NUOVA SENTENZA SUL TERZO MANDATO



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COME QUALIFICARE UN'ATTIVITA' QUALE SERVIZIO PUBBLICO LOCALE



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA Sent.n. 98/2007 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Ric. n. 697/2006 IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO PER LA SARDEGNA SEZIONE SECONDA n. 698/2006 Ha pronunciato la seguente SENTENZA sui ricorsi n. 697/2006 proposto dai sigg. Aurelio Atzori, Maurio Enrico Vargiolu, Anna Virginia Bernardo, Quintino Sollai, Franco Zedda, Daniele Marci, Carmelo Isidoro Magro, Antonio Pirroni, e n. 698/2006 proposto dal sig.Eugenio Murgioni, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Silvio Crapolicchi del Foro di Roma con elezione di domicilio in Cagliari, piazza della Repubblica, n. 28, presso lo studio dell’avv. Roberto Porrà; contro il Presidente della Regione Sardegna, la Regione Sardegna, nonché la Giunta regionale della Sardegna e  l’Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica della Regione Sardegna, rappresentati e difesi dagli avv.ti Graziano Campus e Gian Piero Contu dell’Ufficio Legale dell’ente, domiciliati presso il medesimo Ufficio in Cagliari, Viale Trento n..69; e nei confronti del Dott. Salvatore Carlo Maffei per l'annullamento in entrambi i ricorsi del decreto del Presidente della Regione Sardegna, mediante il quale è stato disposto lo scioglimento del Consiglio Comunale di Castiadas ( Ca), ai sensi dell’art.141, comma 1, lettera a) del D.lgs n. 267/2000  e della legge regionale n. 13 del 7/10/2005, come modificata dall’art.  3 della legge reg.n. 8 del 1/6/2006, con contestuale nomina a Commissario del dott. Carlo Maffei; della presupposta deliberazione della Giunta Regionale della Sardegna n. 28/17 del 27/6/2006, adottata su proposta dell’Assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica della Regione Sardegna; della relazione-proposta dello stesso Assessore, allegata alla deliberazione; Visti i ricorsi con i relativi allegati; Visti gli atti tutti delle cause; Nominato relatore, per la pubblica udienza del 29 novembre 2006, il cons. Lucia Tosti ; UDITI gli avvocati delle parti, come da separato verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue: F A T T O Il sig. Eugenio Murgioni si candidava alle elezioni comunali alla carica di Sindaco del Comune di Castiadas, comune con meno di 5000 abitanti, sebbene già eletto per due mandati consecutivi, risultando vincitore della competizione elettorale tenutasi i giorni 28 e 29 maggio 2006. Il giorno 16/6/2006 è stato convocato il Consiglio comunale per procedere alla convalida degli eletti, ai sensi dell’art. 41 TUEL, ed in tale sede l’organo collegiale, del quale facevano parte tutti i proponenti il primo ricorso,dopo aver rilevato che, in effetti, a carico del sindaco, proponente il secondo ricorso, sussisteva la causa di ineleggibilità di cui all’art. 51, comma 2 del TUEL, prendeva atto di non poter censurare il vizio, attestandosi sull’interpretazione letterale dell’art. 41 dello stesso testo unico. Dopo un’ampia discussione, il Consiglio deliberava di rivolgere un invito al Prefetto ed alla Regione, affinché, nell’ambito delle rispettive competenze, attivassero  la procedura prevista dall’art. 70 del Testo unico,  per censurare il fatto dell’avvenuta elezione per la terza volta alla carica di sindaco del sig. Murgioni, ma contestualmente ne convalidava l’elezione. Secondo quanto affermato dai ricorrenti, senza alcuna comunicazione di avvio del procedimento, veniva loro notificato presso il comune, in data 3 luglio 2006, il decreto del presidente della Regione Sardegna oggetto di impugnazione, con il quale, previa deliberazione della G.R.  n. 28/17 in data 27/6/2006, del pari impugnata,  si disponeva lo scioglimento del Consiglio Comunale, ai sensi dell’art.141, comma1, lettera a ) del D.lgs n. 267/2000  e della legge regionale n. 13 del 7/10/2005, come modificata dall’art.  3 della legge reg. n. 8 del 1/6/2006, con contestuale nomina a Commissario del dott. Carlo Maffei; quest’ultimo si insediava il 4 luglio 2006. In entrambi i ricorsi è dedotta in primo luogo l’eccezione di incostituzionalità dell’art. 2 della legge regionale n. 13 del 7/10/2005, nella versione vigente dopo le modifiche introdotte dalla recente legge n. 8/2006, art.3, nella parte in cui il potere di scioglimento dei consigli comunali, disciplinato dall’art 141 del testo unico degli enti locali, è attribuito al Presidente della Regione. Tale norma violerebbe in particolare gli artt. 3,5,51,97,114,116, 117, comma 2, lett.p,118, 119,121, comma 4 e 123 della Costituzione, nonché i principi generali dell’ordinamento e della normativa statale di cui agli artt.4 e 13 del D.lgs.267/2000. Si prospetta anche il vizio di eccesso di potere  per incompetenza, travisamento dei fatti, difetto del presupposto, illogicità, irragionevolezza, vessatorietà, contraddittorietà, carente, assente e/o erronea motivazione, ingiustizia manifesta, sviamento. II) Si afferma inoltre, sempre in entrambi i ricorsi, che sarebbero stati violati gli artt. 3,7, 8 e 10 della legge n. 241/90, non essendo stata data ai ricorrenti, consiglieri e sindaco, alcuna comunicazione di avvio del procedimento,  con preclusione della loro facoltà di intervenire. La diffida dell’Assessore degli Enti locali in data 5/6/2006 non potrebbe considerarsi equipollente, avendo la stessa l’unico scopo di intimare ai ricorrenti l’adozione di un atto, a loro avviso, esulante dalle proprie competenze. III) IV) Nel solo  ricorso n. 697/2006, si afferma che la delibera regionale ed il provvedimento del presidente della Regione  non dimostrerebbero l’esistenza delle gravi e reiterate violazioni di legge, non avrebbero preso in considerazione la reale situazione, né  tutte le considerazioni giuridiche sottese alla determinazione del consiglio comunale; in particolare non avrebbero indicato le ragioni ostative all’avvio del diverso procedimento ex art.70 TUEL nei confronti del Sindaco rieletto per la terza volta. Tali rilievi avrebbero comportato la violazione degli artt. 1,2,3,48,51, 97 e 118 della Costituzione e degli artt. 41, 51,70, 141 del D.lgs 267/2000, dell’art3 della legge n. 241/90  e dell’art 2 L reg n.13/2005 nella versione vigente, nonché ancora eccesso di potere  per sviamento, travisamento dei fatti, assenza del presupposto, vizio di istruttoria, illogicità, irragionevolezza, vessatorietà, contraddittorietà, carente, assente e/o erronea motivazione, ingiustizia manifesta. V) Sempre nel solo primo ricorso ( 697/06) si afferma che, in ogni modo, la situazione di incertezza normativa e la presenza di pronunzie giurisprudenziali favorevoli alla tesi scelta dal Consiglio, non avrebbe dovuto consentire di riconoscere nel comportamento dell’organo i presupposti delle consapevoli, gravi e ripetute violazioni della legge, né la volontà di disattendere il dettato normativo. Nel secondo ri......