OMISSIONI SUL POSSESSO DEI REQUISITI



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Differenza tra "ristrutturazione" e "nuova costruzione"



































































































N N. 07642/2009 REG.DEC. N. 01143/2009 REG.RIC. N. 01044/2009 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 1143 del 2009, proposto da: Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, in persona del presidente pro tempore, , rappresentata e difesa dall'Avvocatura Gen.Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi 12; contro Dega Costruzioni di Gasperini Miriam & C. Sas; e nei confronti di dell’Istituto trentino per l’edilizia abitativa S.p.a., (I.T.E.A.) in persona del legale rappresentante pro tempore,rappresenato e difeso dall’avv Paolo Stella Richter con domicilio eletto presso il suo studio, in Roma, viale Mazzini 11, appellante incidentale; e del Consorzio lavoro ambiente Soc. Coop. in Pr. e Nq. Cpg Rti, Trentino Calore Srl in Pr. e Nq. Mandante Rti, rappresentati e difesi dagli avv. Monica Carlin, Paolo Dematte', Rosanna Serafini, con domicilio eletto presso Rosanna Serafini in Roma, viale Mazzini, 11;   Sul ricorso numero di registro generale 1044 del 2009, proposto da: Consorzio Lavoro Ambiente Soc. Coop. in P. e Q. Capog. Ati, rappresentato e difeso dagli avv. Monica Carlin, Paolo Dematte', Rosanna Serafini, con domicilio eletto presso Rosanna Serafini in Roma, viale Mazzini, 11; Ati - Trentino Calore S.r.l. e in P.; contro Impresa Dega Costruzioni di Gasperini Miriam & C. S.a.s., rappresentato e difeso dagli avv. Luigi Manzi, Karl Zeller, con domicilio eletto presso Luigi Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, 5; e nei confronti dell’Istituto trentino per l’edilizia abitativa S.p.a., (I.T.E.A.) in persona del legale rappresentante pro tempore,rappresenato e difeso dall’avv Paolo Stella Richter con domicilio eletto presso il suo studio, in Roma, viale Mazzini 11, e della Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, in persona del presidente pro tempore, non costituita; per la riforma quanto al ricorso n. 1044 del 2009: della sentenza del T.r.g.a. – Trento, n. 317/2008, resa tra le parti, concernente AGGIUDICAZIONE GARA PER LAVORI DI MANUTENZIONE IMMOBILI - RIS. DANNI. quanto al ricorso n. 1143 del 2009: della sentenza del T.r.g.a. – Trento, n. 317/2008, resa tra le parti, concernente AGGIUDICAZIONE GARA PER LAVORI DI MANUTENZIONE IMMOBILI.   Visti i ricorsi in appello con i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Visto l'art. 23 bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, introdotto dalla legge 21 luglio 2000, n. 205; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 giugno 2009 il Consigliere di Stato Maurizio Meschino e uditi per le parti gli avvocati S,erafini, Luigi Manzi, Paolo Stella Richter,e l’avvocato dello Stato A. Fedeli; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:   FATTO 1. L’ITEA S.p.a. ha indetto, il 31 maggio 2007, una gara per “Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili di proprietà di ITEA S.p.a. e ad essa affidati in gestione siti nella Zona R, lotto S255”, nel cui bando, tra le dichiarazioni successivamente verificabili “rese da persona abilitata ad impegnare legalmente il soggetto concorrente ai sensi e secondo le modalità di cui al D P.R. 28 dicembre 2000, n. 445,”, si richiede quella per cui “nei propri confronti non è stata pronunciata sentenza passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale” (punto 5.2., lettera b. 4). A conclusione della gara, essendo intervenuto l’annullamento della originaria aggiudicazione a favore della Bauflex Italiana S.r.l. di Trento, la ITEA ha comunicato alla DEGA Costruzioni di Gasperini Miriam & C. S.a.s., di aver proceduto all’appalto a suo favore quale seconda classificata (nota n. 11905 del 13 novembre 2007). Ad esito delle successive verifiche delle dichiarazioni, L’ITEA: -con nota n. 12387 del 13 dicembre 2007, ha comunicato alla detta DEGA, assegnandole un termine per eventuali osservazioni, di aver acquisito un certificato del casellario giudiziale recante l’iscrizione a carico della legale rappresentante, signora Miriam Gasperini, di un decreto penale del G.I.P. del Tribunale di Trento, n. 861 del 