PROGRESSIONI VERTICALI: SERVE CONCORSO PUBBLICO



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ATTI CONCLUSIVI IMPUGNABILI PER INIZIALE VIZIO DI PROCEDIMENTO



































































































LOMBARDIA/64/2009/PAR LOMBARDIA/64/2009/PAR       REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua                             Presidente dott. Giorgio Cancellieri                                 Consigliere dott. Giuliano Sala                                          Consigliere dott. Giancarlo Penco                                   Consigliere dott. Angelo Ferraro                                     Consigliere dott. Giancarlo Astegiano                              I Referendario dott.ssa Alessandra Olessina                          Referendario (relatore) dott. Massimo Valero                                    Referendario nell’adunanza del 17 marzo 2009 Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la Legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la Legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, e ss.m.i.; Visto il Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la Legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la nota n. 1415 del 9 marzo 2009, con la quale il Sindaco del Comune di Pianico (BG) ha chiesto un parere in materia di contabilità pubblica; Vista la deliberazione n. 1/pareri/2004 del 3 novembre 2004, con la quale la Sezione ha stabilito i criteri sul procedimento e sulla formulazione dei pareri previsti dall’articolo 7, comma 8, della Legge n. 131 del 2003; Vista l’ordinanza n. 43 del 9 marzo 2009, con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l’adunanza odierna per deliberare sulla richiesta proveniente dal Sindaco del Comune di Pianico (BG); Udito il relatore, dott.ssa Alessandra Olessina PREMESSA Con la nota indicata in epigrafe il Sindaco del Comune di Pianico (BG) ha chiesto alla Sezione di rendere parere in merito alle modalità con cui attribuire, ad una dipendente del Comune attualmente inquadrata nella cat. B4, la progressione verticale alla cat. C1. In particolare, si chiede di conoscere: 1) se debba essere indetto, all’uopo, un concorso interno; 2) se, in tal caso, debba essere garantita la percentuale di assunzioni con accesso dall’esterno; 3) se esistono discipline speciali in merito alle progressioni verticali applicabili ai Comuni con meno di 3.000 abitanti. Il Comune specifica, altresì, che tale progressione verticale avverrebbe nel rispetto del principio del contenimento della spesa per il personale. IN VIA PRELIMINARE La richiesta del parere in esame è fondata sull’art. 7, comma 8, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, che attribuisce alla Corte dei conti una funzione consultiva in materia di contabilità pubblica. Il primo punto da esaminare è l’ambito delle funzioni attribuite alle Sezioni regionali della Corte dei conti appunto dall’art. 7, comma 8, della Legge 6 giugno 2003, n. 131, norma in forza della quale Regioni, Province e Comuni possono chiedere a dette Sezioni pareri in materia di contabilità pubblica, nonché ulteriori forme di collaborazione ai fini della regolare gestione finanziaria e dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa. In proposito questa Sezione ha precisato in più occasioni che la norma in esame, il cui contenuto risulta ancora poco approfondito sia dalla giurisprudenza contabile che dalla dottrina, consente alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali, di rivolgere alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti due diverse tipologie di richieste (deliberaz. n. 9 del 12 marzo 2007). Da un lato, possono domandare l’intervento della magistratura contabile al fine di ottenere forme di “collaborazione”, non specificate dalla legge, dirette ad assicurare la regolare gestione finanziaria dell’ente ovvero l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. Dall’altro possono richiedere pareri in materia di contabilità pubblica. La funzione consultiva, che nei primi anni di applicazione della legge è stata la principale forma di collaborazione attivata dalle amministrazioni locali, non esaurisce, quindi, la possibilità d’intervento delle Sezioni regionali della Corte dei conti, in seguito a specifiche richieste degli enti territoriali.