POSSIBILITA’ PER IL SINDACO DI NOMINARE CONSIGLIERI DELEGATI



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NUOVA NOMINA DEL DIFENSORE CIVICO SE IL CONSIGLIO DECADE



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA TOSCANA - I^ SEZ. ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 1449/2003 proposto da GANNI ALDERANO rappresentato e difeso dall’Avv. Maria Beatrice Pieraccini ed elettivamente domiciliato presso la Segreteria dell’intestato Tribunale; contro il Comune di Camaiore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dall’ Avv. Carmelo D’Antone ed elettivamente domiciliato presso la Segreteria dell’intestato Tribunale; e n.c. di BETTI Bruno, non costituito; PER L'ANNULLAMENTO - del provvedimento n.23 in data 15 luglio 2002, conosciuto a mezzo accesso agli atti in data 10 giugno 2003, con cui il Sindaco del Comune di Camaiore ha delegato il consigliere comunale arch. Bruno Betti all’esercizio di funzioni di indirizzo e di coordinamento “sulle seguenti materie e servizi comunali: Edilizia privata con particolare riferimento ai sottoindicati oggetti: a) rapporti con gli Uffici di edilizia privata e programmazione delle attività; b) snellimento delle relative procedure e procedimenti; c) interpretazione e modifiche ai regolamenti comunali in materia di edilizia, compresi gli oneri di urbanizzazione; d) definizione delle pratiche di condono edilizio; e) rapporti con il pubblico, i professionisti e gli ordini professionali. Grande viabilità con particolare riferimento ai sottoindicati oggetti: a) grande viabilità e viabilità di collegamento compresi i rapporti con gli enti pubblici e privati coinvolti”; - dell’art.21, comma 7, dello Statuto del Comune di Camaiore, approvato con delibera di C.C. n.164 del 16 ottobre 1991, successivamente modificato con delibera C.C. n.75 del 15 ottobre 2002, nella parte in cui prevede che il Sindaco possa “attribuire deleghe a consiglieri comunali per lo svolgimento di compiti connessi all’esercizio di funzioni di indirizzo e di coordinamento su particolari materie o affari di propria competenza o per l’espletamento di compiti di rappresentanza” - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenzial; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti della causa; Uditi alla pubblica udienza del 21 gennaio 2004 – relatore il Consigliere Eleonora Di Santo – i difensori delle parti; Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: FATTO E DIRITTO Con atto in data 15 luglio 2002 il Sindaco del Comune di Camaiore, dopo aver premesso: “che si ritiene opportuno delegare un Consigliere Comunale di maggioranza a voler curare particolari materie e altrettanti servizi comunali; che la suddetta nomina non deve dar adito ad equivoci o essere interpretata come in contrasto con le norme di cui alle leggi 25.03.1993 n.81, 15.10.1993 n.415 e D. Lgs. 267/2000; che di conseguenza il Consigliere Delegato avrà esclusivamente una funzione propositiva e di consulenza nei confronti del Sindaco; che il Consigliere Delegato non parteciperà alle sedute della Giunta Municipale, né avrà poteri decisionali; che nei confronti dei Dirigenti, Funzionari e Responsabili dei vari Servizi non avrà nessun potere ulteriore rispetto a quello che hanno tutti i Consiglieri Comunali in quanto tali; che i provvedimenti di cui alla delega suddetta faranno capo e saranno sottoscritti dal Sindaco”; provvedeva a delegare il consigliere comunale Bruno Betti “all’esercizio di funzioni di indirizzo e di coordinamento sulle seguenti materie e servizi comunali: Edilizia privata con particolare riferimento ai sottoindicati oggetti: f) rapporti con gli Uffici di edilizia privata e programmazione delle attività; g) snellimento delle relative procedure e procedimenti; h) interpretazione e modifiche ai regolamenti comunali in materia di edilizia, compresi gli oneri di urbanizzazione; i) definizione delle pratiche di condono edilizio; j) rapporti con il pubblico, i professionisti e gli ordini professionali. Grande viabilità con particolare riferimento ai sottoindicati oggetti: b) grande viabilità e viabilità di collegamento compresi i rapporti con gli enti pubblici e privati coinvolti”. Il successivo 15 ottobre, poi, il Consiglio comunale modificava lo Statuto, prevedendo all’art.21, comma 7, che il Sindaco medesimo