PAGAMENTI SUPERIORI A 10.000 EURO: PRECISAZIONI



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SOLLECITO DELL'UPI ALLE REGIONI AFFINCHE' COMUNICHINO L'ENTITA' DEI CONTRIBUTI



































































































Indicazioni sulla provvisoria procedura operativa per i pagamenti superiori a 10 Indicazioni sulla provvisoria procedura operativa per i pagamenti superiori a 10.000 euro (art. 2 comma 9 della legge 286/2006 di conversione del d.l. 262/2006)       Come è noto l’art. 2, comma 9, del D.L. 262/2006 convertito nella legge 286/2006, ha posto, con decorrenza 3/10/2006 (data di entrata in vigore del decreto legge), a carico di tutte le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 comma 2 del Dlgs. 165/2001 e, quindi, anche degli enti locali, l’obbligo “ prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a diecimila euro, di verificare, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, di non procedere al pagamento e segnalare la circostanza all'agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo”. La stessa norma subordinava, tuttavia, il suddetto obbligo all’emanazione da parte del Ministro dell'economia e delle finanze, di un apposito regolamento con cui sarebbero state stabilite le modalità di attuazione, a tutt’oggi non ancora emanato. La mancata emanazione di tale decreto aveva fatto ritenere che di fatto la norma non fosse applicabile in attesa del decreto attuativo. La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Basilicata (parere n. 10 del 18.5.2007) ha, invece, inaspettatamente sostenuto la tesi dell’immediata applicabilità della disposizione in argomento in quanto, a suo dire, l’emanando decreto non potrà incidere “sul contenuto dell’obbligo normativamente imposto in presenza di una fattispecie già sufficientemente delineata”, ma soltanto sulle modalità di attuazione. Conseguentemente, sempre secondo il giudice contabile, sarebbe consigliabile, in attesa del DM, prima di effettuare i pagamenti, porre in essere tutte le possibili cautele informative per evitare che ”la soddisfazione dell’originario credito avvenga a danno dell’erario”. Dello stesso avviso si è dichiarata la Ragioneria Generale dello Stato con le circolari n. 28 del 6.8.2007 e n. 29 del 4.9.2007 con le quali sono state dettate le relative linee di comportamento, con la precisazione della stessa Rgs che, comunque, tali indicazioni erano rivolte esclusivamente alle amministrazioni statali. Pur nutrendo notevoli perplessità sull’interpretazione dell’immediata applicazione della norma (ci si chiede se la stessa impostazione valga allora anche per tutte le innumerevoli norme della Finanziaria 2007 la cui adozione era, ed è tuttora, subordinata all’emanazione di apposite direttive attuative) che ignora totalmente il parere espresso dal Dipartimento delle Entrate con la circolare ministeriale 9 aprile 1996, n. 8/E, in cui si sostiene “come chiarito con il parere reso dal Consiglio di Stato il 23 ottobre 1995, n. 1746 per analoga fattispecie, qualora per il completamento del quadro normativo occorra provvedere all’emanazione di un apposito Decreto ministeriale che stabilisca modalità e termini per l’adempimento degli obblighi previsti in via legislativa, la norma primaria ha efficacia sostanziale solo successivamente all’emanazione del Decreto ministeriale attuativo –perché è al momento della sua entrata in vigore che si perfeziona il quadro normativo che consente l’applicazione delle disposizioni”, appare consigliabile adeguarsi alle indicazioni della Corte dei conti lucana utilizzando la metodologia suggerita dalla Rgs per gli uffici statali, attesa la paventata minaccia di incorrere in una denuncia alla Procura della Corte dei conti per danno erariale in caso di omissione delle verifiche in argomento. A parere di chi scrive, qualora non ci si volesse adeguare, tale decisione dovrebbe essere supportata da una determina emanata dal Dirigente o responsabile del Servizio finanziario con cui motivare il comportamento di attesa e sul quale dovrebbe pure concordare l’organo di revisione, visto il suo coinvolgimento previsto dalla prima circolare n. 28 della Rgs. Poiché è da ritenere che pochi enti si sentiranno di avventurarsi su questa strada, di seguito si danno alcune indicazioni sulla procedura da seguire nelle more dell’emanazione del Regolamento ufficiale. Innanzitutto si dovrà fare riferimento a tutti i pagamenti superiori a 10.000 euro, fatta