21.05.2002, esecutivo il 19.10.2002, per il reato di cui all’art. 21 della legge 13 settembre 1982, n. 646 (“Disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazione alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio 1965, n. 575. Istituzione di una commissione parlamentare sul fenomeno della mafia”) integrato dalla stipula di un contratto di subappalto senza previa autorizzazione dell’ente pubblico committente; -con nota n. 700 del 24.1.2008, essendo state giudicate insufficienti le osservazioni pervenute e ritenuto i motivi della falsità della dichiarazione resa e della incidenza del precedente penale riscontrato sull’affidabilità professionale della concorrente, ha comunicato alla stessa DEGA l’annullamento dell’aggiudicazione insieme con l’incameramento della cauzione provvisoria depositata per la partecipazione alla gara, l’esclusione della concorrente dalle gare in corso e l’interdizione da quelle da indirsi da ITEA S.p.a. per un periodo di 3 mesi, la segnalazione del fatto sia all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici sia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento: -ha disposto quindi l’aggiudicazione dell’appalto all’ATI fra CONSORZIO LAVORO AMBIENTE Soc. coop. e TRENTINO CALORE S.r.l.. 2. Con ricorso, n. 67 del 2008 proposto al TAR per il per il Trentino Alto Adige – Sede di Trento, la detta Società DEGA ha chiesto l’annullamento: della citata nota dell’I.T.E.A. S.p.a., n. 700 del 24.1.2008; dell’aggiudicazione dell’appalto alla CONSORZIO LAVORO AMBIENTE Soc. coop. e TRENTINO CALORE S.r.l.; di ogni altro provvedimento presupposto, successivo e comunque connesso e/o conseguente. 2. Il TAR, con sentenza n. 317 del 2008, ha accolto il ricorso, con condanna della ITEA S.p.a. al pagamento delle spese del giudizio. 3. Con gli appelli in epigrafe è stato chiesta la riforma della sentenza di primo grado, con domanda cautelare di sospensione proposta con l’appello n. 1044 del 2009. La ITEA S.p.a ha presentato impugnazione della sentenza di primo grado nella forma di appelli incidentali, con riguardo all’appello principale n. 1044/99, “poiché proposta bensì tempestivamente, ma successivamente all’appello del Consorzio Lavoro Ambiente soc. Coop. e della Trentina Calore s.r.l. rubricato sub N.R.G. 1044/o9”, e con riguardo all’appello principale n. 1143/09, “poiché proposta, per ragioni di economia processuale, nell’ambito dell’appello già proposto dall’Autorità e rubricato 1143/09”, in cui si chiede l’annullamento della sentenza impugnata; la DEGA s.a.s ha depositato memoria difensiva nel giudizio instaurato con l’appello n. 1044 del 2009. 4. All’udienza del 23 giugno 2009 le cause sono state trattenute per la decisione. DIRITTO 1. Gli appelli in epigrafe devono essere riuniti e decisi congiuntamente in quanto riguardanti la medesima sentenza. 2. Nella sentenza di primo grado si afferma: -la mancanza riferita alla legale rappresentante della DEGA configura una ragione di preclusione dalle gare che, ai sensi dell’art. 38 del d.lgs n. 163 del 2006 (d’ora in poi “Codice”) disciplinante i “Requisiti di ordine generale”, come interpretato nel quadro dell’art. 45 direttiva n. 2004/18/CE, deve ritenersi facoltativa e non obbligatoria, e perciò da valutare in rapporto alla potenziale contrattazione con le Amministrazioni pubbliche ed al rischio di compromissione degli interessi pubblici da queste perseguiti, non potendo i bandi di gara, in ogni caso, prevedere in materia di esclusione dalla gara disposizioni più restrittive di quelle della direttiva e del Codice, con arbitraria limitazione, altrimenti, della platea dei concorrenti; -al momento della dichiarazione resa dalla ricorrente il reato contravvenzionale oggetto del decreto di condanna era estinto per decorrenza dei termini ai sensi dell’art. 460, comma 5, c.p.p., potendo perciò la ricorrente legittimamente ritenere che non fosse necessario indicare reati estinti e non configurandosi quindi la fattispecie della dichiarazione non veritiera; -non si riscontra l’incidenza del reato commesso sulla affidabilità morale e professionale dell’imprenditore, richiesta dall’art. 75 del d.P.R. n.554 del 1999 (“Regolamento di attuazione della L. 11 febbraio 1994, n. 109 legge quadro in materia di lavori pubblici, e successive modificazioni”) relat......