PARTECIPAZIONE A GARE PER LA GESTIONE DEI TRIBUTI



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Farmacie comunali: affidamento altri servizi



































































































N N. 05496/2011REG.PROV.COLL. N. 10082/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 10082 del 2010, proposto da: Pubblialifana S.r.l., rappresentata e difesa dall'avv. Pietro Di Benedetto, presso il quale è elettivamente domiciliata in Roma, via Cicerone, 28; contro Tre Esse Italia a r.l., rappresentata e difesa dall'avv. Francesco A. Caputo, presso il quale è elettivamente domiciliata in Roma, via Ugo Ojetti, 114; nei confronti di Comune di Ponza, rappresentato e difeso dall'avv. Salvatore Della Corte, con domicilio eletto presso l’avv. Alessandra Balsamo in Roma, via Fonteiana, 85; per la riforma della sentenza del T.A.R. LAZIO - SEZ. STACCATA DI LATINA: SEZIONE PRIMA n. 01865/2010, resa tra le parti, concernente “AGGIUDICAZIONE GARA PER AFFIDAMENTO SERVIZIO RISCOSSIONE ICI E TARSU”   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Tre Esse Italia S.r.l. e del Comune di Ponza; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 17 maggio 2011 il Consigliere Doris Durante e uditi per le parti gli avvocati Di Benedetto, Caputo e Della Corte; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO 1.- Il Comune di Ponza con delibera di giunta del 9 novembre 2009 indiceva asta pubblica da esperirsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento in concessione del servizio di riscossione ordinaria dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) e la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU). La partecipazione alla gara, secondo quanto prescritto dalla lex specialis era riservata alle imprese iscritte all’Albo previsto dall’art. 53 del d. lgv. n. 446 del 1997, istituito con DM n. 289 del 2000. Quanto ai requisiti economico – finanziari, il bando prescriveva che le imprese partecipanti avessero un capitale sociale di 10 milioni di euro. Aggiungeva (art. 16, 2° cpv. del bando), che “L’avvalimento è consentito nei termini di cui all’art. 49 del d. lgv. n. 163 del 2006 per tutti i requisiti richiesti ai fini della partecipazione alla presente gara”. Partecipavano alla procedura concorsuale, tra le altre, Tre Esse Italia a r.l. e Pubblialifana s.r.l., alla quale veniva aggiudicato l’appalto (delibera di giunta municipale n. 6 del 23 febbraio 2010) e in tempi brevi veniva stipulato il contratto per evitare la prescrizione che stava per maturare per molte obbligazioni tributarie. Avverso gli atti e i provvedimenti di gara, Tre Esse Italia propose ricorso al TAR Lazio, sezione staccata di Latina, chiedendone l’annullamento per i seguenti motivi: inammissibilità dell’offerta dell’aggiudicataria per insussistenza degli specifici poteri procuratori in capo al firmatario sig. Umberto Riselli; illegittimità del bando per disapplicazione del comma 7 septies, dell’art. 32 del d. lgv. n. 207 del 2008, in quanto l’aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara, perché carente del capitale sociale minimo di 10 milioni di euro richiesto per l’iscrizione nell’albo dei soggetti privati abilitati a effettuare attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e perché non sarebbe utilizzabile l’istituto dell’avvalimento per tale requisito previsto da una norma primaria; illegittima ammissione alla gara della Pubblialifana perché avrebbe versato euro 50,00 a titolo di contributo a favore dell’Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici e non euro 70,00 come dovuto in base al valore dell’appalto; violazione dell’art. 41 del d. lgv. n. 163 del 2006 perché l’aggiudicataria non avrebbe prodotto in gara le referenze bancarie; violazione dell’art. 75, commi 1 e 8 e dell’art. 113, comma 1, del d. lgv. n. 163 del 2006 perché l’aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara, avendo versato un importo non corretto a titolo di cauzione provvisoria; violazione dell’art. 11, comma 10 del d. lgv. n. 163 del 2006, in quanto non sarebbe stato rispettato il termine di 30 giorni tra l’aggiudicazione definitiva e la stipula del contratto; violazione dell’art. 84, commi 8 e 10 del d. lgv. n. 163 del 2006 perché la nomina della commissione di gara sarebbe intervenuta anteriormente al termine ultimo per la presentazione delle offerte. Si costituivano in giudizio il comune di Ponza e Pubblialifana che contestavano puntualmente le censure precisando che: quanto al requisito del capitale sociale di 10 milioni di euro, Pubblialifana aveva fatto ricorso all’istituto dell’avvalimento; il versamento di euro 50,00 e non di euro 70,00 per Cig. era dovuto ad errore della stazione appaltante che aveva ammesso tutte le imprese partecipanti all’integrazione del versamento; la dichiarazione degli istituti bancari non era richiesta dal bando, trattandosi di imprese iscritte ad apposito albo; la nomina della commissione di gara era avvenuta dopo la presentazione delle offerte; la cauzione provvisoria era determinata in maniera corretta. In rito, le parti resistenti eccepivano l’inammissibilità del ricorso per tardiva impugnazione del bando di gara, nella parte in cui prevedeva il ricorso senza limiti all’istituto dell’avvalimento. 2.- Il TAR Latina, con sentenza n. 1865 del 21 ottobre 2010, superata l’eccezione in rito, accoglieva il ricorso di Tre Esse Italia sul secondo motivo, ritenendo che......