NUOVA 241: GIA' VIGENTE



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RICOSTITUZIONE RAPPORTO DI LAVORO



































































































  REPUBBLICA  ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO ROMA   SEZIONE SECONDA BIS   Registro Sentenze:/                                                                          Registro Generale:  3175/2005   nelle persone dei Signori: PATRIZIO GIULIA Presidente FRANCESCO GIORDANO Cons. SOLVEIG COGLIANI Primo Ref. , relatore   ha pronunciato la seguente   SENTENZA   nella Camera di Consiglio  del 28 Aprile 2005   Visto il ricorso 3175/2005  proposto da: SOC ACQUARIO 2001 SRL   rappresentato e difeso dall’avv. DI IENNO ENRICO con domicilio eletto in ROMA VIA PIAN DI SCO 23 Presso il suo studio   contro   COMUNE DI GUIDONIA MONTECELIO rappresentato e difeso da: CAPUTO AVV. FRANCESCO con domicilio eletto in ROMA VIA SEBINO, 11 presso il suo studio   per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, - del provvedimento 4 marzo 2005- pr. 14775 – con cui il responsabile del –settore urbanistica  del Comune di Guidonia Montecelio ha comunicato alla ricorrente il rigetto della richiesta di permesso di costruire per la realizzazione di un fabbricato aduso abitazione e commerciale in Villalba di Guidonia con la seguente motivazione “la richiesta è stata rigettata in fase preistruttoria, ai sensi del DPR 380/2001 e successive, in quanto non ricorrono i presupposti per l’edificazione, essendo il lotto 936, foglio 28, sezione  Le Fosse, vincolato a verde pubblico attrezzato, come previsto  dal PP di Villalba e normato dall’art. 9 delle N.T.” - nonché di ogni altro provvedimento annesso, connesso consequenziale.   Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso; Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente; Visto l'atto di costituzione in giudizio di:   COMUNE DI GUIDONIA MONTECELIO   Udito il relatore Primo Ref. SOLVEIG COGLIANI  e uditi altresì per le parti gli avv.ti indicati nel verbale d’udienza, anche in ordine alla decisione in forma semplificata, ai sensi dell’art. 9, l. n. 205 del 2000; Considerato in fatto e diritto quanto segue: Considerato che con il ricorso indicato in epigrafe, la società ricorrente deduceva l’illegittimità del provvedimento di  rigetto della richiesta di permesso di costruire in primo luogo per violazione dell’art. 3, comma 4, l. n. 241 del 1990,  dell’art. 10bis della stessa legge, come introdotto dalla l. n. 15 del 2005, per violazione del principio del giusto procedimento, del principio di partecipazione al procedimento amministrativo da parte del privato e per difetto di istruttoria, eccesso di potere per erronea valutazione dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifesta ed infine, per violazione dell’art. 97 Cost.; nonché, da ultimo, censurava la violazione della l. n. 1150 del 1942 e dei principi della pianificazione urbanistica; Considerato che l’amministrazione si costituiva, chiedendo il rigetto della domanda ed in particolare eccependo la mancanza del presupposto del pericolo di danno grave ed irreparabile ai fini della concessione del provvedimento cautelare; Ritenuto  che la causa può essere decisa i forma semplificata in considerazione delle censure svolte in ragione dell’entrata in vigore della nuova normativa in materia di procedimento amministrativo, nonché sulla base della costante giurisprudenza, anche di questo Tribunale in materia di effetti della decadenza del vincolo per decorso dei termini; Rilevato, pertanto, che può procedersi alla decisione nel merito; Considerato,infatti, che dagli atti emerge chiaramente che l’amministrazione ha disatteso la disposizione di cui al nuovo art. 10 bis della legge sul procedimento che dispone che “ nei procedimenti ad istanza di parte, il responsabile del procedimento o l’autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano  all’accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti…”; Ritenuto, pertanto, che è risultata preclusa per la parte interessata, la partecipazione al procedimento; Considerato