PARZIALE RISARCIMENTO DA DANNO ERARIALE



(continua a leggere)


Spese legali: rimborsi a componenti esterni delle commissioni



































































































SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE LOMBARDIA Sentenza 18 2010 Responsabilità 01-02-2010                                                 Sent. 18/2010 N.25795                                                                                             ******* REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA composta dai Magistrati: Dott.   Antonio VETRO                                  Presidente Dott.   Donato FINO                                       Magistrato Dott.    Vito TENORE                                           Magistrato rel. ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità, ad istanza della Procura Regionale, iscritto al numero 25795  del registro di segreteria, nei confronti di: NOLLI FEDERICO, rappresentato e difeso dall’avv.Augusto Basilico e  presso lo stesso elettivamente domiciliato in Varese, via Staurenghi 37; letta la citazione in giudizio ed esaminati gli altri atti e documenti fascicolati; richiamata la determinazione presidenziale con la quale è stata fissata l’udienza per la trattazione del giudizio; ascoltata, nell’odierna udienza pubblica, la relazione del Magistrato designato prof.Vito Tenore e uditi gli interventi del Pubblico Ministero nella persona del Vice Procuratore Generale dr. Gaetano Berretta e del difensore del convenuto avv. Basilico; viste le leggi 14 gennaio1994, n. 19 e 20 dicembre 1996, n.639 FATTO Con atto di citazione depositato il 18.6.2009, la Procura Regionale Lombardia conveniva innanzi a questa Sezione giurisdizionale Nolli Federico, ex Sindaco del Comune di Cunardo (VA), deducendo quanto segue: a)  che il Tribunale di Varese, nell’ambito del “filone” noto come “tangentopoli varesina”, con sentenza 14.5.2002 n.388, aveva condannato l’attuale convenuto, quale ex Sindaco di Cunardo, per corruzione aggravata, avendo ricevuto dall’imprenditore Squizzato Mario la somma complessiva di euro 5.164,57 (lire 10 milioni) per favorire le ditte Italtubi spa e Rolly Impianti srl, amministrate dallo Squizzato, nella aggiudicazione di appalti, assegnati a trattativa privata; b) che tale sentenza, nel cui giudizio il Comune si era costituito parte civile, era stata confermata dalla sentenza 24.5.2006 n.1359 della Corte di Appello di Milano, che aveva ribadito anche le assunte statuizioni civili; c) che la Corte di Cassazione, con sentenza 6 marzo 2008 n.10357, aveva annullato la sentenza d’appello per intervenuta prescrizione del reato, confermando tuttavia le statuizioni civili e la veridicità dei fatti storici tangentizi fondati su dichiarazioni dello stesso Nolli e dell’imprenditore Squizzato; d) che tale condotta illecita del Sindaco Nolli aveva causato un danno erariale derivante dall’incremento dei costi di tutti gli appalti affidati a trattativa privata (ergo in monopolio) dal Comune alle imprese dello Squizzato attraverso perizie suppletive e varianti, o offerte di ribassi esigui o assenti, analiticamente indicati nella nota 28.2.2005 n.1130 inviata dall’Ente locale; e) che tale danno erariale era quantificabile in euro 5.164,57, pari al costo delle tangenti erogate al Nolli e “scaricate” sulla committente PA dall’imprenditore corruttore, a cui era da aggiungere l’importo del danno all’immagine arrecato all’ente Comunale, pari al doppio della tangente di L.10 milioni percepita, ovvero euro 10.329,14 (pari a L. 20 milioni); f) che le deduzioni inviate dal Nolli in riscontro all’inoltrato invito a dedurre non erano risultate idonee a superare l’ipotesi accusatoria. Ciò premesso, l’attrice Procura chiedeva la condanna del Nolli al risarcimento di complessivi euro 15.493,71, oltre accessori, per danno da tangente e danno all’immagine, opponendosi alla riduzione dell’addebito a fronte di condotte dolose. Si costituiva il Nolli, difeso dall’avv.Augusto Basilico, eccependo: a) l’intervenuta prescrizione dell’azione risarcitoria a fronte di una richiesta di rinvio a giudizio in sede penale del 29.12.1994 e un invito a dedurre giuscontabile notificato il 21.2.2009, nonché di una costituzione di parte civile inidonea ad interrompere la prescrizione; b) la mancata prova, nel merito, della condotta tangentizia del Nolli, non desumibile dalle risultanze penali, fondate su dichiarazioni del convenuto non corrispondenti al contenuto del verbale riassuntivo per un probabile errore