PENALE PER RITARDATA CONSEGNA DEI LAVORI: NON SOGGETTA ALL’IVA



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DIRIGENTI: ACCORDO SULLE AREE AUTONOME DI CONTRATTAZIONE



































































































Agenzia delle Entrate Risoluzione del 23/04/2004 n Agenzia delle Entrate Risoluzione del 23/04/2004 n. 64   Istanza d'interpello - Pagamento di penale per ritardata consegna di opere - Esclusione dalla base imponibile IVA - Art. 15 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 Con l'istanza   di   interpello   di  cui  all'oggetto,  concernente   l'esatta applicazione dell'art.  15  del  DPR  26  ottobre  1972,   n.  633,  e' stato esposto il seguente                                                                                                                                                                       QUESITO                                                                                                                                                                                                   In data  19  dicembre  1998, l'Ispettorato Centrale Difesa del Mare del soppresso Ministero  della  Marina  Mercantile  (ora Ministero dell'Ambiente e della tutela  del  Territorio),  ha  stipulato  con la  X S.p.A., un contratto per la mappatura delle praterie di ...                                               A causa  del  ritardo  nella  consegna degli elaborati finali, dovuto a cause dipendenti  dalla  Societa',  il  Ministero  procedeva  ad applicare, ai sensi dell'articolo 3 del contratto, la penale per ritardata consegna.               Su detta  penale,  determinata  in  un  importo pari al 5 per cento del saldo contrattuale, veniva applicata l'aliquota IVA del 19 per cento.                La X  ritiene  che  sulle  somme trattenute a titolo di penale non vada applicata l'IVA e ne chiede, quindi, la restituzione.                                Il Ministero   dell'Ambiente,   subentrato  dopo  la  soppressione  del Ministero della  Marina  Mercantile,  chiede  di conoscere il parere di questa Agenzia sulla   legittimita'   della   richiesta   avanzata   dalla  societa', finalizzata ad ottenere la restituzione dell'IVA applicata sulla penale.                                                                                           SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL    CONTRIBUENTE                                                                                                    L'istante non ha prospettato alcuna soluzione                                                                                                                                                                                             PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE                                                                                                                           Si osserva  preliminarmente  che,  ai  sensi  dell'art. 1, comma 1, del D.M. 26  aprile  2001,  n.  209,  il contribuente, qualora ricorrano obiettive condizioni di  incertezza  sulla interpretazione di una disposizione normativa di natura  tributaria,  puo' inoltrare all'Amministrazione finanziaria istanza di interpello.                                                                       Ai sensi  del  comma  2  del medesimo articolo 1, l'istanza deve essere presentata prima  di  porre  in  essere  il  comportamento  rilevante  ai fini tributari.                                                                           Nel caso  in  esame  l'istanza riguarda la legittimita' e fondatezza di una richiesta    di   rimborso   avanzata   dalla   societa'   nei   confronti dell'interpellante derivante,  a  suo  dire,  da  un   errato  assoggettamento all'imposta sul valore aggiunto di somme addebitate a titolo di penale.              Pertanto, poiche'  la  richiesta  avanzata  nell'istanza e' relativa ad un comportamento  gia'  posto  in  essere dal richiedente, il parere che viene reso qui  di  seguito, nell'ambito della piu' generale attivita' di consulenza ed assistenza  prevista  dalla  circolare  n.  99/E del 18 maggio 2000, non e' produttivo degli  effetti  tipici  dell'interpello  di  cui  all'articolo  11, commi 2 e 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212.                                      Cio' premesso, si osserva quanto segue.                                       L'articolo 13,   primo   comma,   del   DPR  26  ottobre  1972,  n.633, stabilisce che  agli  effetti  dell'IVA  "la base imponibile delle cessioni di beni e  delle  prestazioni di servizi e' costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi  dovuti  al  cedente  o  prestatore  secondo  le  condizioni contrattuali, compresi  gli  oneri  e  le  spese  inerenti  all'esecuzione e i debiti o   altri   oneri   verso   terzi   accollati   al   cessionario  o  al committente...".                                                                     Il successivo  articolo  15, primo comma, n.1) prevede che sono escluse dal computo  della  base  imponibile  "  le somme dovute a titolo di interessi moratori o  di  penalita'  per  ritardi o altre irregolarita' nell'adempimento degli obblighi del cessionario o del committente;".                                  Pertanto, al  fine  di stabilire l'assoggettamento o meno all'IVA delle somme dovute   dalla  societa'  per  il  ritardo  nell'esecuzione  dei  lavori rispetto alla  data  contrattualmente stabilita, e' necessario individuarne la natura giuridica.                                                                    In particolare  occorre  verificare  se  dette  somme  costituiscono un vero e  proprio  corrispettivo  per l'esecuzione di una prestazione  oppure se trattasi di  somme corrisposte a titolo di indennizzo o risarcimento.                Cio' premesso,  nel  caso di specie, le parti hanno previsto al punto 3 del contratto   che:    "  la  presentazione  al  collaudo  del  progetto,  se effettuata in    ritardo    rispetto    alla    data   finale,   dara'   luogo all'applicazione di   penalita'   per   ritardata consegna pari  allo 0,05 per cento  dell'importo  totale per ogni giorno lavorativo....".                         Con la   suddetta   clausola,    al   fine  di  rafforzare  il  vincolo contrattuale, le  parti   hanno  stabilito  quanto  dovra'  essere  pagato,  a titolo di   penale,   dalla  parte  che  dovesse  rendersi  inadempiente  agli obblighi contrattualmente assunti.                                                   In generale  la  clausola  penale, secondo il predominante orientamento dottrinale, ha   la   triplice  funzione  di  rafforzare  la  possibilita'  di adempimento, di  sanzionare  la  parte  inadempiente,  di  risarcire  il danno subito dalla controparte contrattuale.                                               In particolare,  nel  caso in esame, poiche' la penale e' convenuta per un ritardo   nell'adempimento   degli   obblighi  contrattuali,  essa  ha  una funzione prevalentemente sanzionatoria.                                              Tutto cio'  premesso,  si  evidenzia  che, ai sensi dell'articolo 1 del DPR n.  633  del  1972,  "  l'imposta  sul  valore  aggiunto  si applica sulle cessioni di  beni  e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese o nell'esercizio di arti e professioni.....".        L'imposta, in   sostanza,   si   applica  sulle  somme  costituenti  il corrispettivo di ......