PROCURA ALLE LITI: NON SERVE L'AUTORIZZAZIONE DELLA GIUNTA



(continua a leggere)


RIMBORSO SPESE ELETTORALI



































































































REPUBBLICA ITALIANA                         REPUBBLICA ITALIANA               N. 848/09  REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                  N. 9963/07 REG. RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale   Quinta  Sezione ha pronunciato la seguente DECISIONE Sul ricorso in appello n. 9963/2007  del  19/12/2007, proposto dal Comune di REGGIO CALABRIA rappresentato e difeso dall’avv. Mario DE TOMMASI con domicilio eletto in Roma, Via Cosseria n. 2 presso il dottor Alfredo Placidi; contro la DAMIR S.R.L., la DAMIR PUBBLICITA’ e l’ ATI PIERRE MANAGEMENT  SICILIAN PUBLICITY ADVETISING SPA SRL, rappresentate e difese dagli avvocati Giuseppe MAZZARELLA e Massimo FRICANO, con domicilio eletto in Roma, via Piave n. 52, presso l’avv. Renato Carcione; e nei confronti della PUBLIEMME S.R.L. non costituitasi; e della PES PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE S.R.L. rappresentata e difesa dagli avvocati Enzo MARAZZI e Sergio MAGLIO con domicilio eletto in Roma, presso lo studio del secondo, via San Saba n. 7; per la riforma della sentenza del TAR CALABRIA - REGGIO CALABRIA  n.1149/2007 , resa tra le parti, concernente: esclusione da appalto per la realizzazione di impianti pubblicitari; Visto l’atto di appello con i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 11 Novembre 2008, relatore il Consigliere Francesco Caringella ed uditi, altresì, gli avvocati F. Muscatello e R. Carcione per delega, rispettivamente, degli Avv.ti M. De Tommasi e G. Mazzarella; FATTO E DIRITTO 1. Il Comune di Reggio Calabria  bandiva  una gara pubblica d'appalto per la realizzazione, installazione, manutenzione e gestione, per la durata di cinque anni, degli impianti pubblicitari ubicati nel suo territorio e su aree di proprietà comunale, a norma del vigente Piano degli Impianti Pubblicitari. La  gara in questione prevedeva l'articolazione in più lotti distinti (per l'esattezza cinque) e attribuiva ai partecipanti il diritto di concorrere liberamente per uno o più lotti (e dunque anche per tutti i lotti a concorso, con la previsione, in tal caso, di meccanismi atti a distribuire tra i restanti partecipanti i lotti per l'ipotesi in cui un'impresa avesse formulato la migliore offerta per tutti lotti messi a gara). La  Damir s.r.l. formulava  un'offerta per il lotto 4, la Damir Pubblicità s.r.l. un'offerta per i lotti 1 e 3 e l'ATI fra le imprese SPA e PierreManagament un'offerta per il lotto 5. Il Comune provvedeva quindi ad una prima provvisoria a aggiudicazione con verbale in data 30 novembre 2006, aggiudicando il lotto 1 alla ditta Alessi, il lotto 2 alla Publiemmme, il lotto 3 alla Progetto5, il lotto 4 alla Leodori Pubblicità e il lotto 5 all'ATI SPA-Pierre Managament. Quindi, recependo i rilievi al riguardo svolti, l’Amministrazione  provvedeva  ad una nuova aggiudicazione provvisoria e, in applicazione del disposto del richiamato articolo 5 del disciplinare di gara, con provvedimento n. 0190863 in data 7 dicembre 2006,  disponeva  una nuova aggiudicazione provvisoria (lotto 1 alla Damir Pubblicità, lotto n. 2 alla Progetto5, lotto 3 alla Leodari, lotto 4 alla Alessi, lotto 5 alla ATI SPA-Pierre Management). L'aggiudicazione definitiva interveniva con determinazione n. 82 in data 29 dicembre 2006. Contro tali provvedimenti  proponeva  ricorso giurisdizionale la società Publiemme s.r.l., lamentando, tra l'altro, violazione dell'articolo 34 del decreto legislativo n. 163 in data 12 aprile 2006, nonché dell'articolo 97 della Costituzione e dell'articolo 3, lettera g), del bando di gara. La Publiemme s.r.l.  rappresentava  al Tribunale che il citato articolo 34 imponeva alle stazione appaltante di escludere dalla gara i concorrenti per i quali fosse stato accertato che le relative offerte fossero imputabili ad un unico centro decisionale sulla base di univoci elementi. Nel caso di specie, secondo la Publiemme s.r.l., le ditte Damir Pubblicità s.r.l., Damir s.r.l. e SPA s.r.l., sulla base di univoci elementi. A seguito di tale rilievo, il Comune  comunicava , con nota in data 22 febbraio 2007, l'avvio di un procedimento volto alla  esclusione Damir Pubblicità s.r.l., Damir s.r.l. e SPA s.r.l., dalla gara, per avere rilevato, tramite visori camerali, l'esistenza di un collegamento sostanziale tra le stesse tale da integrare gli estremi della violazione del citato articolo 34, secondo comma, del decreto legislativo n. 163 del 2006. Con la  determinazione dirigenziale n. 691 in data 5 marzo 2007 il  Comune di Reggio Calabria, ha disposto l’esclusione di Damir s.r.l., Damir Pubblicità s.r.l., e di ATI SPA s.r.l.,  disponendo quindi la   revoca dell'aggiudicazione dei lotti 1 e 5 di tale appalto e la correlata aggiudicazione provvisoria di tali lotti in favore delle società controinteressate. Con la sentenza appellata i Primi Gudici hanno accolto il ricorso proposto dalle società eluse. Appellano in via principale il Comune di Reggio Calabria ed in via incidentale (più precisamente con ricorso incidentale autonomo) la Publiemme s.r.l.. Si sono costituite  le parti in epigrafe specificate. All’udienza del 12 novembre 2008 la causa è stata trattenuta per la decisione. 2. Occorre preliminarmente disattendere l'eccezione di carenza di legittimazione attiva del procuratore costituito per conto del Comune resistente in ragione  della  mancanza di una preventiva autorizzazione da parte del competente dirigente al rilascio della procu......