potesse conferire deleghe ai consiglieri comunali “per lo svolgimento di compiti connessi all’esercizio di funzioni di indirizzo e di coordinamento su particolari materie o affari di propria competenza o per l’espletamento di compiti di rappresentanza”. Con il ricorso in esame il ricorrente, in qualità di consigliere comunale del Comune di Camaiore, ha impugnato gli atti suindicati, ritenendo che siano gravemente lesivi delle competenze e delle prerogative dell’organo cui appartiene. Deduce a sostegno del gravame: 1) Violazione e/o falsa applicazione dell’art.6 del d.lgs. 18 agosto 2000 n.267 – Violazione e/o falsa applicazione degli artt.97 e 3 Cost. – Violazione e/o falsa applicazione dei principi desumibili dall’art.64 del d.lgs. 18 agosto 2000 n.267 – Eccesso di potere per violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione – Eccesso di potere per contraddittorietà e illogicità manifesta – Eccesso di potere per assoluta carenza dei presupposti di diritto – Eccesso di potere per disparità di trattamento. La figura del consigliere delegato contemplata nello Statuto del Comune di Camaiore, svolgendo attività proprie del Consiglio e, al contempo, della Giunta (nonché dei dirigenti e degli incaricati esterni), colliderebbe con i principi fondamentali fissati dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, ovvero, in particolare, con i principi desumibili dalle disposizioni che regolano l’assunzione delle cariche pubbliche e da quelle in materia di distribuzione delle competenze interne e sarebbe in contrasto anche con norme costituzionali. Il consigliere delegato verrebbe, infatti, a ricoprire un ruolo trasversale e a svolgere funzioni promiscue, di indirizzo e controllo e operative, in violazione della rigida ripartizione di competenze voluta dal legislatore, e si troverebbe, inoltre, in una posizione differenziata rispetto agli altri consiglieri in seno allo stesso organo di appartenenza, in violazione dell’art.3 della Costituzione. 2) Violazione e/o falsa applicazione dell’art.21, comma 7, dello Statuto del Comune di Camaiore, approvato con delibera di C.C. n.164 del 16 ottobre 1991, successivamente modificato con delibera C.C. n.75 del 15 ottobre 2002 – Violazione e/o falsa applicazione degli artt.97 e 3 Cost. – Eccesso di potere per violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione – Eccesso di potere per contraddittorietà e illogicità manifesta – Eccesso di potere per disparità di trattamento. Il provvedimento sindacale oggetto di impugnazione esorbiterebbe dai limiti di delega imposti dalla normativa statutaria. Ciò in quanto all’arch. Betti sarebbero stati attribuiti, non “compiti connessi all’esercizio di funzioni di indirizzo e di coordinamento”, come recita lo Statuto comunale, bensì “una funzione propositiva e di consulenza nei confronti del Sindaco” (provvedimento sindacale). Questi ultimi, poi, non verrebbero espletati con riferimento a “particolari materie o affari” (Statuto), bensì nell’ambito di “servizi comunali” (provvedimento sindacale) di rilievo fondamentale, in settori di attività della P.A. intesi nella loro più ampia accezione. Il Sindaco non avrebbe, inoltre, attribuito al consigliere Betti “affari di propria competenza” (Statuto), ma, all’opposto, funzioni per lo più appartenenti alla competenza di altri organi comunali. Infine l’attribuzione all’arch. Betti dell’intero settore della grande viabilità e della viabilità di collegamento, essendo stata compiuta senza alcuna precisazione o specificazione delle funzioni effettivamente assegnate, risulterebbe in violazione della regola della specificità dell’incarico prevista dall’art.21, comma 7, dello Statuto. 