PARCHEGGI INTERRATI E PREVISIONI DEL PRG



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SE CAMBIA IL POSIZIONAMENTO DELL’IMMOBILE NON E’ RISTRUTTURAZIONE



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                              N.1662/04REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                  N. 571 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,   Quinta  Sezione           ANNO 2003 ha pronunciato la seguente   D E C I S I O N E sul ricorso in appello n. 571/2003 proposto dal Comune di Stresa, in persona del Sindaco p.t.,  rappresentato e difeso dagli Avv.ti. Guido Sertorio e Donella Resta ed elettivamente domiciliato presso quest’ultima in Roma, Via Lungotevere Marzio, n. 3, CONTRO Eurocentro, s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli Avv.ti Giuseppe Greppi, Nicolò Paoletti e Paolo Monti, elettivamente domiciliata presso quest’ultimo in Roma, Via Barnaba Tortolini, n. 34; per l'annullamento della sentenza del T.A.R. del Piemonte, Sezione I, del 27.11.2002, n. 1982; Visto il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti tutti di causa; Relatore, alla pubblica udienza del 18.11.2003, il Consigliere  Claudio Marchitiello; Uditi altresì gli avvocati Resta e Paoletti; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO La Eurocentro, s.r.l., che aveva ottenuto dal Comune di Stresa la concessione edilizia n. 76/1996 per la ristrutturazione di un edificio e per la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo di questo, tra altre istanze di variante, aveva chiesto di poter realizzare l’area parcheggi mediante la costruzione di autorimesse all’interno di un terrapieno. Nelle more dell’esame della istanza di variante, la Eurocentro iniziava la realizzazione delle autorimesse. Il Comune di Stresa, con sopraluogo in data 13.4.2000,accertava l’esecuzione dei lavori in difformità dalla concessione edilizia. La istanza di concessione in sanatoria proposta dalla Eurocentro, in ordine alla quale si esprimeva più volte la Commissione Edilizia Comunale (in date 31.5.2000 e 21.6.2000 in senso sfavorevole e in data 26.7.2000 in senso favorevole) e altri pareri (30.11.2000 e 1.2.2001 dell’Avv. Vittorio Barosio, in senso favorevole e del tecnico autore degli elaborati del Piano regolatore generale in senso sfavorevole) veniva rigettata dal Responsabile del Servizio Tecnico con provvedimento dell’11.5.2001, n. 60. La Eurocentro impugnava tale provvedimento. Il Comune di Stresa si costituiva in giudizio opponendosi all’accoglimento del ricorso. Il T.A.R. del Piemonte, I Sezione, con la sentenza del 27.11.2002, n. 1982, accoglieva il ricorso della Eurocentro e annullava il provvedimento dell’11.5.2001, n. 60. Il Comune di Stresa appella tale sentenza deducendone la erroneità e domandandone la riforma. La Eurocentro resiste all’appello chiedendo la conferma della sentenza appellata, riproponendo anche un motivo di ricorso non esaminato dal T.A.R. La istanza cautelare di sospensione della efficacia della sentenza appellata è stata accolta dalla Sezione con ordinanza del 4.2.2003, n. 357. All’udienza del 18.11.2003, il ricorso in appello è stato ritenuto per la decisione. DIRITTO Il Comune di Stresa appella la sentenza del 27.11.2002, n. 1982, con la quale la 1^ Sezione del T.A.R. del Piemonte ha accolto il ricorso proposto dalla Società Eurocentro, s.r.l., e ha annullato il provvedimento del Responsabile del Servizio Tecnico Comunale dell’11.5.2001, n. 60, di diniego, ai sensi dell’art. 2.11. delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale, della concessione in sanatoria relativa alla realizzazione di autorimesse e della concessione in variante richiesta in data 5.5.1999, n. 5362. L’appello è meritevole di accoglimento. Stabilisce l’’art. 9 della legge 24.3.1989, n. 122 che “i proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti”. La norma continua disponendo che tali parcheggi possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato purché non in contrasto con i piani urbani del traffico, tenuto conto dell’uso della superficie sovrastante e compatibilmente con la tutela delle risorse idriche. In base alla norma ora riportata, i predetti parcheggi devono essere realizzati, se non vengono a ciò adibiti i locali del piano terra di un fabbricato, o nel sottosuolo dello stesso fabbricato ovvero nel sottosuolo di un’area pertinenziale esterna. Nel provvedimento del Responsabile del Servizio Tecnico dell’11.3.2000, n. 60, oggetto della presente controversia, viene rilevato che la società Eurocentro, che aveva ottenuto la concessione edilizia n. 76/1996 per la ristrutturazione di un edificio e per la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo di questo, aveva invece realizzato delle autorimesse fuori terra. La edificazione di autorimesse fuori terra emerge in modo incontestabile dalle fotografie depositate in atti dal Comune appellante. Il Responsabile del Servizio Tecnico Comunale nel provvedimento impugnato si riferisce alla “realizzazione di box costruiti sopra il livello di campagna e racchiusi nelle strutture portanti di sostegno di una piazzola fiancheggiante la strada preesistente”. Le autorimesse in questione, pertanto, non rientrando nell’ambito di operatività dell’art. 9 della legge n. 122 del 1989 ora riportato, in base alla quale, se si tratta di costruzioni nel sottosuolo, è possibile la loro realizzazione anche in contrasto con le norme urbanistiche relative alla zona (non con quelle paesaggistiche), sono soggette alla disciplina urbanistica generale come ordinarie nuove costruzioni. Correttamente, pertanto, il Responsabile del Servizio Tecnico Comunale ha ritenuto che le stesse non fossero sanabili, perché in contrasto con l’art. 2.11 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale. Per tale disposizione, infatti, concernente le “aree di salvaguardia ambientale”, nella zona interessata sono ammesse unicamente interventi edilizi di tipo conservativo e non nuove costruzioni. Da quanto precede emerge chiaramente che non sono da condividere le affermazioni della sentenza appellata secondo cui, poiché il Comune di Stresa aveva acquisito sulla istanza di sanator......