eccezione, come indicato dalla Rgs, per le somme erogate a titolo di stipendi, salari, pensioni e altri emolumenti connessi a prestazioni di lavoro dipendente o assimilate, nonché per i pagamenti disposti in virtù di pronunce giurisdizionali esecutive (non pare possano essere esclusi anche i pagamenti agli enti pubblici in quanto nulla si dice in merito, ancorché il loro livello di pericolosità fiscale sia praticamente nullo). In questo caso il mandato di pagamento dovrà fare riferimento alla documentazione agli atti circa la sussistenza delle cennate ipotesi di esclusione. Il riferimento sarà al singolo pagamento se lo stesso si riferisce ad una unica prestazione a se stante, anche se nei confronti dello stesso fornitore si dovranno effettuare ulteriori pagamenti per altre prestazioni. Qualora, invece, si fosse in presenza di pagamenti parziali relativi ad un contratto in essere (fornitura di beni e servizi, esecuzione di opere pubbliche, prestazioni professionali ecc.) complessivamente pari o superiore a 10.000 euro, la verifica dovrà scattare anche se l’importo da erogare è inferiore ai 10.000 euro. In presenza di contratti di somministrazione (luce, gas, acqua, telefono) in cui non è indicato l’importo complessivo, si potrà fare riferimento al relativo impegno di spesa preventivamente assunto all’inizio dell’esercizio. In attesa dell’emanando regolamento, i suddetti pagamenti dovranno essere subordinati, per ora, soltanto alla presentazione da parte del beneficiario di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 del DPR. 445/2000) (v. allegato fac simile previsto dalla circolare n. 28) attestante l’inesistenza di cartelle a lui notificate aventi un ammontare complessivo non inferiore a 10.000 euro. La suddetta dichiarazione dovrà avere una data non antecedente a 20 giorni prima dell’emissione del mandato di pagamento. In assenza della dichiarazione, prima di procedere al pagamento, si dovrà provvedere ad effettuare una specifica verifica presso Equitalia S.p.A, utilizzando i seguenti mezzi di trasmissione: posta elettronica rapporti.pa@equitaliaonline.it telefax + 39 06 98958407 / 0698958404. Circa detta evenienza, si dovrà agire nel rispetto della disciplina prevista per la protezione dei dati personali, individuando il funzionario responsabile al trattamento dei dati personali, nonché uno o più incaricati abilitati ad effettuare le relative comunicazioni nei confronti di Equitalia SpA. Fintantoché non si avrà ricevuto riscontro, non sin potrà dar corso al pagamento. Di tale eventualità dovranno essere edotti gli interessati in sede di richiesta della dichiarazione, richiesta da effettuarsi con modalità che diano certezza dell’avvenuto recapito, per evitare che eventuali ritardi nei pagamenti dovuti alla mancata presentazione della dichiarazione medesima, possano ingenerare il diritto alla richiesta di interessi moratori (almeno si spera attesa l’attuale farraginosità della norma). Qualora la dichiarazione risultasse positiva, come in precedenza precisato si dovrà sospendere il pagamento fino a concorrenza dell’importo dovuto all’erario, con contemporanea comunicazione all'agente della riscossione competente per territorio. Nel caso di intervenuto successivo assolvimento, da parte del beneficiario, del debito, ovvero di quota-parte di questo, sarà il beneficiario stesso a darne comunicazione alla competente Amministrazione al fine di consentire la riattivazione della procedura di pagamento a proprio favore. In presenza di pagamenti aventi carattere periodico a favore dello stesso beneficiario (contratti di locazione, di somministrazione, di appalto di servizi), secondo la circolare n. 29 potrà essere richiesta una sola dichiarazione iniziale, con l’impegno dell’interessato a comunicare tempestivamente le eventuali variazioni successive, integrando la dichiarazione con l’aggiunta: «Dichiara infine che provvederà a comunicare tempestivamente e senza indugio qualsiasi variazione alla situazione sopra rappresentata». Il controllo di tali dichiarazioni, secondo le indicazioni della Rgs, potranno essere effettuate soltanto dopo l’emanazione del regolamento di attuazione con le modalità che dallo stesso saranno indicate.   Le suddette indicazioni hanno carattere assolutamente provvisorio in quanto, come precisato dalle sopra citate circolari 28 e 29, l’emanando regolamento potrebbe, come fortemente auspicabile (ndr), prevedere modalità parzialmente o totalmente difformi.         (a cura dott. Sergio Marzari)