3) Eccesso di potere per carenza di potere. Il Sindaco del Comune di Camaiore, nel momento in cui ha provveduto, con l’atto impugnato, a delegare all’arch. Betti le funzioni sopra indicate, e cioè in data 15 luglio 2002, sarebbe stato sfornito di alcun valido potere ad operare in tale direzione, essendo stato lo Statuto comunale modificato solo il successivo 15 ottobre 2002. * * * Si può prescindere dall’esame delle eccezioni di inammissibilità del ricorso, per difetto di legittimazione attiva del ricorrente, e di irricevibilità, sollevate dall’Amministrazione resistente, stante l’infondatezza del ricorso nel merito. Quanto alla dedotta illegittimità dell’impugnata disposizione dello Statuto comunale, è sufficiente rilevare che è ius receptum che lo Statuto comunale, fatto salvo il rispetto dei principi e dei precetti legislativi in materia di organizzazione degli enti locali, ben possa prevedere la delegabilità ai consiglieri, da parte del Sindaco, di alcune competenze. E nel caso di specie - stante la portata estremamente circoscritta della disposizione in parola che, muovendosi nel rispetto delle prerogative proprie del Consiglio Comunale (“per lo svolgimento di compiti connessi all’esercizio di funzioni di indirizzo e di coordinamento”), esclude implicitamente, ma inequivocabilmente, che possano essere delegati compiti di amministrazione attiva, che comporterebbero l’inammissibile confusione in capo al medesimo soggetto del ruolo di controllore e di controllato - i principi e i precetti legislativi in materia di organizzazione degli enti locali non risultano in alcun modo vulnerati. Né è fondatamente sostenibile che una disposizione siffatta alteri la posizione politica del consigliere delegato nell’ambito dell’assemblea consiliare, sull’assunto che il consigliere delegato potrebbe “avere una conoscenza differenziata, più qualificata e in anticipo rispetto agli altri consiglieri (…) così che al ricorrente sia precluso di esercitare il proprio diritto di voto in condizioni di parità rispetto ad un altro componente del medesimo organo”. Si tratta, infatti, di una mera eventualità, e, ove dovesse in concreto realizzarsi, ben potrà il consigliere comunale insorgere contro le delibere consiliari adottate a maggioranza ed aventi ad oggetto questioni non sufficientemente note (a tutti i votanti) o istruite. Quanto, poi, alle modalità con cui tale facoltà è stata in concreto esercitata, va rilevato – così come correttamente evidenziato dall’Amministrazione resistente nella propria memoria difensiva - che, nella specie, il Sindaco di Camaiore ha delegato ad un consigliere delle competenze - precise e limitate (e in una materia tecnica) - non di “governo”, ma meramente propositive e di consulenza, nel rispetto sia dei principi generali in materia di organizzazione degli enti locali, sia dei precetti statutari, essendo stato espressamente precisato che si tratta di competenze funzionali all’espletamento di attività di indirizzo e coordinamento. Risulta, inoltre, per tabulas che attraverso la delega il Sindaco – che, si ribadisce, ha conservato intatti tutti i poteri di amministrazione attiva – non ha attribuito al consigliere Betti alcun potere di altra autorità, o altro ufficio, del Comune, bensì semplicemente il compito di svolgere, nel quadro delle generali funzioni di indirizzo e coordinamento, attività finalizzate ad una migliore azione di governo di esso Sindaco, il quale ha inteso, evidentemente, in tal modo dotarsi di un ulteriore strumento per il più efficace svolgimento del proprio mandato. La delega de qua non ha, infatti, alterato le “regole” organizzative dell’Ente, avendo il Sindaco escluso che il consigliere delegato partecipi alle sedute della Giunta, abbia poteri decisionali di alcun tipo, e soprattutto che abbia poteri ulteriori rispetto a quelli degli altri consiglieri sui dirigenti, funzionari e responsabili degli uffici comunali. Quanto, infine, all’ultimo profilo di censura, è sufficiente rilevare che non sussistevano preclusioni a che la modifica statutaria fondasse ex post il potere di delega, con conseguente sanatoria del provvedimento sindacale precedentemente emanato. Il ricorso va, pertanto, respinto. Sussistono, tuttavia, equi motivi per compensare le spese di lite tra le parti. P.Q.M. il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana - Sezione I, respinge il ricorso n.1449/2003 indicato in epigrafe. Spese compensate. Così deciso in Firenze, in data 21 gennaio 2004 dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana in Camera di consiglio, con l'intervento dei signori: Giovanni Vacirca Presidente Andrea Migliozzi Consigliere Eleonora Di Santo Consigliere rel. est. F.to Giovanni Vacirca F.to Eleonora Di Santo F.to Mario Uffreduzzi - Direttore della Segreteria DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 27 APRILE 2004 Firenze, lì 27 APRILE 2004 IL DIRETTORE DELLA SEGRETERIA F.to Mario Uffreduzzi   ......