PIANO DI SICUREZZA PER LA CARTA D'IDENTITA' ELETTRONICA



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SCADENZA DEL TERMINE DEL PERMESSO DI COSTRUIRE



































































































Carta d’identità elettronica: in G Carta d’identità elettronica: in G.U. le regole tecniche per la redazione del Piano di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione   Sulla G.U. n. 218 del 19 settembre 2005 è stato pubblicato il Decreto 2 agosto 2005 del Ministero dell’Interno, che detta le “regole tecniche e di sicurezza per la redazione dei piani di sicurezza comunali per la gestione delle postazioni di emissione Cie, in attuazione del comma 2 dell’art. 7-vicies ter della Legge 31 marzo 2005, n. 43”. Il Decreto, nelle sue premesse, richiama il Dlgs. n. 82/05, pubblicato sulla G.U. n. 112 del 16 maggio scorso e rubricato “Codice dell’amministrazione digitale”, il quale si propone di fornire un quadro normativo omogeneo e unitario ai fini dell’applicazione delle nuove tecnologie digitali nella P.A., consentendo tra l’altro un notevole recupero di efficienza, ingenti risparmi di spesa ed un miglioramento della qualità dei servizi. Il Codice appena citato si associa inoltre al Dlgs. 28 febbraio 2005, n. 42, pubblicato sulla G.U. n. 73 del 30 marzo 2005, che ha dato già il via alla realizzazione del Sistema Pubblico di Connettività (Spc), il quale collega tutti gli uffici pubblici, centrali e periferici, con un sistema omogeneo, sicuro ed efficiente che, tra gli altri effetti, ha anche quello di aiutare i cittadini nei rapporti con la burocrazia pubblica Fra gli strumenti innovativi il Codice cita, all’art. 66, rispettivamente, la Carta d’identità elettronica e la Carta nazionale dei servizi che diventano lo strumento chiave per razionalizzare e semplificare l’azione amministrativa e sono regolate dal Codice per essere strumenti di autenticazione e di accesso ai servizi in rete della P.A.. Con la pubblicazione sulla G.U. n. 125 del 31 maggio scorso della Legge 31 maggio 2005, n. 88, di conversione con modificazioni del Dl. 31 marzo 2005, n. 44, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di Enti Locali” è stato istituito con l’art. 1-novies (“Modifiche all’ordinamento delle Anagrafi della popolazione residente”) l’Indice nazionale delle Anagrafi (Ina) promuovendone la circolarità delle sue informazioni, a cui possono accedere le Amministrazioni pubbliche per reperire dati sulle generalità delle persone residenti in Italia. Le modalità di aggiornamento e di accesso all’Ina saranno disciplinate da apposito regolamento da adottarsi con Decreto del Ministro dell’Interno. Infine, la Legge 31 marzo 2005, n. 43, di conversione con modificazioni,del Dl. n. 7/05, pubblicata sulla G.U. n. 75 del 1° aprile 2005, relativamente al rilascio di documentazione in formato elettronico dispone, all’art. 7-vicies ter, che dal 1° gennaio 2006 la carta d’identità sarà sostituita dalla Carta d’identità elettronica (Cie) al momento del primo rilascio o del suo rinnovo. Per questo i Comuni, entro il prossimo 31 ottobre, debbono attivarsi per avere la possibilità di collegarsi all’Indice nazionale delle anagrafi (Ina) presso il Centro nazionale per i Servizi demografici (Cnsd) e per redigere il Piano di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione secondo le regole tecniche fornite dal Ministero dell’Interno. Il Decreto in commento, dopo aver fornito una serie di definizioni tecniche (art. 1), dispone (artt. 1 e 4) che i Comuni, entro il 31 ottobre 2005 devono redigere il Piano di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione della Cie e devono predisporre i collegamenti necessari all’Indice nazionale delle Anagrafi (Ina). Il procedimento operativo da seguire per la redazione del Piano di sicurezza comunale è il seguente: a) nomina del responsabile comunale per la sicurezza degli accessi al Centro nazionale dei Servizi demografici (Cnsd); b) redazione del Piano di sicurezza comunale per la Cie; c) approvazione del Piano da parte della Prefettura. Il collegamento al Cnsd. si attiva provvedendo: a) ad attivare e gestire le credenziali digitali e i software di sicurezza, monitoraggio e allarmi forniti dal Ministero dell’Interno; b) a predisporre ed attivare la porta di accesso; c) a predisporre ed attivare i sistemi comunali per l’accesso ai servizi applicativi del Cnsd.; d) ad attivare il collegamento all’Ina tramite porta di accesso; e) ad attivare il collegamento tramite porta di accesso per l’emissione della Cie. Il capo II del Decreto detta norme procedimentali per l’emissione della Cie. L’art. 7 