PROGRESSIONI VERTICALI: NUOVO ORIENTAMENTO DELLA CORTE DEI CONTI



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Ispezioni in materia di lavoro e legislazione sociale



































































































Deliberazione n Deliberazione n. 10/SEZAUT/2010/QMIG                                                    LA CORTE DEI CONTI In Sezione delle Autonomie nell’adunanza del 31 marzo 2010 Visto il Testo Unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Visto il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, approvato dalle Sezioni riunite con la deliberazione n. 14 del 16 giugno 2000, dalle stesse modificato con le deliberazioni n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004, e da ultimo, ai sensi dell’art. 3, comma 62 della legge 24 dicembre 2007, n. 444, dal Consiglio di Presidenza con la deliberazione n. 229 del 19 giugno 2008; Vista la legge 4 marzo 2009, n. 15; Visto il decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102; Vista la propria deliberazione n. 9 del 4 giugno 2009, recante “Modificazioni ed integrazioni degli indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva da parte delle Sezioni regionali di controllo”; Vista la deliberazione n. 31/2010/PAR del 9 febbraio 2010, con la quale la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per l’Emilia Romagna ha rimesso alla Sezione delle Autonomie una richiesta di parere da parte di un comune dell’Emilia Romagna, ravvisando nella problematica prospettata una questione rilevante in generale con riferimento alla decorrenza della norma che stabilisce l’obbligatorietà del concorso pubblico nella progressione tra aree; Vista la nota n. 306 del 19 marzo 2010, con la quale il Presidente della Corte ha convocato la Sezione delle Autonomie per l’adunanza odierna; Udito il relatore, primo referendario Maria Teresa D’Urso PREMESSO               La questione sulla quale è chiamata a pronunciarsi questa Sezione, a seguito della rimessione da parte della Sezione regionale territorialmente competente, è relativa alla decorrenza dell’articolo 62 del decreto legislativo n. 150/2009, nella parte in cui stabilisce che le progressioni fra aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma la possibilità per l’amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50% di quelli messi a concorso. In particolare, l’ente, nel premettere che la richiesta non attiene  a fattispecie gestionali, ovvero a provvedimenti o comportamenti amministrativi già compiuti o in corso, chiede se la norma debba considerarsi immediatamente applicabile ovvero se la sua applicazione sia rinviata al 1 gennaio 2011 e, conseguentemente, se nelle more viga ancora il criterio della cd. “progressione verticale” tra aree. In subordine, chiede se l’articolo 91 TUEL, nella parte relativa ai concorsi riservati, debba ritenersi vigente o sia stato implicitamente abrogato dalla disciplina sopravvenuta. CONSIDERATO Il d. lgs. 150/2009 rappresenta, come è noto, una totale inversione di tendenza rispetto al previgente sistema di avanzamento di carriera negli enti locali, prevedendo, in estrema sintesi, che le progressioni verticali dovranno svolgersi secondo le regole del concorso pubblico e che, pur essendo possibile riservare per gli interni una quota non superiore al 50% dei posti messi a concorso, il dipendente potrà parteciparvi solo se in possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno. Il problema interpretativo, sollevato dall’Ente, trova origine da un’ apparente antinomia tra il termine di decorrenza contenuto nell’articolo 24 d.lgs. 150/2009, cioè il 1 gennaio 2010, e l’articolo 31 dello stesso decreto. Quest’ultimo, con riferimento agli Enti locali, dispone che l’adeguamento del regolamento dell’Ente possa avvenire entro il 31 dicembre 2010, precisando, altresì, che nelle more, negli ordinamenti delle regioni e degli enti locali si applicano “..le disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto”. Tale formulazione normativa, in quanto disposizione speciale rispetto al disposto dell’articolo 24, legittimerebbe la continuazione di procedure di selezione variamente difformi dai principi fissati dal d.lgs. 150/2009, fino alla data di adeguamento del regolamento o, comunque, fino al 31 dicembre 2010. L’esposta ipotesi interpretativa sarebbe, ad avviso di questa Sezione delle Autonomie, del tutto infondata. Infatti, il primo comma dell’articolo 24 del decreto legislativo 150/2009 dispone che “Ai sensi dell'articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dall'articolo 62 del presente decreto, le amministrazioni pubbliche, a decorrere dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al cinquanta per cento a favore del personale interno, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni”. Al contrario, il termine del 31.12.2010, di cui al 4° comma dell’articolo 31, è relativo all’adeguamento del regolamento di organizzazione dell’Ente, laddove il 1° comma dello stesso articolo dispone testualmente che