ONERI CONNESSI AL CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO



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N N. 00375/2011 REG.PROV.COLL. N. 01671/2005 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1671 del 2005, proposto da: Zerbimark Spa, rappresentato e difeso dall'avv. Laura Caruna, con domicilio eletto presso Laura Caruna in Brescia, via IV Novembre, 3; contro Comune di Palazzolo Sull' Oglio, rappresentato e difeso dall'avv. Domenico Bezzi, con domicilio eletto presso Domenico Bezzi in Brescia, via Cadorna, 7; per l’accertamento dell'insussistenza dell'obbligo di pagamento del contributo di costruzione pari ad euro 105.957,92, come richiesto dal Comune di Palazzolo sull'Oglio, da ultimo, con le comunicazioni del 2.8.2005 e del 5.10.2005 per il mutamento di destinazione d'uso (da artigianale a commerciale) del fabbricato di via San Pancrazio rispetto alle concessioni edilizie n. 20213 del 21.2.1994 e n. 2005 del 25.3.1996.   Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Palazzolo Sull' Oglio; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 febbraio 2011 il dott. Sergio Conti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO Con ricorso notificato il 15.11.2005 e depositato presso la Segreteria della Sezione il successivo giorno 9.12.2005, Zerbimark Spa domanda l'accertamento dell'insussistenza dell'obbligo di pagamento del contributo concessorio (pari ad euro 105.957,92) richiesto dal Comune di Palazzolo sull'Oglio in relazione al mutamento di destinazione d'uso (da industriale a commerciale) del fabbricato di via San Pancrazio. La ricorrente deduce: 1) Insussistenza dei presupposti e infondatezza della pretesa creditoria comunale; sostenendosi che il fabbricato avrebbe avuto destinazione commerciale ben prima del 1988. 2) intervenuta prescrizione del credito relativo ai contributi concessori; affermandosi che trova applicazione il termine prescrizionale decennale di cui all'articolo 2946 codice civile, la cui decorrenza va individuata nella data di rilascio della concessione edilizia del 21.2.1994. Si è costituito in giudizio l’intimato Comune di Palazzolo sull'Oglio, chiedendo il rigetto del gravame. Alla pubblica udienza del 9.2.2011 il ricorso è stato trattenuto per la decisione. DIRITTO Con il ricorso all’esame, Zerbimark SPA domanda l'accertamento dell'insussistenza dell'obbligo di pagamento del contributo concessori (pari ad euro 105.957,92) richiesto dal Comune di Palazzolo sull'Oglio in relazione al mutamento di destinazione d'uso (da industriale a commerciale) del fabbricato di via San Pancrazio. Va previamente disattesa l’eccezione di tardività sollevata dal resistente Comune. Infatti, la controversia sull'esatta quantificazione dei contributi dovuti per il rilascio delle concessioni edilizie/permessi di costruire attiene a diritti patrimoniali che non dipendono dall'esercizio di una potestà autoritativa e discrezionale e che, pertanto, sono azionabili nei normali tempi di prescrizione. Tali controversie - devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo già dall'art. 16 della l. 28.1.1977 n. 10 - sono quindi giudizi di carattere civile relativi all'esistenza o all'entità di un'obbligazione legale. Nel merito, il gravame non risulta fondato. Secondo la prospettazione di parte ricorrente, il Comune avrebbe richiesto (con note in data 28.6.2005 e 2.8.2005) il pagamento della differenza (fra la destinazione artigianale e quella commerciale) degli oneri relativamente al rilascio delle concessioni edilizie del 21.2.1994 25..1995, senza considerare che il fabbricato in questione aveva assunto destinazione commerciale in epoca antecedente, come risultante dall’autorizzazione rilasciata dal medesimo Comune in data 15.1.1988 (doc. n. 1 della ric.), con cui si dava atto che “i locali in cui verrà esercitata la nuova attività, pur essendo inseriti dal vigente PRG in zona D (Industriale), nel passato sono stati sempre adibiti all’esercizio di attività commerciale e quindi hanno acquisito e conservano la destinazione d’uso commerciale”. Peraltro, dalla documentazione e dalla memoria del Comune emerge che: 1) la porzione di fabbricato per la quale è stata rilasciata la concessione edilizia n. 20213 del 21.2.1994 (nonché le successive varianti prot. 11563 del 4.1.1995 e prot. 2005 del 25.3.1996) è distinta rispetto a quella di cui all’autorizzazione commerciale del 1988 (cfr. i doc. n. 4, 5 e 6, 2) in sede di rilascio delle concessioni è stato richiesto il pagamento del costo di costruzione in relazione all’importo dovuto per la destinazione a zona D1 Industriale; 3)l’area in questione con il PRG approvato nel 2003, è stata classificata come zona D3 commerciale-direzionale esistente e di completamento. 4) in occasione della presentazione di una ulteriore richiesta di rilascio di permesso del 20.5.2004 (poi abbandonata dalla Zerbimark), l’Amministrazione comunale ha rilevato (cfr. doc. 7 e planimetrie ad esso allegate) che l’ ampliamento di cui alla concessioni edilizie del 1994/96, era stato medio tempore adibito a supermercato. In tale contesto va rilevato che legittimamente è stato domandato il pagamento dell’importo di € 105.957,92 risultante dalla differenza di quanto pagato per la destinazione industriale e quanto complessivamente dovuto per quella commerciale (di cui alla tabella allegata al doc. n. 2 del Comune). Invero, va rilevato (cfr. TAR Brescia 10.3.2005 n. 145) che: - il presupposto imponibile per il pagamento dei contributi di urbanizzazione va ravvisato nella domanda di una maggiore dotazione di servizi (rete viaria, fognature, ecc.) nell’area di riferimento, che sia indotta dalla destinazione d’uso concretamente impressa all’alloggio, in quanto una diversa utilizzazione rispetto a quella stabilita nell’originario titolo abilitativo ......