PARERI SULL'APPLICAZIONE DEI RECENTI CONTRATTI DI LAVORO



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RIEDIFICAZIONE E AMPLIAMENTO



































































































Quali sono le modalità applicative delle previsioni dell’art Quali sono le modalità applicative delle previsioni dell’art.8, commi 2 e 3, del CCNL dell’11.4.2008 in materia di incremento delle risorse decentrate per gli enti locali? Gli importi derivanti dalla applicazione dei citati commi 2 e 3 dell’art.8 del CCNL dell’11.4.2008 si possono consolidare per gli anni successivi? Quale deve essere l’anno di riferimento per la verifica della sussistenza delle condizioni legali (rispetto del Patto di stabilità interno e degli obblighi di riduzione della spesa del personale, di cui all’art.1, comma 557, della legge n.296/2006) e dei parametri finanziari (predefiniti valori del rapporto tra spesa del personale ed entrate correnti) richiesti dalla disciplina contrattuale per l’incremento delle risorse decentrate? Ai fini di una corretta applicazione della disciplina dell’art.8, commi 2 e 3, del CCNL dell’11.4.2008, si ritiene utile precisare quanto segue: in base all’art.8, comma 2, del CCNL dell’11.4.2008, gli enti locali, che abbiano rispettato il Patto di stabilità interno e gli obblighi di riduzione della spesa del personale, di cui all’art.1, comma 557, della legge n.296/2006 (art.8, comma 1, del CCNL dell’11.4.2008), incrementano le risorse decentrate di natura stabile, di cui all’art. 31, comma 2, del CCNL del 22.1.2004, ove risultino in possesso di un rapporto tra spese del personale ed entrate correnti non superiore al 39%. Trattandosi di un incremento delle risorse aventi carattere di certezza e stabilità, l’importo corrispondente a tale incremento, ove disposto per la sussistenza dei parametri finanziari richiesti, in coerenza con la natura di tale tipologia di risorse, si consolida definitivamente nel tempo tra quelle destinate al finanziamento della contrattazione decentrata integrativa. Pertanto, esso si aggiunge all’incremento delle risorse stabili eventualmente già disposto dagli enti nella corretta applicazione delle previsioni dell’art.4, comma 1, del CCNL del 9.5.2006. In analogia con quanto la scrivente Agenzia ha sempre sostenuto anche con riferimento alle previsioni di tale ultima clausola contrattuale, si deve sicuramente escludere che la disciplina dell’art.8, comma 2, del CCNL dell’11.4.2008 possa essere interpretata nel senso di consentire un sistema di incremento progressivo delle risorse di cui si tratta, e cioè che allo 0,6 % iniziale, calcolato con riferimento al 2008, possa aggiungersi, pure in presenza dei parametri finanziari stabiliti, un ulteriore 0,6 % per il 2009, ecc. (0,6 % +.0,6% +…). La particolare formulazione della clausola contrattuale (“………incrementano le risorse decentrate di cui all’art.31, comma 2, del CCNL del 22.1.2004….) evidenzia che l’incremento previsto dalla stessa (nella misura dello 0,6%) è obbligatorio per gli enti, ove sussistano sia le condizioni legali definite al comma 1 (rispetto del Patto di stabilità interno e degli obblighi di riduzione della spesa del personale, di cui all’art.1, comma 557, della legge n.296/2006), sia lo specifico parametro economico finanziario indicato nel comma 3 (rapporto tra spese del personale ed entrate correnti non superiore al 39%); in base all’art.8, comma 3, del CCNL dell’11.4.2008, gli enti locali, che abbiano rispettato il Patto di stabilità interno e gli obblighi di riduzione della spesa del personale, di cui all’art.1, comma 557, della legge n.296/2006 (art.8, comma 1, del CCNL dell’11.4.2008), possono incrementare le risorse decentrate di natura variabile, di cui all’art. 31, comma 3, del CCNL del 22.1.2004, ove risultino anche in possesso dei più significativi e virtuosi rapporti tra spesa del personale ed entrate correnti indicati nella medesima clausola contrattuale. Gli specifici parametri e le relative percentuali di possibile incremento sono quelli previsti nel citato art.8, comma 3, del