ONERI DI URBANIZZAZIONE PER MUTAMENTO DI DESTINAZIONE



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Condizioni al rilascio del titolo edilizio



































































































N N. 05975/2010 REG.DEC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 5696 del 1998, proposto da: Comune di Bolzano, rappresentato e difeso dagli avv. Marco Cappello, Salvatore Giambo', Ettore Prosperi, con domicilio eletto presso Giampiero Placidi, in Roma, via Flaminia,79; contro S.A.S. Cosma di Faifer Luca, rappresentato e difeso dagli avv. Giuseppe Ramadori, Alberto Valentini, con domicilio eletto presso Giuseppe Ramadori in Roma, via Marcello Prestinari, 13; S.R.L. Meta Group, rappresentato e difeso dagli avv. Giuseppe Ramadori, Alberto Valentini, con domicilio eletto presso Giuseppe Giuseppe in Roma, via Marcello Prestinari 13; per la riforma della sentenza del T.R.G.A. - SEZIONE AUTONOMA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO n. 00057/1998, resa tra le parti, concernente PAGAMENTO CONTRIBUTI DI CONCESSIONE EDILIZIA. Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 2 marzo 2010 il Cons. Adolfo Metro e uditi per le parti gli avvocati Placidi, su delega di Cappello, e Buccellato, su delega di Ramadori; Ritenuto e considerato, in fatto e diritto, quanto segue. FATTO Allo scopo di mutare la destinazione di un immobile da commercio all'ingrosso in discoteca, la "Cosma sas" presentava domanda per il cambio di destinazione d'uso, che veniva accolta dall'amministrazione comunale di Bolzano. Tuttavia, sul presupposto che la nuova attività dovesse qualificarsi come " turistica", veniva richiesto il pagamento degli oneri di urbanizzazione. Avverso tale decisione hanno proposto ricorso in primo grado i destinatari del provvedimento. Il TRGA di Bolzano ha accolto il gravame. Avverso tale sentenza il comune ha proposto appello, sostenendo che l'attività di discoteca rappresenterebbe un genere più qualificato rispetto ad un'azienda di prestazioni di servizi, configurandosi come "attività turistica" che il II co. dell'art. 68 del T.U. DPGR n. 38/93 sottrae all'esenzione di cui al I co. DIRITTO L'appello è infondato. Oggetto del gravame è l'onere contributivo dovuto in conseguenza del mutamento di destinazione d'uso di un fabbricato, da commerciale all'ingrosso in discoteca. L'originario provvedimento concessorio era stato esentato dal versamento del contributo di urbanizzazione in quanto non dovuto per gli edifici a carattere industriale e artigianale da costruirsi nelle zone previste dal Piano regolatore del comune che prevedeva, però, tale contributo commisurato al costo di costruzione per gli impianti destinati ad attività turistiche o al commercio al dettaglio. Successivamente, in tali zone veniva ammesso l'insediamento di altre aziende di prestazioni di servizi e la zona veniva classificata come " zona di completamento per insediamenti produttivi" per cui la discoteca veniva ritenuta compatibile con la destinazione urbanistica. In occasione del richiesto cambio di destinazione la discoteca veniva considerata, dal comune, quale immobile destinato ad "attività turistica", e quindi, sottoposta agli oneri del costo di costruzione. La questione sottoposta al collegio riguarda, quindi, se le attività di danza e di diffusione di musica svolte in una sala da ballo costituiscano prestazioni di servizi, per i quali è prevista la concessione dei soli oneri di urbanizzazione primaria, oppure "attività turistica". Sostiene il comune che la qualificazione " turistica" dell'immobile riguarda non attiene alla somministrazione e vendita di bevande, come ritenuto dal giudice di primo grado ma alla destinazione ed utilizzo dell’immobile a sala da ballo che rientra tra gli "esercizi di trattenimento", e richiama, al riguardo, le norme in materia di esercizi pubblici (art. 4 L.P. n. 58/88). Al riguardo, peraltro, non può ritenersi che il richiamo contenuto nell’art. 41 del T.U. sull’ordinamento urbanistico agli esercizi di cui agli artt. 2, 3, 4, 5, e 6 della L.P. n. 58/88 abbia voluto individuare come "turistici" tali esercizi. La L.P. n. 58/88, infatti, agli artt. 2, 3, 4, sotto la Sezione I, comprende "gli esercizi di somministrazione di pasti e bevande" fra cui anche gli "esercizi di trattenimento" (art. 4) ed è lo stesso comune che ha sostenuto il carattere non turistico ma di prestazione di servizi degli esercizi di somministrazione di pasti e bevande, mentre, sotto la Sezione II comprende gli "esercizi recettivi", ossia gli alberghi, ai quali soltanto può attribuirsi una valenza "turistica". Pertanto, in base a tale normativa, gli "esercizi di trattenimento" risultano avere una diversa classificazione rispetto a quelli "turistici". Sotto altro profilo, poi, va anche rilevato che la qualificazione delle strutture destinate ad " attività turistica", al di fuori di quelle chiaramente individuabili in via oggettiva, come i richiamati impianti recettivi (ossia, gli alberghi), non può certo fondarsi sull'asserita vocazione turistica della città, non essendo dimostrato ed essendo, comunque, di difficile dimostrazione che una discoteca possa definirsi come attività turistica e non di servizio in favore dei residenti, come avviene per le sale cinematografiche o per i teatri. Pertanto, poiché l'attività di sala da ballo rientra nella categoria del terziario e, in particolare, in quella di prestazione di servizi regolata dall'art. 68, co 1 del T.U. della normativa urbanistica di Bolzano, l'appello deve essere respinto. Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso in appello n. 5696/98, meglio specificato in epigrafe, lo respinge; pone le spese del giudizio, per complessivi € 4.000,00 (euro quattromila/00), oltre IVA e CPA, a carico dell'appellante ed in favore, in parti uguali, delle controparti intimate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa.   Così deciso, in Roma, nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2010, con l'intervento dei Signori:   Stefano Baccarini, Presidente Filoreto D'Agostino, Consigliere Francesco Caringella, Consigliere Adolfo Metro, Consigliere, Estensore Bernhard Lageder, Consigliere DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 26/08/2010   ......