POTERE DI RIESAME DEI PROVVEDIMENTI



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REVISORI: TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE



































































































REPUBBLICA ITALIANA N.   5500         Reg.Sent. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Anno   2006 IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE per la CAMPANIA – NAPOLI   Sezione VI  N. 933 Reg.Ric.             Anno 2000 ha pronunciato la seguente SENTENZA   sul  ricorso  n. 933 del  2000  proposto da Giovanni Minicozzi rappresentato e difeso da: Avv. to Luigi Giuliano con studio in Benevento alla via Colonnette unitamente al quale elettivamente domicilia in Salerno e quindi da intendersi legalmente domiciliato presso la Segreteria TAR di Napoli; contro  COMUNE DI PADULI in persona del Sindaco p.t. rappresentato e difeso dall’avvocato Umberto Del Basso De Caro con il quale elettivamente domicilia in Salerno alla via Macchiaroli 1 presso l’avvocato Arcidio Grisi, e quindi da intendersi ex lege domiciliato presso segreteria TAR per l’annullamento, previa sospensione a)     del provvedimento n.4105 del 23 luglio 1999 con cui il Sindaco di Paduli ha annullato la concessione di condono edilizio n.4 del 5 ottobre 1996; di tutti gli altri atti preordinati, connessi e consequenziali, comunque lesivi della posizione soggettiva del ricorrente. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti tutti della causa; Uditi alla pubblica udienza del 6 marzo 2006,  relatore il Referendario dott. Sergio Zeuli,  i difensori, come da verbale; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: FATTO E DIRITTO Con atto notificato in data 29 ottobre 1999 e depositato il 10 novembre 1999 il ricorrente impugnava gli atti indicati in epigrafe, chiedendone l’annullamento. A tal proposito esponeva le seguenti circostanze: - aveva concesso in locazione alla MITOS S.r.L. un capannone in sua proprietà, che lo aveva destinato a discoteca avviando i relativi lavori. All’esito di un accertamento dei Carabinieri – che verificavano l’abusività di alcune opere realizzate – aveva presentato istanza di condono edilizio ai sensi della L. 724/1994, accolta, all’esito dell’istruttoria, dal Sindaco del comune di Paduli. Tuttavia, con un successivo provvedimento del 22 novembre 1997 il Sindaco di Paduli aveva sospeso l’efficacia di codesto atto e, benché diffidato dal ricorrente, non emetteva al riguardo alcun provvedimento definitivo. Successivamente il Comune ordinava altresì la sospensione di ogni tipo di attività all’interno della struttura, concessa nel frattempo in locazione ad un circolo con finalità assistenziali. Il conduttore, Circolo “Blow up” otteneva per ben due volte dal TAR Campania, sezione di Salerno, - da lui adito in sede cautelare  - la sospensione del provvedimento inibitorio. Ciò nonostante il Sindaco, con il provvedimento impugnato, annullava definitivamente l’atto di accoglimento dell’istanza di condono edilizio. Tanto premesso, il provvedimento era da ritenersi illegittimo per i ss.motivi: a) incompetenza, essendo stato emesso dal Sindaco, e non dal competente Ufficio Tecnico; b) difetto di motivazione, avendo l’amministrazione totalmente omesso di valutare le argomentazioni difensive prodotte dal ricorrente, nel corso del procedimento; c) violazione di legge, per omessa acquisizione del parere dell’Ufficio Tecnico comunale, all’atto del ritiro del documento; d) eccesso di potere, per inesistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale all’annullamento dell’atto di condono nonché per sviamento di potere e contraddittorietà della motivazione. Si costituiva l’amministrazione intimata, confutando l’avverso dedotto e chiedendo il rigetto del ricorso. La causa, dopo le conclusioni dei difensori, come da verbale, veniva spedita in decisione all’odierna udienza. DIRITTO E’ fondata, innanzitutto, la prima eccezione articolata in ricorso, relativa all’incompetenza del Sindaco ad emettere il provvedimento impugnato. L’articolo 51 comma 3 lett. f) della legge 142/90 all’epoca vigente, indubbiamente attribuisce alal competenza del Dirigente amministrativo all’emanazione degli atti amministrativi concernenti le pratiche di condono (in tal senso, da ultimo, T.A.R. Lazio, sez. II, 1 luglio 2005, n. 5414). Né vale a tal proposito, l’argomento offerto a confutazione dall’intimata, secondo cui la controfirma apposta dal Segretario Comunale, visibile a margine dell’atto, in basso a sinistra,  sarebbe idonea a sanare la segnalata illegittimità. Anche a voler infatti trascurare che detta sottoscrizione risulta ivi apposta quale “visto” di legittimità. é infatti evidente,  dal contesto di quell’atto, che il Segretario Comunale non può dirsi coautore di esso, dal momento che nel corpo della motivazione, viene a......