto l’interpretazione della normativa vigente in materia di affidamento di incarichi esterni all’amministrazione sulla quale questa Sezione si è già espressa in passato alla luce delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica e del rispetto degli obiettivi di contenimento delle spese correnti più volte reiterati nelle leggi finanziarie fino ad oggi succedute.   4. Nel merito, la soluzione dei quesiti proposti prende le mosse dalle “Linee di indirizzo e criteri interpretativi sulle disposizioni della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (finanziaria 2005) in materia di affidamento d’incar......