CCNL dell’11.4.2008. La sussistenza del parametro non comporta alcun obbligo di necessario incremento delle risorse variabili (“……gli enti locali, …….possono incrementare….”). Pertanto, pure in presenza dei presupposti finanziari richiesti dalla clausola contrattuale, ogni decisione in ordine all’an stesso ed al quantum dell’incremento è rimessa alle autonome valutazioni di ciascun ente che, a tal fine terrà conto sia della propria complessiva situazione economico-finanziaria, sia della propria effettiva capacità di spesa.Trattandosi di un incremento delle risorse variabili, in coerenza con la natura di queste risorse, le conseguenti disponibilità finanziarie possono essere utilizzate, nell’ambito della contrattazione decentrata integrativa, solo per l’anno 2008 ed esclusivamente per il finanziamento di istituti e compensi aventi analogo carattere di variabilità. Pertanto, tali risorse non possono essere confermate ed essere consolidate negli anni successivi; la verifica del rispetto del Patto di stabilità interna e degli obblighi di riduzione della spesa del personale, di cui all’art.1, comma 557, della legge n.296/2006 nonché della sussistenza del richiesto rapporto tra spese del personale e entrate correnti deve essere effettuata con riferimento ai dati del bilancio consuntivo degli enti relativo all’anno 2007. _____________________________________________________-   Un ente che non abbia rispettato il Patto di stabilità interno per l’anno 2007 ma si trovi in possesso del necessario rapporto tra spese del personale ed entrate correnti, richiesto dai commi 2 e 3 del CCNL dell’11.4.2008, può procedere all’incremento delle risorse decentrate stabili e variabili previsto da tali clausole contrattuali? Relativamente alle modalità applicative della disciplina dell’art.8 del CCNL dell’11.4.2008, si ritiene utile precisare quanto segue: gli incrementi delle risorse decentrate, stabili e variabili, ai sensi dell’art.8 del CCNL dell’11.4.2008, nel rispetto dei presupposti, delle condizioni e delle quantità ivi previste, possono essere legittimamente disposti solo con decorrenza dal 31.12.2007 e a valere per l’anno 2008; ciò significa che gli importi corrispondenti a tali incrementi, ove disposti, possono essere utilizzati solo per la contrattazione integrativa relativa all’anno 2008; l’art.8, comma 1, del citato CCNL dell’11.4.2008, ai fini della sua applicazione, richiede espressamente, come condizioni legittimanti, il rispetto del Patto di stabilità interno e la coerenza con il quadro normativo delineato dall’art.1, comma 557, della legge n.296 del 2006. Nel suo rapporto di certificazione, la Corte dei Conti ha evidenziato che la data del 31.12.2007 doveva essere punto di riferimento per la verifica non solo dell’esistenza dei parametri finanziari stabiliti dal CCNL per l’incremento delle risorse decentrate, ma anche del rispetto del Patto di stabilità e dell’obbligo di riduzione della spesa del personale, ai sensi dell’art.1, comma 557, della legge n.296/2006. Pertanto, anche senza un richiamo formale nel testo contrattuale, per evidenti ragioni di coerenza della disciplina contrattuale con quella legale, che ne costituisce il presupposto, la verifica del rispetto degli obblighi di legge non può che avvenire con riferimento alla medesima data del 31.12.2007, dato che le risorse possono essere incrementate solo “a valere” per il 2008. Conseguentemente, se a seguito di tale verifica, non risulta rispettato il Patto di stabilità interno per il 2007, per la mancanza di un presupposto richiesto dalla disciplina contrattuale, non sarà possibile dare luogo a nessuno degli incrementi delle risorse decentrate consentiti dall’art.8 del CCNL dell’11.4.2008 (né a quelli del comma 2, né a quelli del comma 3). ___________________________________--   Ai fini dell’applicazione della disciplina dell’art.9 del CCNL dell’11.4.2008, in materia di progressione economica orizzontale, come deve essere interpretata la dicitura “procedure selettive…. formalmente avviate successivamente alla definitiva sottoscrizione del presente CCNL”, contenuta