OMNICOMPRENSIVITA' DELLA RETRIBUZIONE



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OFFESE AL SINDACO DA PARTE DI UN CONSIGLIERE



































































































Corte dei Conti Sentenza del 06/06/2007 n Corte dei Conti Sentenza del 06/06/2007 n.441   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA   composta dai seguenti magistrati:   Dr. Giuseppe Nicoletti Presidente Dr.ssa Luisa Motolose Componente Dr. Massimiliano Atelli Componente relatore   VISTI il regio decreto 13 agosto 1933, n. 1038, il decreto legge 15 novembre 1993, n. 453 convertito dalla legge 14 gennaio 1994, n.19 e la legge 14 gennaio 1994, n. 20; VISTI gli atti ed i documenti di causa; UDITI nella pubblica udienza del giorno 6.6.2006 il relatore, dr. Atelli ed il Pubblico ministero, nella persona del dr. Attanasio e gli avv.ti Ve., per il convenuto Se., e Pi., per il convenuto Fr.; ha pronunziato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 23457, proposto ad istanza del Procuratore regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia della Corte dei Conti nei confronti di Do. Se. e Cl. Fr., per sentirli condannare al pagamento, in favore del Comune di Er. (BS) della somma di euro 127.018,55 (rispettivamente, di euro 100.671,44 e 26.347,11), oltre rivalutazione, interessi legali e spese di giudizio. Il giudizio concerne, in particolare, il procedimento amministrativo di attuazione del piano per l'edilizia economica e popolare (di seguito, PEEP) presso il Comune di Er. (BS), nell'ambito del quale -secondo la Procura attrice- sarebbero stati posti in essere atti contrari a legge e ai principi di buon andamento ed economicità dell'azione amministrativa. Una volta individuate le aree da destinare all'edilizia economica e popolare e approvato il Piano di Zona di cui alla l. n. 167 del 1972, infatti, il Comune di Er.avviava le necessarie procedure espropriative per l'acquisizione delle aree anzidette. Indi, veniva approvato il bando per l'assegnazione degli immobili agli aventi diritto e formata la graduatoria degli assegnatari. A quel punto, constatata la disponibilità dei proprietari delle aree interessate a cedere bonariamente le stesse, il Comune approvava lo schema di contratto preliminare da utilizzare allo scopo e, contestualmente, definiva il quadro economico dell'intero intervento, ammontante a complessivi euro 1.547.943,15, di cui euro 1.380.243,15 per l'acquisto delle aree, euro 38.700,00 per spese tecniche, euro 60.000,00 per imposta di registro e spese di rogito, euro 69.000,00 per spese generali, amministrative e oneri vari. Venivano quindi affidati a professionisti esterni incarichi finalizzati alla redazione ed attuazione del Piano di Zona, per una spesa finale complessiva di euro 51.667,13 e veniva altresì istituita una "Unità di staff" per la predisposizione dei 17 contratti attuativi del Piano, ai cui componenti, fra i quali figurano anche i due convenuti nel presente giudizio, veniva erogata -in misura variabile da componente a componente- la somma complessiva di euro 100.671,44. Detta "Unità di staff", in particolare, è stata istituita con determinazione n. 42 del 12.11.2002 del Responsabile del Settore Affari generali e legali, cioè il convenuto Do. Se., per la realizzazione di un progetto obiettivo relativo alla redazione degli atti di compravendita per l'acquisto e la cessione delle aree di EE.PP. Oltre a Do. Se., di detta Unità facevano parte anche l'altro convenuto, Cl. Fr., nonché il Responsabile del Settore finanziario del Comune e altri cinque dipendenti comunali. Va notato che, nella citata determinazione n. 42, istitutiva dell'"Unità di staff", era specificato che, tanto per ciò che concerne l'attività del c.d. coordinatore, quanto per quella rimessa agli ulteriori componenti, essa non era riconducibile alle mansioni di ufficio, bensì ad attività extraistituzionale con conseguente esclusione del principio dell'onnicomprensività della retribuzione percepita. Quanto agli aspetti economici, la determinazione n. 42 non forniva indicazioni di sorta, limitandosi a statuire che la sua esecuzione sarebbe stata finanziata con le somme provenienti dai privati assegnatari delle aree comprese nel Piano e che, in ogni caso, sarebbero stati fatti salvi i compensi dovuti per legge all'Ufficiale rogante. Nel 2003 venivano stipulati 11 contratti di acquisizione delle aree necessarie e 6 contratti di cessione delle aree in favore delle cooperative risultate assegnatarie. Venivano quindi definiti gli aspetti economici dell'operazione, attraverso l'erogazione -a gravare sui proventi derivanti dalla cessione delle aree in favore delle cooperative assegnatarie- di due acconti in favore dei componenti l'Unità di staff (determinazioni nn. 32 del 18.4.2003 e 53 del 4.7.2003), nonché di ulteriori somme a titolo, fra l'altro, di diritti di rogito in favore dell'Ufficiale rogante (coincidente, per 10 dei 17 contratti di cessione anzidetti, con la persona del convenuto Do. Se.). Ulteriori somme risultano erogate per attività collegate all'attività demandata all'"Unità di staff", per circa 2.800 euro, a tre persone che di essa non facevano formalmente parte. Nell'atto di citazione, l'organo requirente addebita agli odierni convenuti di aver cagionato al Comune di Er. un danno erariale