PER RISPETTARE IL BLOCCO BASTA NON AUMENTARE LA SPESA



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PRIMI COMMENTI DPEF 2007-2011



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA                         IN NOME DEL POPOLO ITALIANO             IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE                                 PER IL LAZIO – SEZIONE III Composto dai signori Stefano BACCARINI              Presidente Maria Luisa DE LEONI                       Consigliere Giulia FERRARI                                  Consigliere Ha pronunciato la seguente sentenza                                                            S E N T E N Z A sul ricorso n. 11267 del 2004/Reg.gen., proposto da   Tullio FREDIANI, rappresentato e difeso dagli avv.ti Giorgio Recchia, Silvio Bozzi e Pietro Faleltta, con domicilio eletto in Roma, Corso Trieste, n. 88; C O N T R O L’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, in persona del Rettore pro-tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato; per l’annullamento del diniego di presa di servizio quale Professore associato presso la Facoltà di medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto con legge finanziaria n. 289 del 2002, opposto dal Rettore con nota n. 371 del 20.9.2004; e per il risarcimento dei danni conseguenti alla mancata nomina a decorrere dal dicembre 2003, maggiorato di rivalutazione monetaria ed interessi legali; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Viste le memorie delle parti a sostegno delle rispettive difese; Viste la sentenza istruttoria n. 2186 del 2005 e l’ordinanza interlocutoria n. 1157 dell’8 giugno 2005; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla pubblica udienza del 19 aprile 2006, il Cons. Maria Luisa De Leoni e uditi, altresì, i difensori presenti delle parti in causa, come da verbale; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: F A T T O             1. Con ricorso notificato in data 11 novembre 2004, il Prof.Tullio Frediani, impugna gli atti in epigrafe indicati e ne chiede l’annullamento. Espone, in fatto, di essere ricercatore confermato presso l’Università degli studi di Roma, La Sapienza dall’1.8.1980  (decorrenza giuridica 1.8.1981) e di svolgere la propria attività per il settore scientifico - disciplinare MED/38 “Pediatria generale e Specialistica”. In data 20 giugno 2003 ha conseguito l’idoneità a professore di seconda fascia per lo stesso settore scientifico disciplinare e, in data 19 dicembre 2003, è stato chiamato, con delibera del Consiglio della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della predetta Università, a ricoprire il posto di Professore di seconda fascia per settore scientifico – disciplinare MED/38 “Pediatria generale e Specialistica”. Illegittimamente, però, con nota n. 371 del 20 settembre 2004 il Rettore gli ha comunicato di non poter procedere alla sua nomina a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto dall’art. 34 della legge finanziaria n. 289 del 2002. 2. Avverso il predetto provvedimento il ricorrente è insorto deducendo: a) Falsa applicazione della legge finanziaria n. 289 del 2002 - Eccesso di potere per difetto di presupposti - Sviamento di potere - Violazione delle regole di buon andamento e di efficacia dell’azione amministrativa - Insufficienza, contraddittorietà e illogicità della motivazione. Illegittimamente il Rettore ha ritenuto di estendere il blocco  delle assunzioni disposto dalle leggi finanziarie alla ricorrente, pur non comportando la sua presa servizio in qualità di professore associato alcun costo aggiuntivo per l’Amministrazione né per l’esercizio finanziario 2003 né per quelli successivi, atteso che egli già prestava servizio presso la stessa Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università con la qualifica di ricercatore confermato e con un trattamento economico complessivo superiore a quello dovuto all’associato appena nominato. b) Disparità di trattamento. Difetto di motivazione , contraddittorietà e illogicità. Con palese disparità di trattamento l’Amministrazione, nel dicembre 2003, ha consentito a 91 professori di I e di II fascia di prendere servizio presso l’Università “La Sapienza”, con decorrenza 29 dicembre 2003. 3. Il ricorrente chiede altresì il risarcimento dei danni subiti per effetto della mancata presa servizio in qualità di professore associato, maggiorato di rivalutazione monetaria ed interessi legali. 