individua nella figura del Sindaco il responsabile comunale per la sicurezza degli accessi al Cnsd., che può anche delegare l’incarico ad un funzionario comunale. Tale evenienza andava comunicata al Ministero dell’Interno e alla Prefettura entro lo scorso 31 agosto, trasmettendo loro l’atto di nomina. Il responsabile comunale all’atto di nomina firma l’impegno alla riservatezza. Il Sindaco controlla l’attività del funzionario delegato e invia semestralmente alla Prefettura una relazione sul suo operato. Il Ministero dell’Interno invia al Sindaco, che le consegna al responsabile comunale per la sicurezza degli accessi, le credenziali digitali ed i software di sicurezza, monitoraggio e allarmi occorrenti per: a) abilitare la porta di accesso del Comune; b) predisporre ed attivare i sistemi comunali per l’accesso ai servizi applicativi del Cnsd.; c) attivare il collegamento all’Ina; d) attivare il collegamento per l’emissione della Cie. Il funzionario comunale nominato per la sicurezza degli accessi è responsabile della corretta attivazione della porta di accesso del Comune e di tutti i sistemi comunali che hanno accesso ai servizi applicativi del Cnsd. Entro il 31 ottobre 2005 (art. 8) il Piano di sicurezza comunale deve essere redatto e inviato, in formato digitale e cartaceo, alla Prefettura per la sua approvazione; lo stesso deve essere aggiornato semestralmente. L’art. 9 disciplina l’approvazione del Piano di sicurezza comunale che, emanato dal Sindaco e tenuto presso la propria “segreteria atti riservati”, viene trasmesso alla Prefettura su cd-rom con firma indelebile del Sindaco e creato secondo le credenziali digitali ed i software di sicurezza, monitoraggio e allarmi, in busta sigillata con ceralacca e consegnato dal messo comunale. La Prefettura, entro trenta giorni, approva totalmente o parzialmente o non approva il Piano invitando il Comune, in caso di approvazione parziale o non approvazione, a rivederlo in base alle osservazioni effettuate. Questo, una volta rivisto, deve essere nuovamente presentato alla Prefettura per la sua approvazione. La mancata redazione del Piano o la sua revisione in caso di approvazione parziale ingenera, previa diffida, poteri sostitutivi del Prefetto. Il Comune, ai fini dell’emissione della Cie, deve rendere operativo il Piano di sicurezza entro il 31 dicembre 2005. Per accertare “la piena corrispondenza con le dotazioni autorizzate dal Ministero dell’intero”, prima di attivare il Piano il Sindaco “fa l’inventario” delle credenziali digitali e dei software di sicurezza, monitoraggio e allarmi, compilando un apposito verbale che sarà trasmesso, insieme al Piano, alla Prefettura. Gli interventi modificativi o integrativi del software e dell’hardware devono essere preventivamente autorizzati dal Ministero e le richieste di modifica o integrazione devono essere conservate in originale insieme alle autorizzazioni. Le credenziali digitali ed i software di sicurezza, monitoraggio e allarmi, fornite dal Ministero dell’Interno su supporto informatico, contengono: a) credenziali digitali per l’identificazione univoca del Comune; b) strumenti di sicurezza (agenti di controllo monitoraggio e allarme, certificati digitali, dotazioni di servizio) richiesti per l’attivazione della porta di accesso; c) strumenti di sicurezza (certificati digitali, dotazioni di servizio) richiesti per l’attivazione delle postazioni comunali autorizzate all’accesso ai servizi applicativi del Cnsd. tramite porta di accesso; d) strumenti di sicurezza (agenti di controllo monitoraggio e allarme, certificati digitali, dotazioni di servizio) richiesti per l’attivazione delle postazioni Cie. L’attivazione della porta di accesso ai domini applicativi del Cnsd. avviene: -mettendo a disposizione le componenti hardware coerenti con le regole tecniche e di sicurezza indicate dal Ministero, di cui all’allegato B del Decreto; -configurando l’infrastruttura di rete comunale; -attivando la porta di accesso che consiste: a) abilitazione della porta di accesso; b) registrazione della porta di accesso presso il Cnsd; c) verifica della presenza di tutto il software autorizzato e necessario e che non sia presente software non necessario e non autorizzato; d) prova di comunicazione, eseguita con la dotazione di servizio fornita. Al termine delle operazioni appena citate, il Ministero dell’Interno certifica la porta di accesso in funzione dei risultati ottenuti. La comunicazione della certificazione perverrà al Comune sulla stessa porta di accesso. Il responsabile comunale per la sicurezza degli accessi deve controllare la corretta attivazione della porta di accesso, da attivarsi entro......