complessivo di euro 127.018,55, cui vanno aggiunti rivalutazione, interessi legali e spese di giudizio, imputandogli essenzialmente: a) quanto alle somme erogate ai componenti l'Unità di staff -allo scopo di remunerare l'attività istruttoria che essi ebbero a svolgere ai fini della predisposizione dei contratti necessari per dare attuazione al Piano di Zona- la violazione del consolidato principio della c.d. onnicomprensività della retribuzione del personale pubblico, che esclude la possibilità di remunerare con compensi aggiuntivi lo svolgimento di attività rientranti fra quelle istituzionali dell'ente, anche in considerazione dell'inesistenza di un'indiscriminata libertà da parte dell'amministrazione di ricorrere allo strumento dei c.d. "progetti obiettivi", che il CCNL di settore vincola A presupposti ben precisi (la Procura attrice richiama, in proposito, gli artt. 15 ss. del CCNL dell'1.4.1999); b) quanto ai diritti di rogito incamerati dal convenuto Do. Se. nella qualità di Ufficiale rogante, che essi sarebbero stati corrisposti in assenza delle condizioni previste dalla legge (Do. Se. rivestiva all'epoca dei fatti la qualifica di Vice Segretario comunale che secondo la Procura attrice, se gli consentiva di rogare gli atti in caso di assenza o legittimo impedimento del Segretario, non gli dava invece titolo a percepire, in mancanza di formale incarico di reggenza o supplenza, gli emolumenti aggiuntivi di cui all'art. 41 ultimo comma, della l. n. 312 del 1980), mentre per quanto concerne quelli erogati al Segretario generale del Comune, il dr. Mu. To., essi sarebbero stati corrisposti in misura superiore al dovuto. Della prima condotta ritenuta causativa di danno la Procura attrice chiama a rispondere in questa sede -a titolo di dolo, o, in ogni caso, di colpa gravissima- il convenuto Do. Se. (dirigente del Comune, al pari del Cl. Fr., e in questa veste fruitore di emolumenti accessori a titolo di retribuzione di risultato); della seconda, parimenti a titolo di dolo, o, in ogni caso, di colpa gravissima, il convenuto Cl. Fr., che provvide a liquidare al Do. Se. (e ad altro Ufficiale rogante, il dr. Mu. To.) diritti di rogito non dovuti (oltre che, a sé stesso e ad altri già menzionati, talune somme prove di alcuna giustificazione). Nel ribadire la propria prospettazione accusatoria, la Procura attrice respinge la tesi, opposta in replica al notificato invito a dedurre, della non onerosità - e quindi della non dannosità - dell'operazione per l'amministrazione, derivante secondo i convenuti dalla copertura delle spese sostenute per l'Unità di staff e i diritti di rogito con i proventi derivanti dalla cessione delle aree in favore delle cooperative assegnatarie. In contrario, la Procura fa osservare che quanto sborsato dalle cooperative assegnatarie costituisce comunque un'entrata affluente al bilancio comunale, divenendo così parte integrante della finanza comunale, come tale suscettibile di tradursi eventualmente anche in economia di gestione. In data 16.5.2006 perveniva per il convenuto Cl. Fr. comparsa di risposta dell'avv. Pi., con la quale si deduceva: - che i compiti attribuiti all'Unità di staff esulavano dai compiti istituzionali dell'ente, - che il Vice Segretario comunale Do. Se. aveva titolo, in caso di stipula di atti nella veste di Ufficiale rogante, ai relativi diritti di rogito, - che nessun ruolo avrebbe avuto il Cl. Fr. nella liquidazione di queste ultime somme, giacché il computo sarebbe stato effettuato dalla Segreteria del Comune, come risulterebbe provato in atti, - che, in conseguenza, non sarebbero in alcun modo ravvisabili il dolo o la colpa grave addebitata. La memoria concludeva ribadendo la prospettata assenza di danno per l'Amministrazione in considerazione della sostanziale traslazione degli oneri dell'operazione sulle cooperative assegnatarie degli immobili interessati. In data 16.5.2006 perveniva per il convenuto Do. Se. comparsa di risposta dell'avv. Ve., con la quale si deduceva: - la mancanza di dannosità dell'operazione per il Comune di Er., in considerazione del fatto che l'amministrazione avrebbe attentamente preventivato gli oneri (e cioè i costi per l'acquisizione delle aree nonché quelli per le spese tecniche e di rogito) che l'operazione comportava e avrebbe introitato anticipatamente dalle cooperative assegnatarie le somme da queste dovute, invocando in subordine l'applicazione del principio della compensatio di cui all'art. 1, comma 1 bis, della l. n. 20 del 1994, - che i compiti attribuiti all'Unità di staff (sostanzialmente istituita onde consentire al Segretario comunale di espletare le proprie funzioni di Ufficiale rogante, e quindi alternativa a quella che si sarebbe dovuto altrimenti demandare ad uno studio notarile con i relativi costi) esulavano dai compiti istituzionali dell'ente, - che la costituzione di detta Unità, lungi dall'essere una personale iniziativa del convenuto Do. Se., sarebbe stata avallata dalla Giunta comunale nella seduta del 5.11.2002, - che parte delle somme addebitate a titolo di danno erariale ai convenuti sarebbero in realtà state corrisposte a professionisti esterni (arch. Ve. e geom. To.), quale corrispettivo per attività affidate, almeno in parte, prima della costituzione della Unità di staff, - che non sarebbero in alcun modo ravvisabili il dolo o la colpa grave addebitata.