4. Si è costituita in giudizio l'Amministrazione, che ha sostenuto l'infondatezza, nel merito, del ricorso. 6. Con sentenza istruttoria n. 2186 del 2005 e ordinanza interlocutoria n. 1157 dell’8 giugno 2005 sono stati disposti incombenti istruttori. 7. All’udienza del 19 aprile 2006 la causa è stata trattenuta per la decisione. DIRITTO Il ricorrente, Ricercatore confermato presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Roma, La Sapienza,  in data 19 dicembre 2003 è stato chiamato, con delibera del Consiglio della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della predetta Università, a ricoprire il posto di Professore di seconda fascia per il settore scientifico – disciplinare MED/38 “Pediatria Generale e Specialistica”. Malgrado l’avvenuta chiamata, il ricorrente non ha potuto prendere regolarmente servizio nel corso del 2003 a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto dall’art. 34 legge finanziaria n. 289 del 2002 e rinnovato per il 2004 dalla successiva legge finanziaria n. 350 del 2003. Parte ricorrente, come da epigrafe del ricorso e deduzioni al riguardo svolte, reclama il diritto a prendere servizio nel nuovo ruolo, con decorrenza dal dicembre 2003. Il ricorso è fondato. Come chiarito in una recente decisione di questa stessa Sezione, l’art. 34, quarto comma, L. n. 289 del 2002 (legge finanziaria 2003) dispone che “Per l'anno 2003 alle amministrazioni di cui al comma 1, ivi comprese le Forze armate, i Corpi di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, fatte salve le assunzioni di personale relative a figure professionali non fungibili la cui consistenza organica non sia superiore all'unità, nonché quelle relative alle categorie protette”. Ritiene il Tribunale che tale divieto – chiaramente dettato da esigenze di contenimento della spesa pubblica – non possa applicarsi al caso del ricorrente, ricercatore confermato, giudicato idoneo a ricoprire il posto di professore universitario di II fascia, in relazione all’avvenuto accertamento in ordine alla assenza di alcun aggravio economico incidente sulla posizione dell’Università in ipotesi di assunzione del ricorrente quale professore di II fascia alla data del  dicembre 2003. Così come evidenziato nella relazione depositata dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato in data 29 marzo 2006  in esito alle ordinanze istruttorie sopra citate, la retribuzione eventualmente spettante al ricorrente nella nuova qualifica di professore di II fascia sarebbe, infatti, stata inferiore a quella percepita precedentemente quale ricercatore confermato e, conseguentemente, non incidente sul cd. blocco delle assunzioni disposte dalla normativa richiamata [si legge nella relazione della Ragioneria Generale dello Stato che “la minore retribuzione complessiva prevista per la nuova qualifica rispetto a quella precedente è dovuta alla circostanza che lo stipendio e l’assegno aggiuntivo della qualifica di professore straordinario non risentono dell’anzianità di servizio pregresso. In base a quanto precisato al precedente punto 2 al docente interessato compete l’apposito assegno personale differenziale pari ad € 13.968,20 (49.530,27 -  35.562,07), al netto degli oneri riflessi. Pertanto l’attribuzione del nuovo trattamento economico fin dall’anno accademico 2003/2004 non avrebbe comportato maggiore spesa”]. La conclusione testé raggiunta - e relativa all’illegittimità del provvedimento impugnato nella parte in cui ha negato l’assunzione del ricorrente nella qualifica di professore di seconda fascia a decorre dal dicembre 2003 - appare la più rispondente alle finalità della normativa finanziaria richiamata e fondata sull’effettivo esborso da corrispondersi, da parte dell’Amministrazione, al ricorrente quale professore di II fascia.  In conformità a tali motivi, il ricorso deve trovare accoglimento, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato. Deve, invece, respingersi la domanda di risarcimento del danno proposta dal ricorrente in considerazione della assenza di alcuna variazione stipendiale connessa alla retrodatazione della nomina conseguente all’annullamento dell’atto impugnato e, quindi, della inesistenza di alcun danno economico in capo allo stesso. Sussistono giusti motivi, ad avviso del Collegio, per disporre l’integrale compensazione tra le parti delle spese di causa. P.Q.M.