ONERI DI URBANIZZAZIONE NEL TITOLO PRIMO



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IVA E FATTURAZIONE DIFFERITA



































































































Deliberazione n   Deliberazione n.  1 /pareri/2004   REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: dott. Enrico Gustapane                                               Presidente (relatore) dott. Mario Donno                                                      Consigliere dott. Donato Maria Fino                                             Consigliere dott. Antonio Caruso                                                  Consigliere dott. Giorgio Cancellieri                                             Consigliere dott. Lucia D’Ambrosio                                              Referendario nell’adunanza del 3 novembre 2004 Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con la deliberazione delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la nota n. 4168 del 24 settembre 2004 con la quale il Sindaco del Comune di Caselle Lurani (Lodi) ha chiesto un parere in materia di contabilità pubblica; Vista l’ordinanza n. 1/Pareri/2004 del 6 ottobre 2004 con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l’adunanza odierna per deliberare sulla richiesta  del Sindaco del Comune di Caselle Lurani (Lodi). Udito il relatore, presidente Enrico Gustapane. PREMESSO L’articolo 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131 prevede che le Regioni, i Comuni, le Province e le Città metropolitane possono chiedere alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, “pareri in materia di contabilità pubblica”. La funzione consultiva delle Sezioni regionali è inserita nel quadro delle competenze che la legge n. 131/2003, recante adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha attribuito alla Corte dei conti. I pareri, previsti dall’articolo 7, comma 8, legge 131/2003, sono facoltativi poiché la loro richiesta è rimessa all’autonoma valutazione degli amministratori locali. I pareri della Sezione  non coinvolgono, peraltro, la Corte dei conti nell’attività dell’amministrazione, affidata all’esclusiva responsabilità dei suoi organi.  Le Regioni possono chiedere direttamente i pareri alle Sezioni regionali. Le domande dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane devono, invece, essere trasmesse “di norma tramite il Consiglio delle autonomie locali, se istituito”, è  previsto perciò un filtro, allo scopo di garantire che le richieste riguardino questioni d’interesse generale degli enti locali. L’interposizione del Consiglio delle autonomie è però condizionata all’istituzione del medesimo. La Regione Lombardia non ha ancora istituito il Consiglio delle autonomie, previsto dall’articolo 7 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, che modifica l’articolo 123 della Costituzione, pertanto, secondo l’indirizzo seguito da altre Sezioni regionali della Corte, condiviso da questa Sezione, si può ritenere che i Comuni e le Province possano, nel frattempo, chiedere direttamente i pareri alla Sezione regionale (Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Liguria, parere n. 1 del 2 dicembre 2003). La richiesta  deve essere sottoscritta dal Presidente della Regione, dal Sindaco o dal Presidente dell’Amministrazione provinciale e, nel caso di pareri richiesti dal Consiglio regionale o dai Consigli provinciali o comunali, dai rispettivi presidenti, poiché esclusivamente i rappresentanti degli enti possono ritenersi abilitati a promuovere l’attività consultiva della Corte, quali massimi responsabili dell’amministrazione della Regione, del Comune e della Provincia, o del funzionamento dei rispettivi consigli. La richiesta dei pareri è circoscritta, dall’articolo 7, comma 8, legge n. 131/2003, alle “materie di contabilità pubblica”, quindi, l’attività consultiva delle Sezioni regionali può avere per oggetto esclusivamente le materie riguardanti l’ordinamento finanziario e contabile delle regioni e degli enti locali (gestione del bilancio, rendiconti; gestione del patrimonio; attività contrattuale). Oltre il limite oggettivo, stabilito dalla legge, le richieste di parere devono rispettare altri parametri derivanti dalla natura della funzione consultiva, ed evitare commistioni con le funzioni di controllo e giurisdizionali esercitate dalla Corte. Non potranno perciò essere richiesti pareri su questioni che non abbiano carattere generale o che riguardino fatti per i quali sia stato iniziato un procedimento da parte della Procura regionale della Corte dei conti o sia pendente il relativo giudizio (Corte dei conti, Sezione di controllo per il Friuli e la Venezia Giulia deliberazione n. 19 del 12 ottobre 2004). Non potranno ugualmente essere richiesti pareri riguardanti giudizi civili, amministrativi o penali in corso. La richiesta del Comune di Caselle Lurani, sottoscritta dal Sindaco, riguarda la gestione delle entrate provenienti dal rilascio dei permessi di costruire e uno schema di regolamento per l’impiego delle relative risorse; risulta, pertanto, ammissibile. CONSIDERATO Il Sindaco di Caselle Lurani (Lodi) ha chiesto il parere della Sezione sulle seguenti questioni: 1)                                     se, con l’abrogazione dell’articolo 12 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, disposta dall’articolo 136, commi 1 e 2, del D. P. R. 6 giugno 2001, n. 380, a decorrere dal 30 giugno 2003, ai sensi dell’articolo 3 del decreto – legge 20 giugno 2002, n. 122 convertito con la legge 1 agosto 2002, n. 185, sia cessato il vincolo di destinazione dei “contributi di costruzione”, riscossi ai sensi dell’articolo 16 del D. P. R. n. 380/2001, già denominati “oneri di urbanizzazione” e riscossi ai sensi dell’articolo 12 della legge n. 10/1977, ora abrogato. La cessazione del vincolo di destinazione di quelle entrate comporterebbe che le medesime dovrebbero concorrere nel calcolo, prescritto dall’articolo 162, comma 6, del testo unico dell’ordinamento degli enti locali (T. U. E. L.) 18 agosto 2000, n. 267 per determinare l’equilibrio della “situazione corrente” dell’ente e, in generale, il pareggio finanziario complessivo del bilancio di previsione del comune;   2)                                     ammissibilità di uno schema di regolamento, predisposto dalla Giunta municipale, da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale, per disciplinare l’impiego dei proventi dei contributi di costruzione, riscossi per il rilascio dei permessi di costruire (già denominati concessioni edilizie), e dei proventi delle autorizzazioni alle attività di trasformazione del territorio. La soluzione del primo quesito è pregiudiziale all’esame dello schema di regolamento, poiché, se la Sezione dovesse ritenere che le entrate derivanti dai contributi di costruzione sono vincolate a determinate spese, come lo erano gli oneri di urbanizzazione riscossi ai sensi dell’articolo 12 della legge n. 10/1977, non sarebbe ammissibile l’emanazione di un regolamento per l’impiego di quelle entrate.