PRESTAZIONE PROFESSIONALE: E' ILLEGITTIMA LA REVOCA DA PARTE DEL SINDACO



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II ACCONTO ADDIZIONALE IRPEF 2004



































































































  REPUBBLICA ITALIANA   TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA BRESCIA             Registro Generale: 704/2003 nelle persone dei Signori: FRANCESCO MARIUZZO Presidente   GIANLUCA MORRI Ref., relatore STEFANO MIELLI Ref. ha pronunciato la seguente SENTENZA nell’udienza camerale del 22 marzo 2005. Visto il ricorso 704/2003, e motivi aggiunti, proposto da: INVERNIZZI ANTONIO PIETRO rappresentato e difeso da: PORQUEDDU GIUSEPPE INVERNIZZI ROBERTO con domicilio eletto in BRESCIA VIA P.D.VITALIS,5  presso PORQUEDDU GIUSEPPE    Contro   COMUNE DI PERLEDO non costituitosi in giudizio; e nei confronti di COMUNE DI BELLANO non costituitosi in giudizio; e nei confronti di COMUNE DI VENDROGNO   non costituitosi in giudizio; per l'annullamento, previa adozione di misura cautelare, della nota 12.6.2003, prot 2855, di revoca dell'incarico di direzione lavori e atti successivi del procedimento amministrativo;  Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso; Visti i ricorsi per motivi aggiunti e relativi allegati; Visti tutti gli atti di causa; Udito il relatore Dott. Gianluca Morri e udito, altresì, il difensore del ricorrente; Visto l’art. 26 della Legge 6 dicembre 1971 n. 1034, così come modificato dalla Legge 21 luglio 2000, n. 205; Ritenuto di poter definire il giudizio con sentenza succintamente motivata per le seguenti ragioni di FATTO E DIRITTO Il ricorrente propone ricorso contro la nota prot. n. 2855 sottoscritta dal Sindaco del Comune di Perledo in data 12.6.2003, con la quale si disponeva la revoca dell'incarico di direzione dei lavori, conferito allo stesso ricorrente, per la realizzazione dell'impianto di depurazione nei Comuni di Bellano, Perledo e Vendrogno. Tale revoca veniva disposta sul presupposto che l'art. 9 della convenzione in atto tra i comuni sopra indicati, per l'esecuzione dell'impianto predetto, attribuisse l'incarico di direzione lavori al tecnico comunale di ciascun comune parte del rapporto convenzionale, con la conseguenza che essendo cessato, il ricorrente, dall'incarico di tecnico comunale del Comune di Perledo, sarebbe di conseguenza cessato automaticamente anche dall'incarico di direttore dei lavori. Avverso detto provvedimento vengono dedotte una molteplicità di censure tra cui deve ritenersi risolutiva, ai sensi dell'art. 26 comma 4 della Legge n. 1034 del 1971, quella indicata al n. 3 del ricorso introduttivo, con la quale si deduce l’incompetenza del sindaco all’adozione dell’atto impugnato. In osservanza del principio della distinzione di competenze tra organi di governo (a cui spetta la determinazione degli obiettivi e degli indirizzi gestionali) e organi di gestione (dirigenti a cui spetta la gestione amministrativa, contabile e tecnica dell'ente), non può infatti ritenersi inclusa nelle competenze del sindaco l'adozione di un atto tipicamente gestionale incidente su un rapporto contrattuale attribuito alla competenza esclusiva dei dirigenti anche per quanto concerne la fase patologica dello stesso. L’atto del Sindaco prot. 2855 del 12.6.2003 deve quindi ritenersi illegittimo per detto motivo. Il Comune di Perledo, senza tuttavia revocare espressamente il provvedimento impugnato, ha successivamente avviato uno formale procedimento amministrativo finalizzato a: - modificare la delibera consiliare n. 58 del 22.12.1997 e, in particolare, l'art. 9 della convenzione tra i Comuni di Bellano, Perledo e Vendrogno per la costruzione e la gestione di un impianto di depurazione; - revocare l'incarico di direzione dei lavori conferito al ricorrente in relazione all'opera sopra indicata, in ragione del fatto che sarebbe venuto meno il rapporto fiduciario tra il medesimo ricorrente e l'Amministrazione comunale. Con nota prot. n. 3381 del 7.7.2003 veniva inoltrata, al ricorrente, formale comunicazione di avvio del procedimento predetto, a cui seguivano ulteriori atti infraprocedimentali. Tutti gli atti del procedimento sopra indicato venivano impugnati con motivi aggiunti. Occorre rilevare, al riguardo, che dalla documentazione depositata dal Comune di Perledo in data 10.5.2004, in esecuzione dell'ordinanza istruttoria n. 379/2004, detto procedimento non pare essersi ancora concluso. Deve inoltre osservarsi che i ricorsi per motivi aggiunti proposti contro la comunicazione di avvio del procedimento e i successivi atti infraprocedimentali devono ritenersi inammissibili poiché rivolti contro atti non produttivi di effetti lesivi, che sorgeranno solo ed eventualmente con l’adozione dei provvedimenti conclusivi del procedimento amministrativo. In conclusione deve essere disposto l'annullamento della sola nota prot. n. 2855 del 12.6.2003, impugnata con il ricorso introduttivo, mentre devono essere dichiarati inammissibili i successivi ricorsi per motivi aggiunti poiché rivolti contro atti di impulso del procedimento o di natura meramente infraprocedimentale. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate a favore del ricorrente nella misura di € 1.750 (millesettecentocinquanta), a titolo di spese, onorari di difesa e competenze, oltre ad IVA e CPA, tenuto conto della parziale soccombenza con riguardo ai ricorsi per motivi aggiunti. P.Q.M. il T.A.R. per la Lombardia – Sezione staccata di Brescia – accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento prot. 2855 del 12.6.2003. Dichiara inammissibili i ricorsi per motivi aggiunti. Condanna il Comune di Parledo al pagamento delle spese liquidate come in motivazione. La presente sentenza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti. BRESCIA, 22 Marzo 2005   NUMERO  SENTENZA 316 / 2005 DATA PUBBLICAZIONE 12 - 04 - 2005   ......