PARTECIPAZIONE A GARE DI SOCIETÀ AFFIDATARIE DIRETTE



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Versione "editabile" Mod. 730/2011



































































































N N. 08059/2010 REG.SEN. N. 02620/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso n. 2620/2010, proposto dalla società ISGAS Energit Multiutilities, Società Consortile a responsabilità limitata, in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli Avvocati Carlo Castelli, Renato Docimo, Angelo Luminoso, Luigi Manzi, con domicilio eletto presso quest’ultimo, in Roma, via Federico Confalonieri, n. 5; contro il Comune di Cagliari, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'Avv. Carla Curreli, con domicilio eletto presso l’Avv. Viviana Callini in Roma, via Arenula, 21; il dirigente dell'Assessorato alla Pianificazione dei Servizi del Comune di Cagliari - Ing. Luciano Loi, non costituito; nei confronti di CPL Concordia Soc. Coop. in persona del legale rappresentante, in proprio e quale mandataria dell’Associazione temporanea di imprese (ATI) con le società SO.DI.GAS – SOIS – SOCIETÀ DISTRIBUZIONE GAS E COMBUSTIBILE RISCALDAMENTO spa e alla IMPRESA DI COSTRUZIONI ING. RAFFAELLO PELLEGRINI, rappresentata e difesa dagli Avvocati Massimo Massa, Marcello Vignolo, con domicilio eletto presso Antonia De Angelis in Roma, via Portuense, 104; Ati - Sodigas e in P., Ati - Impresa di Costruzioni Ing. Raffaello Pellegrini Srl e in P. non costituita in giudizio; per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo per la Sardegna, Sezione I, n. 337/2010 del 17 marzo 2010; Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Cagliari e di Cpl Concordia Soc. Coop in proprio e quale mandataria dell’Associazione temporanea di imprese (ATI) con le società SO.DI.GAS – SOIS – SOCIETÀ DISTRIBUZIONE GAS E COMBUSTIBILE RISCALDAMENTO spa e alla IMPRESA DI COSTRUZIONI ING. RAFFAELLO PELLEGRINI; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 maggio 2010 il Consigliere Marco Lipari e uditi i difensori delle parti come da verbale di udienza; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO La sentenza impugnata, pronunciandosi sul ricorso e sui connessi cinque atti di motivi aggiunti, proposti dalla società ISGAS - Energit Multiutilities Società Consortile a r.l. (di seguito “ISGAS”), nonché sul ricorso incidentale e sui collegati motivi aggiunti, proposti dalla società CPL Concordia Soc. Coop (di seguito “CPL”), riguardanti la procedura selettiva per l’affidamento della concessione provvisoria del servizio di distribuzione e vendita del gas nel Comune di Cagliari, ha: - accolto, in parte, il ricorso incidentale proposto da CPL; - dichiarato in parte inammissibili e, per il resto, infondati, il ricorso principale e i motivi aggiunti proposti da ISGAS. ISGAS contesta la decisione di primo grado. CPL e il comune di Cagliari resistono al gravame. CPL propone anche un appello incidentale, rivolto contro i capi della sentenza di primo grado ad essa sfavorevoli. In punto di fatto, va evidenziato che, con delibera della Giunta Comunale di Cagliari del 5 agosto 2008, n. 224, in attesa della completa definizione di un lungo e complesso contenzioso instaurato con ISGAS, concessionaria del servizio, l’amministrazione decise di rinviare l'espletamento della gara per l’affidamento (secondo la disciplina ordinaria) del servizio di distribuzione del gas GPL nel territorio comunale di Cagliari e, medio tempore, indire una procedura d'urgenza per l’affidamento provvisorio del servizio dal 1° ottobre 2008, per la durata di nove mesi, con possibilità di proroga di altri tre mesi. Con successiva determinazione dell'8 agosto 2008, n. 110, il competente dirigente stabilì di: - affidare il contratto mediante una procedura negoziata con offerte plurime, invitando a presentare offerta ditte specializzate nel settore; - aggiudicare la gara con il criterio dell'offerta migliore per l'amministrazione, valutata sulla base del massimo valore del canone di affidamento, determinato dalla percentuale fissa ed invariabile del margine di distribuzione percepito, al netto delle imposte; - determinare la durata dell'appalto in nove mesi. Con lettera del 12 agosto 2008, ISGAS, concessionario gestore del servizio in questione, venne invitata alla procedura negoziata per l'affidamento provvisorio. La determinazione di indizione della trattativa per l'affidamento provvisorio prevedeva il passaggio delle reti al nuovo gestore, senza alcun indennizzo in favore dell’uscente ISGAS. Gli atti della procedura negoziata furono impugnati davanti al TAR per la Sardegna da ISGAS. Con sentenza 5 maggio 2009, n. 577, poi confermata in appello, il TAR respinse il ricorso. Pertanto, l’amministrazione comunale decise di riprendere il procedimento per l’affidamento provvisorio, con la determinazione dirigenziale n. 3230 del 4 agosto 2009, poi rettificata con successive determinazioni n. 3253 del 5 agosto 2009 e n. 3448 del 7 agosto 2009, confermando, tra l’altro, l’esclusione di qualsiasi indennizzo a favore della ISGAS quale concessionario uscente. Con tali determinazioni fu approvata la lettera di invito, previo annullamento in autotutela della precedente determinazione n. 110 dell’8 agosto 2008, precisando che la concessione del servizio di distribuzione del gas sarebbe stata aggiudicata “sulla base del massimo valore del canone di affidamento, che verrà offerto in sede di gara come percentuale fissa e invariabile del margine di distribuzione percepito, al netto di tutte le imposte (…). Per le utenze domestiche o piccole attività, il predetto margine di distribuzione sarà individuato dalla differenza fra le tariffe complessive (quota distribuzione + quota vendita) e le relative quote materia prima … fissate dall’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas”. Con il ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, ISGAS chiedeva l’annullamento delle predette determinazioni, nonché degli altri atti connessi, sulla base dei seguenti motivi: 1) Eccesso di potere per difetto dei presupposti, illogicità ed irragionevolezza, per violazione e falsa applicazione e, comunque, per contrasto con la sentenza del T.A.R. Sardegna n. 577/2009; eccesso di potere per sviamento. 2) Difetto di motivazione, violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990, in combinato disposto con l’art. 221 del d.lgs. n. 163/2006, con gli artt. 37, 38 e 39 della legge regionale n. 5/2007, con gli artt. 30 e 31 Direttiva 31/3/2004 n. 18, con l’art. 23 bis del d.l. n. 112/2008, nonché con l’art. 113 del d.lgs. n. 267/2000.