nella clausola contrattuale? L’espressione “procedure selettive …… formalmente avviate”, utilizzata dall’art. 9 del CCNL dell’11.4.2008 per la delimitazione del campo di applicazione delle nuove regole in materia di progressione economica orizzontale, deve essere correttamente riferita all’atto formale iniziale (bando, avviso, ecc.) della procedura selettiva, come autonomamente disciplinata da ogni ente, per la realizzazione della progressione economica nella categoria, ai sensi dell’art.5 del CCNL del 31.3.1999. Pertanto, tutte le procedure formalmente avviate, nei termini descritti, successivamente alla stipulazione del CCNL dell’11.4.2008 (e quindi dal 12.4.2008) sono assoggettate alle nuove regole del citato art.9 del medesimo CCNL, anche se i relativi effetti, e quindi la decorrenza del beneficio economico, per ipotesi, dovessero essere riferiti ad una data precedente ( ad esempio, dall’1.1.008; oppure dall’1.1.2007). ________________________________-   Quali sono le modalità applicative delle disposizioni in materia di retribuzione di risultato dei segretari comunali e provinciali contenute nell’art.5 del CCNL del 7.3.2008, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, e nell’art.4 del CCNL, di medesima data, per il biennio economico 2004-2005? Ai fini di una corretta applicazione delle previsioni dell’art.5 del CCNL dei segretari comunali relativo al quadriennio normativo 2002-2005 ed al biennio economico 2002-2003 del 7.3.2008 e dell’art.4 del CCNL sottoscritto nella medesima data, per il successivo biennio economico 2004-2005, si ritiene utile fornire le seguenti precisazioni: art. 5 del CCNL per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003 Tale clausola contrattuale si è limitata a disporre solo che le risorse destinate, presso ciascun ente ,al finanziamento della retribuzione di risultato dei segretari, sono incrementate, con decorrenza dal 1° gennaio 2003 di un importo pari allo 0,50% del monte salari riferito a ciascun segretario nell’anno 2001. La chiara formulazione della disciplina contrattuale, che consente solo un incremento delle risorse destinate al finanziamento della retribuzione di risultato, non si presta in alcun modo ad essere interpretata nel senso anche di una modifica del limite massimo stabilito per tale specifica voce retributiva dall’art.42, comma 2, del CCNL dei segretari comunali e provinciali del 16.5.2001, secondo il quale, infatti, essa non può essere superiore al 10% del monte salari riferito a ciascun segretario nell’anno di riferimento. Con riferimento agli specifici profili applicativi, si ritiene che la clausola in esame non presenta particolari problemi. Infatti, l’ente procederà alla determinazione dell’incremento delle risorse destinate al segretario per la retribuzione di risultato nell’anno 2003, calcolando, semplicemente, la percentuale dello 0,5% sul monte salari del segretario relativo all’anno 2001 (come risultante dai dati inviati da ciascun Ente, a suo tempo, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi dell'art. 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in sede di rilevazione del conto annuale). A tal fine, peraltro, si deve evidenziare anche che la disciplina contrattuale in esame, attraverso il chiaro ed espresso riferimento al monte salari 2001, non prevede e non legittima alcuna operazione di ricalcolo del monte salari, per tenere conto anche degli incrementi stipendiali corrisposti con decorrenza dall’1.1.2002 e dall’1.1.2003 e degli eventuali effetti di ricaduta di tali incrementi su altre voci retributive. Ad ulteriore sostegno di tale opzione si evidenzia anche che, secondo le regole generali, gli oneri di una tale operazione, avrebbe dovuto trovare una adeguata copertura finanziaria nelle risorse messe a disposizione per il rinnovo contrattuale, per i quali, invece, manca ogni previsione nella relazione tecnico finanziaria al CCNL per la certificazione della Corte dei Conti. Questa ricostruzione porta ad escludere, pertanto, in modo assoluto, ogni possibilità di procedere ad una rideterminazione dello stesso am......