PRESENZA DI AMMINISTRATORI IN COMMISSIONE EDILIZIA



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VIZI FORMALI NELL'ATTO AMMINISTRATIVO



































































































Ric Ric. n. 2732/2005                                     Sent. n. 3528/06 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, seconda Sezione, con l’intervento dei signori magistrati: Avviso di Deposito del a norma dell’art. 55 della   L.   27  aprile 1982 n. 186 Il Direttore di Sezione Umberto Zuballi                     Presidente Elvio Antonelli                        Consigliere, relatore Mauro Springolo                     Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 2732/2005, proposto da DAL MOLIN LAURO, SACCARDO CATERINA, SARTORI GIANBERTO e SPAGNOLO IOLANDA, rappresentati e difesi dall’avv. Dario Meneguzzo, con elezione di domicilio presso lo studio dell’avv. Marco Giacomini in Mestre, Galleria Teatro Vecchio 15, come da mandato a margine del ricorso; CONTRO il Comune di Zanè, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Mario Calgaro, con elezione di domicilio presso lo studio dell’avv. Franco Zambelli in Mestre, Via Cavallotti 22, come da mandato a margine del controricorso; la Regione Veneto, in persona del Presidente pro tempore, non costituita in giudizio; PER l’annullamento della delibera del Consiglio comunale 12.8.2005 n. 66 avente ad oggetto variante parziale n. 16 e della presupposta delibera di adozione del Consiglio comunale 24.1.2005 n. 7. Visto il ricorso, notificato il 16.11.2005 e depositato presso la Segreteria il 6.12.2005, con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Zanè, depositato il 7.12.2005; Viste le memorie prodotte dalle parti; Visti gli atti tutti di causa; Uditi nella pubblica udienza del 13 luglio 2006 - relatore il Consigliere Elvio Antonelli - l’avv. Rotelli, in sostituzione dell’avv. Meneguzzo, per i ricorrenti e l’avv. Cazzagon, in sostituzione dell’avv. Calgaro, per il Comune intimato; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO I ricorrenti premettono in fatto che oggetto del presente ricorso è la variante parziale n. 16 al P.R.G. del Comune di Zanè e che essa coinvolge una parte di un’ampia zona denominata area “ex Miola”. Rilevano che alla fine degli anni ’70 l’Amministrazione comunale acquisì la vasta area del sig. Cesare Miola con l’intenzione di mantenerla area verde (parco) e che nel 1998 la Giunta allora in carica approvò una deliberazione contenente indirizzi progettuali relativi all’area “ex Miola”. Il progetto di parco prevedeva la realizzazione di due parcheggi, uno a nord (A) e uno a sud (B) e presso questi due parcheggi erano previsti due delle quattro vie di accesso al parco. Ora si sostiene che l’attuale amministrazione ha intrapreso un percorso di smantellamento del realizzando parco pubblico “ex Miola”. E ciò perché con la variante n. 16 una vasta area di proprietà pubblica originariamente progettata come parcheggio, e attualmente avente destinazione a parco, viene trasformato in zona residenziale. Inoltre è stata anche adottata la variante n. 19 al P.R.G. che ha previsto la trasformazione di un’ampia fascia dell’area, anch’essa in zona residenziale. I ricorrenti sono proprietari di immobili confinanti con il parco dell’area dell’ex Miola. Essi ritengono gli atti impugnati lesivi dei propri interessi e riservandosi di impugnare la variante n. 19, una volta che venisse approvata, con il presente ricorso impugnano la variante 16 per i seguenti motivi: 1) Violazione artt. 1 e 9 della L.R. 27.6.1985 n. 61. Eccesso  di potere per manifesta irragionevolezza e sviamento. La variante impugnata è stata adottata per finalità diverse da quelle che, secondo la legge urbanistica, dovrebbero presiedere alle attività di pianificazione urbanistica stessa. Essa costituisce una vera e propria operazione immobiliare ed è stata dettata da obiettivi di finanza comunale. 2) Violazione art. 3 L. 241/90. Eccesso di potere per difetto di motivazione. Violazione art. 97 della Costituzione. Eccesso di potere per travisamento dei fatti. La variante impugnata è inoltre illegittima per insufficiente motivazione in ordine alle ragioni che hanno determinato l’Amministrazione al cambio di destinazione della zona in esame. 3) Violazione degli artt. 50 e 107 del D. Lgs. 267/2000, in relazione all’art. 4 del D. Lgs. 165/2001. Illegittimità in via derivata. La variante urbanistica n. 16 impugnata è stata adottata, tra l’altro, “visto il parere favorevole espresso dalla Commissione edilizia comunale nella seduta del 13 gennaio 2005”. In quella occasione ai lavori della Commissione partecipava, con funzioni di Presidente, il Sindaco, Alberto Busin. Tale parere della C.E.C. è illegittimo, in quanto reso da un organo consultivo tecnico presieduto da organo politico e quindi contrasta con il principio di separazione dei poteri, sancito in termini generali nell’art. 4 del D. Lgs. 165/2001. Si è costituito in giudizio il Comune intimato contestando la fondatezza del ricorso. DIRITTO Il ricorso è fondato con riferimento al 3° motivo. Ed invero, come è fin troppo noto nel nostro ordinamento vige la distinzione fra atti di indirizzo politico - amministrativo (spettanti agli organi politici) e atti di gestione (spettanti agli organi burocratici). In applicazione di tale distinzione, a livello locale, come riconosce la ste......