PARCHEGGI AGEVOLATI PER I DISABILI



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AZIENDE SPECIALI: NO A RIDUZIONI IRES



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                N. 4051/05  REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                       N.9954        REG. RIC.    Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione, ha               ANNO 1996  pronunciato la seguente                                                     D E C I  S I O N E   sul ricorso in appello n. 9954 del 1996  proposto dal signor Nicola Grillo , rappresentato e difeso dagli avvocati di Giorgio Orsoni di Venezia e Fabio Lorenzoni di Roma, con domicilio eletto presso il secondo in Roma, via del Viminale n. 43; CONTRO il comune di Venezia, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso da gli avvocati Giulio Gidoni, M.M. Morino e Nicolò Paoletti, con domicilio eletto presso il terzo in Roma, via B. Tortolini n. 34; per la riforma della sentenza del TAR del Veneto, Sez. I, 24 settembre 1996, n. 1580; Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio della parte appellata; Esaminate le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti tutti gli atti di causa; Relatore alla pubblica udienza del 23 novembre 2004.  il Consigliere Aldo Fera; Uditi per le parti gli avv.ti Lorenzoni e Paoletti come specificato nel verbale d’udienza; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue: FATTO  Il signor Nicola Grillo, invalido al 100% con capacità di deambulazione ridotta, ha impugnato davanti al Tar del Veneto il provvedimento del Sindaco di Venezia 19 maggio 1994, n. 423, con il quale si autorizza il ricorrente alla circolazione e alla sosta per disabili fisici con capacità di deambulazione ridotta, nella parte in cui esclude l'efficacia dell'autorizzazione nelle zone nelle quali vige il divieto di sosta con rimozione. Ciò perché il provvedimento non gli consentiva di sostare in particolare davanti all'imbarcadero di Santa Maria Elisabetta di Venezia – Lido, a lui necessario per recarsi a Venezia a lavorare. Il Tar, dopo aver ricostruito il quadro normativo che disciplina la materia, ha respinto il ricorso sull'assunto che il potere discrezionale esercitato dall'amministrazione municipale era stato esercitato "contemperando gli interessi pubblici correlati alla circolazione e alla sosta dei mezzi pubblici di trasporto collettivo con la tutela degli interessi dei soggetti portatori di handicap" prevedendo in particolare "nel piazzale una zona di sosta destinata ai disabili fisici. " Il signor Nicola Grillo, oltre a criticare le argomentazioni contenute nella sentenza di primo grado, ripropone in sede di appello i motivi disattesi dal primo giudice. In particolare le censure di: Violazione di legge. Violazione dell'articolo 7, quarto comma, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e dell'articolo 381 del d.p.r. 16 dicembre 1992, n. 495. Violazione dell'ordinanza del Sindaco di Venezia n. 198 del 1993. Eccesso di potere per difetto di presupposto, illogicità e perplessità. L’appellante conclude chiedendo, in riforma della sentenza di cui all’epigrafe, l'annullamento del provvedimento impugnato in primo grado, nella parte ritenuta lesiva. Resiste all’appello di comune di Venezia, che solleva, in via pregiudiziale l'eccezione di sopravvenuto difetto di interesse, in quanto il provvedimento impugnato ha esaurito i propri effetti ed è stato sostituito da una nuova autorizzazione (dal numero 423 del 20 giugno 2003). Quest'ultima è stata adottata in base al d.p.r. 24 luglio 1996, n. 503, che all'articolo 11, comma 1, non consente il rilascio delle autorizzazioni "quando sia stata vietata o limitata alla sosta" e dall'ordinanza sindacale n. 95/01208 del 26 aprile 1995, che non consente la deroga, in favore degli disabili, nelle zone "ove vige il divieto di sosta con rimozione del veicolo".        Nel merito contesta la fondatezza delle tesi avversarie e conclude per il rigetto dell’appello. DIRITTO Oggetto della impugnazione proposta in primo grado dall'attuale appellante è il provvedimento del Sindaco di Venezia 19 maggio 1994, n. 423, che lo aveva autorizzato, in quanto invalido al 100% con capacità di deambulazione ridotta, alla circolazione e alla sosta anche laddove questa sia vietata alla generalità degli automobilisti, nella parte in cui esclude l'efficacia dell'autorizzazione medesima nelle zone nelle quali vige il divieto di sosta con rimozione. L’infondatezza dell'appello esime il collegio dall'esame dell'eccezione di sopravvenuto difetto di interesse, proposta dalla difesa delle comune di Venezia sull'assunto che il provvedimento impugnato avrebbe esaurito, sotto il profilo cronologico, i propri effetti, essendo stato sostituito da una nuova autorizzazione rilasciata in base alla normativa sopravvenuta. A parte le critiche mosse alle argomentazioni contenute nella sentenza di primo grado, l'appellante aveva impugnato la clausola di cui sopra, deducendo i seguenti motivi: Violazione di legge. Violazione dell'articolo 7, quarto comma, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e dell'articolo 381 del d.p.r. 16 dicembre 1992, n. 495. Violazione dell'ordinanza del Sindaco di Venezia n. 198 del 1993. Eccesso di potere per difetto di presupposto, illogicità e perplessità. Nella sostanza, l'appellante aveva sostenuto in primo grado che la limitazione introdotta in sede di rilascio dell'autorizzazione non troverebbe giustificazione né fondamento in nessuna delle norme richiamate. La tesi non può essere condivisa. Giova premettere che il secondo periodo contenuto nel comma 4 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, che ha approvato il nuovo codice della strada, stabilisce che " nei casi in cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a quelli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria, nell'espletamento delle proprie mansioni, nonché dalle persone con limitata o impedita capacità motoria, muniti del contrassegno speciale. " L'articolo 381 del regolamento di attuazione approvato con d.p.r. 16 dicembre 1992, n. 495, attribuisce poi al Sindaco la competenza alla verifica dei presupposti ed al rilascio della "apposita autorizzazione in deroga". La deroga prevista in favore delle persone con limitata capacità motoria, stando al contenuto l......