PERIODO TRANSITORIO DELLE CONCESSIONI DEL GAS



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MODALITA' VINCOLANTI PER LA PRESENTAZIONE DELLE LISTE



































































































art art. 21 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale   Registro Ordinanza:/ 4850/05 Registro Generale:6747/2005   Sezione Quinta   composto dai Signori: Pres. Sergio Santoro  Cons. Corrado Allegretta  Cons. Claudio Marchitiello   Cons. Aniello Cerreto  Cons. Gabriele Carlotti Est. ha pronunciato la presente ORDINANZA   nella Camera di Consiglio del 11 Ottobre 2005 .   Visto l'art.21, u.c., della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come modificato dalla legge 21 luglio 2000, n. 205;   Visto l'appello proposto da:   ASM BRESCIA S.P.A. rappresentato e difeso da:   Avv.  GABRIELE PAFUNDI   Avv.  VITO SALVADORI con domicilio  eletto in Roma VIALE GIULIO CESARE 14A/4   presso GABRIELE PAFUNDI contro COMUNE DI COMMESSAGGIO rappresentato e difeso da: Avv.  GASPARE BERTOLINO con domicilio  eletto in Roma VIA G. BORSI 3 presso PAOLO VALERIO DE VITO     per l'annullamento dell'ordinanza del TAR  LOMBARDIA  -  BRESCIA   n. 792/2005  , resa tra le parti, concernente TERMINE  FINALE  SERVIZIO  DI   DISTRIBUZIONEDELGAS  NEL  TERRITORIO  COMUNALE  ; Visti gli atti e documenti depositati con l'appello; Vista l'ordinanza di  reiezione   della domanda cautelare proposta in primo grado; Visto l'atto di costituzione in giudizio di:        COMUNE DI COMMESSAGGIO   Udito il relatore Cons. Gabriele Carlotti   e uditi  , altresì, per le   parti  gli avvocati G. Pafundi e G. Bertolino; Considerato che l’A.s.m. non lamenta la lesione del suo interesse alla partecipazione procedimentale; che, nella delibera impugnata, il Comune di Commessaggio si è fatto carico di motivare sulle ragioni della mancata concessione alla società appellante delle proroghe previste dal comma 7 dell’art. 15 del D. Lgs. n. 164/2000; che l’art. 1, comma 69, della c.d. Legge Marzano (L. n. 239/2004), nel fissare temporalmente la cessazione definitiva del periodo transitorio «entro il 31 dicembre 2007», si presenta coerente – essendo rimasto immutato l’originario testo del comma 7 dell’art. 15 del decreto succitato - con la contestuale abrogazione dell’ottavo comma dello stesso art. 15; che da tale abrogazione è unicamente promanato il divieto di cumulare gli incrementi aziendali i quali dunque, quand’anche concessi, non potrebbero mai sortire l’effetto di differire la durata massima del periodo transitorio “individuale” oltre il biennio, fatta salva l’ulteriore ed eccezionale proroga annuale per «motivazioni di pubblico interesse»;   P.Q.M.