dell’estensore; c) l’inconfigurabilità dell’ipotizzato danno all’immagine stante la assenza di prova del discredito patito dalla PA, del ruolo marginale del Nolli nell’ambito della c.d. tangentopoli varesina  e della assenza di tracce giornalistiche dell’episodio nella stampa nazionale o locale. Chiedeva pertanto il rigetto della domanda attorea o, in via gradata, la riduzione dell’entità del danno contestato.. All’udienza del 27.1.2010, sentito il magistrato relatore prof.Vito Tenore,  la Procura Regionale, in persona del Vice Procuratore Generale predetto, insisteva nella pretesa risarcitoria relativa  alle due voci di danno reclamate in citazione. Il difensore del Nolli, avv. Basilico, sviluppava gli argomenti già esposti nelle rispettive memorie. Quindi la causa veniva trattenuta in decisione. DIRITTO 1. La fattispecie sottoposta al vaglio dell’adita Sezione Giurisdizionale attiene alla pretesa risarcitoria azionata dalla Procura Regionale Lombardia nei confronti di un ex Sindaco del Comune di Cunardo (Va), per i danni erariali (da tangente e all’immagine) dallo stesso arrecati alla PA a seguito della affermata percezione indebita di una somma di L.10 milioni per favorire le ditte Italtubi spa e Rolly Impianti srl, amministrate da Squizzato Mario, nella aggiudicazione di appalti, assegnati a trattativa privata dal Comune suddetto, previo frazionamento dei lavori. 2. In via prioritaria, va vagliata la possibile prescrizione dell’azione contabile eccepita dalla difesa del convenuto, sulla quale il Collegio osserva quanto segue.             Premesso che la Sezione ritiene che il termine prescrizionale dell’illecito ipotizzato dalla parte attrice decorra, nella fattispecie in esame, non già dalla data di commissione dei fatti (1992), ma dalla data della scoperta dei fatti stessi – coincidente, secondo univoca giurisprudenza (C.conti, sez.III app., 18 gennaio 2002, n. 10; id. sez.I app., 3 aprile 2002 n.102/A; id., sez.I app., 2 ottobre 2002, n. 336/A; id., sez. II app., 7 novembre 2002, n. 338/A; id., sez. I app., 18 marzo 2003, n. 103/A; sez.Lombardia 13 maggio 2008 n.384) con la data della richiesta di rinvio a giudizio (29.12.1994, circostanza incontestata tra le parti) -  trattandosi di una manualistica fattispecie di “occultamento doloso del danno” ex art.1, co.2, l. n.20 del 1994, si rinviene nel fascicolo d’ufficio, a fronte di un invito a dedurre notificato nel febbraio 2009, un basilare atto volto ad interrompere la prescrizione prima dei notificati inviti a dedurre e citazioni, ovvero la costituzione di parte civile dell’amministrazione danneggiata, avente effetti interruttivi sulla prescrizione per tutta la durata del giudizio penale, chiuso, nella specie, con sentenza Cass., sez.VI, 6.3.2008 n.10357 (in terminis cfr., tra le tante, C.conti, sez. I centrale 7.2.2006 n.37; sez.Lombardia, sez.Lombardia 13 maggio 2008 n.384; id., sez.Lombardia, 10 dicembre 2003 n.1478).             Orbene, sul punto va ribadito quanto segue:             a) che la giurisprudenza è univoca sulla idoneità interruttiva dell’invito a dedurre ove contenga, come nel caso di specie, una rituale costituzione in mora (C. conti, sez. riun., 20 dicembre 2000 n. 14/QM; C.conti, sez.riun., 20 marzo 2003 n.6/QM; id., sez.Calabria, 4 marzo 2003 n.191; id., sez.Lazio, 27 febbraio 2003 n.469;  id., sez.Lazio, 3 gennaio 2003 n.26; id., sez.II, 9 gennaio 2008, n.1; id., sez.II, 30 ottobre 2007, n. 342); b) che la giurisprudenza è concorde, nonostante isolate pronunce in senso contrario (C.conti, sez.Lombardia n.1198 del 2003 e id., 728 del 2005), nel ritenere che la costituzione di parte civile  interrompa la prescrizione per tutta la durata del relativo processo penale: v. C.conti, sez.I, 6 maggio 2009 n.295; id., 15 aprile 2009 n.237; id., 14 gennaio 2009 n.16; id., 14 ottobre 2008 n.426; id., sez.III, 19 ottobre 2007 n. 330; id., sez.I, 13 febbraio 2007 n. 29; id., sez.III,  26 marzo 2007 n.73; id., sez. II, 21 marzo 2006, n. 137; id., sez. I, 2 marzo 2006 n. 65; id., sez.I, 31 maggio 2005, n. 184;  id., sez. I, 7 febbraio 2006 n.37; id., sez. III, 9 novembre 2005, n. 672; id., sez. riun., 25 novembre 2004, n. 8/QM; id., sez. Lombardia, 10 dicembre 2003 n.1478; id., sez. II, 10 luglio 2002 n. 227/A; id., sez. III, 6 giugno 2002 n. 192/A; id., sez.I, 3 aprile 2002 n.102/A; id., sez. riun., 18 marzo 1996 n. 14/A; id., sez. riun., 8 marzo 1994 n. 934/A. Per la idoneità interruttiva di tale costituzione di parte civile anche in sede penale Cass, sez.III, 9 aprile 2001 n.5256; id., 6 dicembre 2000 n.15511;  id., 8 marzo ......