ONERI PER SCAVI SU SUOLO PUBBLICO



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CHI E' LEGITTIMATO A IMPUGNARE IL BANDO DI GARA



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO   N.1005/2008 Reg.Dec. N. 920 Reg.Ric. ANNO   2007 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 920/2007, proposto da TELECOM ITALIA s.p.a, in persona dell’avv. Giovanni Venditti, procuratore speciale, rappresentato e difeso dagli avv.ti prof. Filippo Satta, Pier Luigi Santorio, Riccardo Farnetani e Filippo Lattanzi, elettivamente domiciliata presso lo studio legale Satta & Associati in Roma, Via G.P. da Palestrina, 47; contro il Comune di Firenze, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Claudio Visciola, Andrea Sansoni e Maria Athena Lorizio, ed elettivamente domiciliato in Roma, alla via Dora n. 1, presso lo studio dell’avvocato Maria Athena Lorizio; per l’annullamento della sentenza del Tar Toscana, sez. III, n. 8249/2005, resa tra le parti; Visto l’atto di appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Firenze; Viste le memorie difensive; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 27 novembre 2007, relatore il Consigliere Roberto Giovagnoli ed uditi, altresì, l’avv. Lattanzi e l’avv. Lorizio; Ritenuto in fatto e diritto quanto segue: FATTO 1. Oggetto del presente giudizio è la sentenza del T.a.r. Toscana n. 8249/2005, che ha respinto l’impugnativa proposta da Telecom Italia s.p.a. avverso una serie di atti adottati dal Comune di Firenze, tra cui la delibera CC n. 532/2001 recante “regolamento per la concessione del suolo, del sottosuolo e delle infrastrutture municipali per la sistemazione degli impianti tecnici”, la delibera di GM n. 789/2002, che aumentava l’indennità di civico ristoro, la nota n. 535/37 del 22.1.2004. 2. Con tali provvedimenti il Comune aveva stabilito che: - gli operatori di TLC sarebbero stati obbligati a versare una indennità a titolo di civico ristoro, per i maggiori oneri che verrebbero a gravare sull’ente ed i disagi che si determinerebbero sul regolare svolgimento delle attività e dei servizi della città, in conseguenza della realizzazione di scavi sul suolo pubblico, nonché  a titolo di corrispettivo per il rilascio della concessione d’uso del suolo, del sottosuolo pubblico e delle infrastrutture comunali predisposte per il passaggio delle reti di TLC; - le somme avrebbero dovuto essere versate al momento  del rilascio della concessione; - in caso di utilizzazione di una infrastruttura comunale predisposta per il passaggio delle reti di TLC, l’operatore avrebbe dovuto corrispondere, oltre a quanto dovuto ai sensi della vigente normativa per l’occupazione del sottosuolo pubblico, un canone annuo d’uso forfettario. 3. Il T.a.r. Toscana ha respinto il ricorso sulla base delle seguenti considerazioni: - l’indennità di civico ristoro ed il canone d’uso non hanno natura tributaria, bensì indennitaria e risarcitoria; non costituiscono, quindi, prestazioni unilateralmente imposte e per questo non contrasterebbero con l’art. 23 Cost.; - il loro fondamento normativo va ravvisato nell’art. 2041 c.c. - sono infondate le censure avanzate avverso l’aumento dell’indennità di civico ristoro disposto nel 2003 (secondo il T.a.r. risulta plausibile l’assunto dei maggiori oneri manutentivi, mentre non sarebbe stato affatto dimostrato che l’andamento della tariffa sia dovuto soltanto a mere esigenze di bilancio). - è inammissibile il ricorso con il quale si censurava la nota del Comune che stabiliva che non sarebbero stati rilasciati permessi di scavo in difetto di pagamento preventivo dell’indennità di civico ristoro (per il T.a.r. tale nota è carente di contenuti provvedimentali innovativi rispetto al thema decidendum, già introdotto, perché si limita a richiamare soltanto le disposizioni del regolamento in materia di civico ristoro). 4. Con l’appello in esame, Telecom Italia s.p.a. ha impugnato la sentenza del TAR ed ha chiesto che, in sua riforma, il ricorso di primo grado sia accolto. 5. Il Comune di Firenze si è costituito in giudizio, chiedendo la reiezione del gravame, ed ha depositato memorie difensive, con cui ha illustrato le questioni controverse ed ha insistito nelle già formulate conclusioni. 6. All’udienza del 27 novembre 2007 la causa è stata trattenuta in decisione. MOTIVI DELLA DECISIONE 1.