PRESSIONI SUL RESPONSABILE FINANZIARIO: CONFIGURA ILLECITO ERARIALE



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DATI SANITARI DEI DIPENDENTI: DA CUSTODIRE IN BUSTA CHIUSA



































































































REPUBBLICA ITALIANA N           REPUBBLICA ITALIANA N. 1237/04 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER IL VENETO Composta dai seguenti Magistrati: Dott. Sergio Zambardi                      Presidente Dott. Carlo Greco                             Consigliere Dott. ssa Stefania Fusaro                I° Referendario relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n° 21146 del registro di Segreteria, promosso ad istanza della Procura Regionale con atto di citazione depositato in data 7/11/2002 e successivo atto di citazione integrativo depositato in data 17/9/2003 e 3/3/2004; nei confronti di - MAZZETTO MARIA SANTINA, nata il 23/2/1950 a S.Urbano (PD) e residente in via Chiesetta n. 4/D a Monselice (PD), rappresentata e difesa, giusto mandato a margine delle memorie di costituzione dagli avv.ti Gianluigi Ceruti e Giannantonio Altieri del Foro di Rovigo,  ed elettivamente domiciliata presso lo studio dell'avv.to Alessandro Camuto in Mestre-Trivignano, via Euclide n. 4; - QUOTA ANTONIO, nato il 29/12/1946 ad Este (PD) e residente in via Garibaldi n. 15 a Rovigo, rappresentato e difeso dagli avv.ti Francesco Volpe e Carola Pagliarin del Foro di Padova, con domicilio eletto nello studio di quest'ultima in Padova, piazza Cavour n. 4; Visti gli atti ed i documenti tutti del giudizio; Uditi, nella pubblica udienza del 9 giugno 2004, il relatore dott.ssa Stefania Fusaro, il Pubblico Ministero nella persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Alberto Mingarelli, nonché l'avv.to Gianantonio Altieri, in sostituzione dell'avv.to Ceruti, per la convenuta Mazzetto Maria Santina e gli avv.ti Carola Pagliarin e Francesco Volpe per il convenuto Quota Antonio; Con l'assistenza del segretario d'udienza, dott.ssa Donatella Bonaiuti; Considerato in FATTO 1. Con atto di citazione depositato in data 7/11/2002 e ritualmente notificato il 23/11/2002, il Procuratore Regionale conveniva in giudizio la sig.ra Mazzetto Maria Santina - responsabile del Servizio finanziario del comune di Barbona (PD)  - per sentire condannare la stessa al pagamento, in favore dell'Amministrazione comunale, della somma di € 4671,73 oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giudizio. Il Pubblico Ministero contestava alla funzionaria di aver indebitamente restituito - con mandato n. 178 del 25/5/1999 - al sindaco, sig. Quota Antonio, la somma - maggiorata di interessi - che quest'ultimo aveva, a propria volta, versato al comune nel 1995, in esecuzione della sentenza n. 49/1992 della II Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti, che lo aveva condannato per un danno cagionato nell'esercizio delle funzioni di sindaco. La somma restituita dalla Mazzetto ammontava a complessive £. 9.045.735, di cui £. 7.500.000 quale somma versata dal Quota nel 1995 - ed incamerata nel bilancio comunale con reversale n. 82 del 2/5/1995 - e £. 1.545.735 quali interessi legali maturati nel frattempo sulla stessa. 2. In fase istruttoria, il Pubblico Ministero  notificava sia all'ex sindaco Quota che alla responsabile del Servizio finanziario signora Mazzetto l'invito a dedurre, contestando loro di aver cagionato il danno, all'esame del Collegio. Entrambi presentavano delle deduzioni difensive. L'ex primo cittadino eccepiva di aver versato la somma di £. 7.500.000, nel 1995, non con intento solutorio, ma solo quale cauzione, al fine di evitare una situazione di incompatibilità, che avrebbe pregiudicato la possibilità di essere nuovamente eletto alla carica di sindaco. Rilevava infatti che creditore, secondo il tenore letterale della sentenza di condanna, fosse da ritenersi lo Stato (Erario) e non il Comune di Barbona. Nell'audizione del 25/6/2002, avanti il PM, il Quota precisava altresì “Non erano soldi del Comune, ma dell'ing. Quota Antonio depositati presso il Comune. Sono convinto di aver richiesto la restituzione della somma relativa alla condanna anche per iscritto”. La Mazzetto, nell'audizione davanti al PM del 10/9/2002, confermava la tesi dell'ex  sindaco, dichiarando di avere restituito, nel 1999, tali somme sullo stesso presupposto, che creditore fosse lo Stato. 