PRESCRIZIONE DEI CREDITI MATURATI DA DIPENDENTI



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PROBLEMATICHE IN MATERIA DI AIRE



































































































\ \                      REPUBBLICA ITALIANA                                N. 6905/06 REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                   N. 176 REG.RIC.   Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,   Quinta  Sezione           ANNO: 2005 ha pronunciato la seguente   DECISIONE sul ricorso in appello n. 176 del 2005    proposto  da Adriana Terilli, rappresentata e difesa  dall’ avv. Antonino Tillieci e dall’ avv. Teresa Maria Manganella  e presso lo studio della seconda  elettivamente domiciliata  in Roma, via A. Toscani n. 95                                              contro  il Comune di Roma, in persona del sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dall’ avv. Carlo Sportelli, dell’ Avvocatura  Comunale ed elettivamente domiciliato in Roma, via del Tempio di Giove n.21  per l’ annullamento / riforma della decisione n. 2144 del 5 marzo 2004 emessa dal Tar Lazio,sez.II bis;  Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’ atto di costituzione in giudizio del Comune di Roma; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese, Visti gli atti tutti della causa; Designato relatore il consigliere Giancarlo Giambartolomei; Uditi, all’udienza del 27 ottobre 2006, gli avvocati Sportelli e Bernetti quest’ultimo su delega dell’avvocato Tillieci; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue   FATTO E DIRITTO 1.-La sig.ra Adriana Terilli, in relazione ai servizi resi in qualità di  insegnante supplente della scuola materna comunale, con la decisione  impugnata, emessa  dal Tar Lazio,sez.II bis,  ha avuto riconosciuto il diritto a vedersi liquidate le somme dovute  a titolo di: a.-tredicesima mensilità; b.-indennità di liquidazione; c) indennità di tempo potenziato di cui al co.6 dell’ art. 45 del dpr n.333 del 1990; d.) indennità sostitutiva delle ferie non godute, previo “accertamento dell’ effettiva sussistenza dei relativi presupposti. La decisione ha anche accolto le domande dell’ istante volte: e.-al riconoscimento nell’ anzianità di servizio del periodo di astensione obbligatoria per maternità; f.-a prendere in considerazione tutte le componenti economiche  costitutive della retribuzione complessiva  erogata alla lavoratrice, ai fini del trattamento previsto per il periodo d’ esenzione  obbligatoria dal lavoro per maternità.  In accoglimento dell’ eccezione dedotta dal Comune resistente,  la decisione impugnata ha anche precisato che “tutti gli emolumenti in questione, compresa l’indennità per ferie non godute, ricollegandosi direttamene al rapporto d’ impiego, non hanno natura risarcitoria e sono quindi soggetti a prescrizione quinquennale”. La ricorrente in appello ha interposto gravame avverso  i capi della soprarichiamata decisione che : a.-  hanno fatto decorrere la prescrizione in costanza di rapporto di lavoro per i crediti maturati a titolo di:  indennità sostitutiva per ferie maturate e non fruite,  indennità di tempo potenziato, tredicesima mensilità,  trattamento di fine rapporto,  astensione obbligatoria e/o facoltativa dal lavoro; b.- hanno dichiarato la sussistenza della prescrizione quinquennale dei crediti maturati per l’ indennità sostitutiva per ferie maturate e non fruite  e indennità di tempo potenziato; c.- hanno  compensate le spese. Assume  l’ appellante che: - erroneamente la decisione  ha fatto  decorrere la prescrizione quinquennale dei crediti  maturati in costanza di rapporto di lavoro, senza tener conto della precarietà del rapporto medesimo e di un indirizzo giurisprudenziale di segno contrario  che dà rilievo alla situazione di metus  del lavoratore; -l’ indennità sostitutiva per ferie maturate e non fruite e l’ indennità di tempo potenziato avrebbero natura risarcitoria e non retributiva (con conseguente termine di prescrizione decennale e non quinquennale (di cui alla  disciplina dell’  art. 2948  c.c., estesa al pubblico impiego dall’ art.2 della l. 7 agosto 1985 n. 428); - la decisione impugnata ha, infine, compensato le spese senza alcuna motivazione.  Il Comune di Roma si è costituito, chiedendo la conferma dei capi di domanda appellati.  2.- Quanto dedotto dalla ricorrente non ha positivo seguito e, conseguentemente, il gravame in esame  deve essere respinto. 2.-1.-Secondo un costante indirizzo giurisprudenziale, anche di questa Sezione,  la prescrizione dei crediti retributivi relativi ad un rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione decorre in costanza del rapporto stesso “sebbene questo abbia carattere provvisorio o temporaneo” (Cfr. Cons. St., V., 17 febbraio 2004 n.601;  10 novembre 1992 n. 1243; VI, 31 luglio 2003 4417;  16 novembre 2000 n. 6140), in quanto non è sostenibile, per la natura del rapporto,  che  il dipendente pubblico, possa essere  esposto a “possibili ritorsioni e rappresaglie”,   quando egli tuteli in via giudiziale i propri diritti ed interessi. Si aggiunga che, come è stato da tempo scritto ( Cons. St., sez. VI n. 8 del 2001), “il datore di lavoro pubblico, in quanto istituzionalmente vincolato alle regole sulla discrezionalità amministrativa ed ai principi costituzionali di buon andamento e imparzialità, è in condizione di operare una pressione ridotta rispetto ai propri dipendenti, anche su quelli a tempo”.    La stessa Corte Costituzionale, che con una prima sentenza (1° giugno 1966) aveva dichiarato la incostituzionalità del co.1, punto 4 dell’ art. 2948 cc nella parte in cui consente che la prescrizione decorra in costanza di rapporto di lavoro,  successivamente ha precisato che l’ illegittimità riguarda i soli rapporti di lavoro privato non stabili e non anche quelli di pubblico impiego (vedi sent. 21 maggio 1975).  Ad ogni buon fine, gli incarichi a tempo determinato conferiti all’appellante traevano origine e fonte in una graduatoria permanente che p......