3. La Procura Regionale, al termine dell'istruttoria, con atto di citazione depositato in data 7/11/2002, dopo aver archiviato la posizione del Quota, conveniva in giudizio la sola funzionaria comunale, sig.ra Mazzetto. Con memoria in data 22/1/2003, si costituiva in giudizio la convenuta, rappresentata dall'avv.to Ceruti. La Mazzetto ribadiva come il dispositivo della sentenza n. 49/92 della Corte dei conti, di condanna del Quota, recasse la dizione “pagamento a favore dell'Erario” e pertanto nulla ostasse alla restituzione di quanto il sindaco aveva depositato, con riserva esplicita di ripetizione “ove si fosse accertato che titolare del credito fosse lo Stato e non il comune di Barbona”. La difesa, affermata pertanto la buona fede della Mazzetto, ne chiedeva l'assoluzione. Alla pubblica udienza del 26 marzo 2003 il Procuratore regionale sottolineava, invece, come il comportamento della funzionaria comunale fosse stato particolarmente grave ed ingiustificato, rilevando come si potesse ipotizzare una responsabilità “morale” del sindaco, ed insisteva per la condanna della convenuta. Il difensore di quest'ultima ribadiva quanto già sostenuto nelle controdeduzioni avanti il PM e nella memoria di costituzione in giudizio, sottolineando altresì come il Quota avesse riferito alla Mazzetto di avere assunto pareri legali, che confortavano la tesi per cui creditore doveva ritenersi lo Stato e non il comune. Instava pertanto per l'assoluzione. Il Presidente del Collegio chiedeva al legale della convenuta se gli constasse l'esistenza di un successivo versamento della somma, da parte dell'ex sindaco, allo Stato, ma il legale precisava di non esserne a conoscenza. Seguivano brevi repliche della Procura e della difesa, in cui le parti ribadivano le tesi contrapposte. 4. Con Ordinanza Presidenziale n. 65 del 26 marzo 2003 veniva disposta l'integrazione del contraddittorio nei confronti dell'ex sindaco. Il Pubblico Ministero, con atto di citazione integrativo depositato in data 17/9/2003, eseguiva l'ordinanza, convenendo il Quota in giudizio, unitamente alla Mazzetto, chiedendo la condanna di entrambi al risarcimento, in parti uguali, del danno di € 4671,73. L'Accusa, nella citazione integrativa, confermava tutte le argomentazioni della prima citazione a giudizio - nei confronti della responsabile dei servizi finanziari - ed evidenziava poi una pressione (definita “immoral suasion”) esercitata dal sindaco nei confronti della Mazzetto, in forza della carica istituzionale rivestita, rilevando come il Quota - nell'accettare la restituzione dei soldi - avesse perfezionato l'evento dannoso. L'Organo Requirente stigmatizzava, poi, come strumentale la questione, posta dalla difesa, sull'accezione da dare al termine “Erario”, sia per la notoria promiscuità dell'uso del termine - per indicare in senso lato il patrimonio pubblico, quanto delle Amministrazioni statali che locali - sia perché era evidente, dall'oggetto del giudizio definito con la sentenza del 1992 della Corte dei conti, come l'ente danneggiato dall'illecito comportamento del sindaco fosse stato il Comune di Barbona. Il Pubblico Ministero concludeva pertanto per la condanna dei convenuti. 5. All'udienza del 17/12/2003 il Collegio rilevava una irregolarità nella notificazione dell'atto di citazione integrativo nei confronti della Mazzetto. Risultava infatti, dalla relata di notifica dell'Ufficiale Giudiziario, come la stessa non fosse più domiciliata presso lo studio legale presso cui aveva, precedentemente, eletto domicilio. Il Pubblico Ministero chiedeva un rinvio per provvedere alla regolarizzazione della notifica e le parti costituite assentivano; la causa veniva fissata a nuovo ruolo. In data 3/3/2004 la Procura provvedeva a ridepositare l'atto di citazione integrativo, poi ritualmente notificato. 6. La convenuta Mazzetto produceva ulteriore memoria di costituzione in giudizio, in data 20 maggio 2004, con la quale sostanzialmente riproponeva le argomentazioni espletate nella prima difesa.